
C’era di tutto alla manifestazione del 2 novembre: professionisti che campano di consulenze commissionate dal comune, piccoli cloni di Berlusconi camuffati sotto l’opposto colore, costruttori che si dichiarano contro la speculazione edilizia, mancavano solo, o forse no, nani, ballerine e carri allegorici. Si potrà obbiettare che bisogna distinguere la volontà politica locale con quella nazionale poiché in questo caso quella locale ha manifestato contro quella nazionale. Se anche fosse vero l’obiezione desta più di una perplessità: intanto se anche ciò fosse vero, una classe politica del genere, che scende in piazza in mezzo ai comuni cittadini con pentole e mattarelli è una classe politica inetta che in riunioni o consigli di sorta perde soltanto il tempo senza combinare nulla. In secondo luogo, una classe politica inetta che in riunioni o consigli di sorta perde soltanto il tempo senza combinare nulla. In tertiis una classe politica inetta che in riunioni o consigli di sorta perde soltanto il tempo senza combinare nulla e lo fa da 15 anni, tanto è il tempo che Giugliano è diventata il merdaio d’Italia, e una volta che si dimette sparisce per sempre cambiando mestiere e sul punto si ha più di una perplessità. Perché una volta che la bufera sarà passata questa gente tornerà al suo posto come se nulla fosse a fare i porci comodi propri magari avendo addirittura guadagnato credito. Il che pare quasi inevitabile. A proposito, il sindaco alla manifestazione non c’era. C’è chi dice che fosse in Romania in vacanza, c’è chi sostiene che fosse barricato in casa, magari ad aspettare che tutto, cadesse nell’oblio.
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