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venerdì 8 febbraio 2013

L'incredibile storia dello smantellamento del sistema bancario meridionale confrontato ai favori alle banche tosco-padane come Monte dei Paschi di Siena!



Mi torna in mente l'incredibile storia dello smantellamento delle più grandi banche meridionali, in particolare la storia del Banco di Napoli, il glorioso e plurisecolare banco napoletano che negli anni '90 entrò in crisi, anni difficili almeno come quelli attuali. La crisi ci fu sicuramente anche per errori di gestione e connessioni con la "malapolitica" ma anche e soprattutto per fattori esterni come la mancata erogazione di fondi già promessi alle aziende meridionali con la chiusura di AgenSud, l'agenzia che aveva preso il posto della Cassa del Mezzogiorno. 

Ci fu all'epoca una strana severità della Banca d'Italia nelle sue ispezioni (severità che mi sembra sia mancata del tutto con il Monte dei Paschi...) e sulle contabilizzazione dei cosiddetti "crediti incagliati ed in sofferenza" (come poi dimostrato anni dopo dalla SGA, la "bad bank"  che recuperò già a fine 2006 ca. il 70% per poi superare il 90% di crediti recuperati e superò di gran lunga le pessimistiche previsioni di Ciampi che stimava oltre il 50% di crediti non recuperabili) e varie dichiarazioni alquanto sospette "sull'inefficienza bancaria meridionale" di alcuni esponenti politici tra cui Dini e Ciampi, sospette soprattutto alla luce di quello che avvenne dopo questa crisi e le scelte del Ministero del Tesoro. Tutto questo è ben spiegato, con numerosi altri dettagli, dal libro "Il declino del sistema bancario meridionale" di Emilio Esposito ed Antonio Falconio che consiglio a tutti per approfondimenti, cifre, eventi e date.

La fine di secoli di storia gloriosa avvenne qualche anno più tardi, il Banco di Napoli fu ceduto ad una banca come BNL che aveva molti problemi in più del Banco di Napoli sia per la liquidità sia per lo stato patrimoniale, ma era una Banca in maggioranza pubblica del Ministero del Tesoro che ritenne che 60 Miliardi di Lire (praticamente una miseria....) era un'offerta accettabile per lo storico Banco di Napoli (che secondo alcuni è ancora più antico del Monte dei Paschi di Siena nato nel 1472, infatti è nato ufficialmente come "Monte di Pietà" nel 1539 ma secondo alcune ricerche è ancora più antico e risale al XV secolo...) e stranamente qualche anno la stessa BNL-INA hanno rivenduto il Banco di Napoli ben 6.000 (!!!) Miliardi al gruppo torinese San Paolo realizzando una incredibile plusvalenza per BNL ....salvando così la BNL dalla crisi e facendo di fatto scomparire il Banco di Napoli, che rimane oggi praticamente solo come marchio e con una società al 100% controllata da Intesa-SanPaolo quindi le decisioni si prendono a Torino (sede legale) e a Milano (sede operativa) e le relative fondazioni investono ovviamente il 99% al Nord e qualche spicciolo al Sud.

Possiamo sopportare ancora altre bugie ai danni del Sud, altri trattamenti discriminatori e altre desertificazioni  bancarie, produttive e sociali al Sud?

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

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