martedì 20 aprile 2010
venerdì 16 aprile 2010
domenica 11 aprile 2010
LA DISUNITA' D'ITALIA
Dal Blog di Beppe Grillo
L'Italia, 150 anni da compiere e non li dimostra. Sembra ancora una bambina. Ha un'aria quasi pre unitaria, anteriore al 1861, anno della nascita dello Stato italiano intestato ai Savoia. I risultati delle ultime elezioni regionali vengono da lontano, da prima del Risorgimento.L'Italia è una collezione di Stati assortiti, suddivisi in fasce, come i meridiani. Una fascia è al Nord, verde, con un partito secessionista, mascherato da federalista e meticiatto con quelle logiche centraliste che dice di voler combattere. Vive dell'odio per Roma, ma si nutre di Roma. La Lega è solo un pannicello caldo.Il Piemonte firmerebbe subito un'annessione alla Francia e così il Lombardo Veneto all'Austria. Dopo il Nord, appena varcato il Po, ci sono vecchi Stati gloriosi come il Granducato di Toscana, oggi chiamato Regione Toscana. Sono riserve indiane di un partito in dissoluzione, in attesa di riacquistare la loro vecchia identità. Al centro, bianco giallo, dopo un secolo e mezzo, non è cambiato nulla. Lo Stato della Chiesa ha eletto la sua candidata Renata Polverini. Il Vaticano amministra Roma, le sue cliniche, le sue scuole, dispone di patrimoni immobiliari immensi. Il Papa Re Ratzinger è più potente del Papa Pio IX buonanima prima che i bersaglieri entrassero in Roma dalla breccia di Porta Pia. Oltre a esercitare il potere temporale sullo Stato della Chiesa lo esercita anche sullo Stato Italiano. Il Sud, nero con qualche striatura di rosso, è auto amministrato da formazioni con una forte base territoriale, federate tra loro per lo sviluppo dell'economia sommersa, dal pizzo, alla droga, agli appalti truccati. Camorra in Campania, 'Ndrangheta in Calabria, Sacra Corona Unita in Puglia e dintorni e Cosa Nostra in Sicilia. Un'eredità di Garibaldi e della dissoluzione del Regno delle Due Sicilie. Rimangono la Sardegna, feudo della Signoria di Arcore, e le regioni di confine dove si parla tedesco, patois, friulano."Noi siamo da secoli - Calpesti, derisi - Perché non siam popolo - Perché siam divisi - Raccolgaci un'unica - Bandiera, una speme - Di fonderci insieme". Goffredo Mameli scrisse queste parole, per il suo inno, nel 1847. "Non siam popolo" è ancora attuale e l'auspicio di "fonderci insieme" spiega come, già allora, si sapeva che insieme non eravamo mai stati. "Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani" disse Massimo d'Azeglio. "Fare gli italiani?": un popolo non si può costruire, non è fatto di calce e cemento, ma di cultura e memoria. Più popoli, invece, si possono unire, ma per farlo va prima riscritta la nostra Storia.
Fonte : Beppe Grillo dal Blog http://www.beppegrillo.it/
sabato 10 aprile 2010
ABBIAMO ASSISTITO (ahimè!) ALLA SECONDA PUNTATA DELLA TRASMISSIONE "L'ultima parola" IERI 09/04/2010 SU RAI 2 DEL PARVENUE GIANLUIGI PARAGONE, E NON ABBIAMO POTUTO ESIMERCI DALL'INVIARGLI UN SECONDO MESSAGGIO SUL SUO BLOG : http://wp.me/pLuIE-5K
venerdì 9 aprile 2010
LIBERA PLURIVERSITA' DI NAPOLI
Il Meridione prima dell'unità d'ItaliaLa sede offerta alla Libera Pluriversità di Napoli è presso la Città del Sole, in Vico Giuseppe Maffei 18 (una traversa di via San Gregorio Armeno)
MATERIALE DIDATTICO
. Economia nel Regno delle Due Sicilie
. L’arte nel Regno delle Due Sicilie
. Go to Naples (ossia Napoli come Parigi e Londra)
. Scena e retroscena la marcia degli Eroi, l’impresa dei mille
Gaeta, Messina, Civitella del Tronto. La resistenza dell’esercito regolare.
. S.P.Q.C. sono pazzi questi cafoni. Il brigantaggio: Resistenza o sopravvivenza?
. Consuntivo e ucronia: Come siamo e come avremmo potuto essere
. Ferdinando II: il re Bomba o il Grande RE?
. Come la toponomastica inneggia ai farabutti.
le lezioni saranno coordinate dal prof. preferenziale
Nicola Terracciano dottornico@
GIANLUIGI PARAGONE, LO PSEUDO GIORNALISTA (ex direttore de "la Padania") CONDUTTORE (si fa per dire) DELLA VERGOGNOSA TRASMISSIONE DI RAI 2 "L'ultima parola" RAZZISTA E ANTIMERIDIONALISTA, TRASMETTE UN FILMATO SUL SITO DELLA TRASMISSIONE, DOVE DICHIARA DI NON VERGOGNARSI PER LE COSE DETTE E I TONI USATI IN TRASMISSIONE.