
Anche oggi, in tante piazze italiane, le associazioni rileggeranno l’elenco di 900 nomi di uomini e donne uccise dalla mafia. «Semplici cittadini – dice don Ciotti – magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere».
«Ma da questo terribile elenco – prosegue il fondatore di Libera – mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare. Perchè i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: quelle dei morti sul lavoro, della tratta degli esseri umani, i tanti morti provocati dal traffico degli stupefacenti, le vittime del caporalato, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico delle armi e quelle avvelenate e uccise dalla criminalità dei rifiuti».
Fonte:Blitzquotidiano
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