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lunedì 4 giugno 2012

«È al Nord la grande evasione e vi spiego perché»


È falso che al Sud spetti il primato dell'evasione fiscale, lo confermano i dati di Bankitalia. Si fa fatica a capire che i mafiosi un tempo con la coppola e il due colpi, oggi hanno valigette, lauree e doppiopetto, possono perfino avere un accento decisamente lombardo, veneto o piemontese... con la sostanziale accondiscendenza dei gruppi industriali e finanziari più capaci

Maurizio D’AngeloAssociazione Culturale “Libera i Libri”, Napoli
Denaro sequestrato da operazioni illeciteDenaro sequestrato da operazioni illecite
NAPOLI – E’ fuorviante oggigiorno indicare il Sud come centro del malaffare e dell’evasione fiscale. Almeno, non è più così da un pezzo. Non ci si vuole rendere conto che i problemi di tale natura, ingigantiti, si sono spostati nel Nord con la sostanziale accondiscendenza dei gruppi industriali e finanziari più capaci.
Si fa fatica a capire che i mafiosi un tempo con la coppola e il due colpi, oggi hanno valigette, lauree e doppiopetto e strano a dirsi, possono avere un accento decisamente lombardo o piemontese. E’ di non molti giorni fa l’affermazione di Mario Monti a Bergamo secondo cui “Noi cittadini dell’Italia settentrionale e lombardi siamo spesso penalizzati nella competitività internazionale delle nostre imprese, per le sacche di grande evasione che si annidano ovunque nel Paese e forse più in altre parti del Paese che in questa”. L’affermazione è stata ripresa da un articolo de il Vostro a firma Daniela Ferro dove si affermava che al Sud si evade da 4 a 7 volte di più che in Lombardia.
Ma tutto quanto si dice sul Sud è vero o è un luogo comune che ha permeato oltre che i trombettieri del potere economico, anche i “politicanti” e anche i “professori” con un certo seguito di giornalisti?
Il vezzo tutto italiano che i dati, anche autorevoli, siano interpretati e indossati a seconda della convenienza è un dato certo, ma è incredibile che anche chi debba invece rimettere a posto la verità, l’assecondi a convenienza. Vediamo di rimettere a posto le cose.
. Sappiamo, però, al di là di quello che dice la Costituzione, che ci sono due Italie ed è difficile in partenza accostare dati omogenei.  Sappiamo che le evasioni per miliardi di euro la Gdf le ha scovate in Montepaschi, Unicredit, Bpm, Intesa Sanpaolo. E come non ricordare la scalata di Antonveneta, la revoca della confisca dell’Unipol, l’operazione del Banco di Napoli, la lista Falciani, il San Raffaele? L’elenco sarebbe interminabile. Tutto dimenticato. Se fosse successo a Napoli o a Palermo ancora se ne parlerebbe. Vogliamo parlare dello spaccio di cocaina, di cui il Po è pieno? Non parliamone, per carità.
Chi detiene la proprietà di banche, assicurazioni e grandi industrie? La sede legale è quasi esclusivamente a Nord. Si cominci da lì a indagare seriamente e si troveranno immensi tesori. Il Sud, dati Svimez, ha un processo di desertificazione industriale importante, è già Grecia. Nel Sud, la maggioranza della gente che lavora, lo fa onestamente, come la maggioranza della gente del Nord. A Sud è vero che si evade in una certa percentuale (l’uso delle percentuali e non dei valori assoluti è del tutto fuorviante perchè non dà conto della massa di denaro evasa), ma cercare mancati scontrini di un panzerotto, di una birra, non aiuterà nessuno, quella parte della gente del Sud spesso sopravvive a malapena.
L’altra parte del Sud ha soldi liquidi e patrimoni immensi: 100 miliardi all’anno sono un Pil di tutto rispetto, ma lo fattura la mafia. Dove finiscono questi soldi? Dopo essere passati dalle “lavatrici”, finiscono nel sistema bancario, guai se non ci fossero. La n’drangheta di oggi investe in Lombardia molto, ma molto di più che a Cosenza. I capitali illeciti riciclati del Sud investiti a Nord entrano di diritto nell’immensa evasione.
Le aziende del Nord in difficoltà sono pian piano fagocitate da capitali illeciti. Di questo sappiamo ancora poco, ma sappiamo che il denaro scorre sempre e comunque  al Nord, dove pacchetti azionari   passano di mano in mano; alcune notissime aziende sono già “mafiose”. Roberto Savianoha già parlato di qualcosa del genere, il fenomeno ha già superato livelli di guardia.
Il Sud è più illegale del Nord perché questo hanno sempre detto i giornali e le tv (tutti e tutte fatte più altro al nord). Volete sapere, invece, quale parte dei capitali illegali rientrati dall’estero con il condono sono rientrati in Lombardia? Il 90 per cento.  Non dice nulla questo dato? No, a quanto pare. E’ invece prevalso, anche a sinistra, anche tra gli intellettuali, il punto di vista della Lega, secondo cui tutte le colpe sono del Sud e nel Sud.  Ha stravinto sopratutto tra i giornalisti e i commentatori; ciò ricorda alcune mistificazioni storiche sul Risorgimento che si perpetuano ancor oggi contro ogni prova, ogni documento, ogni archivio storico.
Dai dati pubblicati dalla Banca d’Italia a cura di M. Rosaria Marino e Roberta Zizza con l’ausilio del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ;da Andrea Neri che ha messo a disposizione la versione dell’Indagine  sui bilanci delle famiglie, corretta ai fini di una maggiore coerenza con la contabilità nazionale, risulta incontrovertibilmente la differenza tra i redditi reali degli italiani (legali e illegali, sommersi, immersi e riemersi) e i redditi dichiarati. Da questo raffronto emerge senza dubbio alcuno che l’evasione fiscale è un fenomeno enormemente più diffuso al Nord per quel che riguarda l’Irpef, in cifra assoluta, poco più di 4 volte più grande al Nord (50 miliardi) che al Sud (12 miliardi). In cifra relativa (percentuale) circa il doppio. Dentro questo conto c’è tutto.
Il lavoro di Banca Italia finisce con queste parole: “Viene infine rilevata, contrariamente a quanto atteso, una minore propensione all’evasione nel Mezzogiorno rispetto al resto del paese; ciò deriverebbe da effetti di composizione nell’ambito di quelle tipologie di contribuenti che non hanno la possibilità di evadere l’imposta (prevalenza di lavoratori dipendenti pubblici e pensionati). Tali evidenze trovano conferma quando i tassi di evasione vengono regrediti su tutte le caratteristiche contemporaneamente”.
D’altra parte, dipendenti pubblici, pensionati e disoccupati è normale che non evadano, semplicemente perché non possono.

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