...per il recupero della memoria storica, per la difesa, il riscatto ed il futuro del popolo meridionale, per una vera rappresentatività politica del Sud...

sabato 18 ottobre 2014

COMPLIMENTI VIVISSIMI A MATERA!



Complimenti a #Matera... città da favola...
Comlimenti a Matera, città del #sud, Capitale della Cultura Europea 2019. #IoScelgoilSud

Foto: Comlimenti a Matera, città del #sud, Capitale della Cultura Europea 2019. #IoScelgoilSud

giovedì 16 ottobre 2014

Fondi UE, il Mezzogiono punito, #Cambioverso ma non sul Sud



da  HUFFINGTON POST - BLOG

di Alessio Postiglione
Giornalista e Politologo

#Cambioverso ma non sul Sud. Graziano Delrio ha infatti confermato che 12 miliardi di Euro che spettavano al Mezzogiorno saranno dirottati altrove, proseguendo sulla rotta della scellerata politica forza-leghista di Berlusconi che tanti denari ha drenato via. Dalle camice verdi c'era da aspettarselo, dal Pd no. Per ora, unica voce democrat autorevole e contraria è quella di Francesco Boccia, che attacca frontalmente il Sotto Segretario e invoca una reazione dei Democrat in difesa delle aeree più svantaggiate del Paese.
'Ridurre il cofinanziamento senza un chiaro orizzonte programmatico significa frenare ulteriormente la propensione agli investimenti. Lo sanno tutti che la ratio degli investimenti comunitari è stimolare gli investimenti privati, far aumentare l'output, in questo caso il Pil anche su scala locale, e l'occupazione. Tutte vere e proprie emergenze del Mezzogiorno che non si curano certo tagliando il cofinanziamento.
Ma cosa ha in mente Delrio? L'idea è ridurre il cofinanziamento nazionale per i progetti realizzati con i fondi europei, portandolo dal 50% al 25%. Solo per il Sud, ovviamente, perché per le regioni centro-settentrionali, il governo continua a cofinanziare al 50%. Una riduzione che comporterà un taglio di spesa pubblica pari a 12 miliardi e 805 milioni.
Perché questa scelta? Delrio parla del rischio che le regioni meridionali non spendano in tempo i fondi, e dunque una metà di risorse viene scorporata per confluire in una "programmazione parallela" che verrà spesa in un secondo tempo. Si tratta di unescamotage utilizzato già dal Ministro Barca per evitare che i fondi UE non spesi tornassero a Bruxelles. Ma con una differenza sostanziale. Barca utilizzò quel sistema perché ci trovavamo alla fine del ciclo di programmazione e il Sud era effettivamente in ritardo sulla spesa. Questa volta lo scorporo è preventivo e avviene all'inizio della programmazione 2014/2020.
Il dato dunque è che in un momento di drammatica crisi sociale, in cui sono necessarie politiche di spesa anti-cicliche, il governo riduce il suo impegno a Sud, per fra quadrare i conti. Prevenire è meglio che curare, potrebbe suggerire chi è assolutamente persuaso, non a torto, dell'incapacità del Mezzogiorno di governare in modo decoroso la spesa pubblica. Ma allora a cosa serve l'Agenzia della coesione? A dar da lavorare a Roma ai professionisti della rendicontazione?
Il governo ha stabilito che la nuova Agenzia abbia anche poteri sostitutivi rispetto alle Regioni inadempienti; meglio sarebbe, quindi, non scippare fondi al Mezzogiorno, ma assicurarsi che l'Agenzia vigilasse sulla qualità e quantità della spesa pubblica al Sud, pronti a sostituirsi ai governatori che spendono male. Delrio, d'altronde, fa sapere che la programmazione parallela tornerà al Mezzogiorno. Ma quali garanzie hanno i governatori del Sud che questo avvenga? Giova ricordare che in passato è già successo che fondi spettanti al Sud fossero spesi al Nord.
Il dato politicamente rilevante è che, con questo scorporo, il governo fa quadrare i conti: a spese del Sud, e senza certezza che ci sia un ritorno del finanziamento. La mia opinione, allora, è che si è imposta una visione "punitiva" nei riguardi del Mezzogiorno. Con accuse, non prive di fondamento, cerca l'inettitudine di una classe dirigente locale incapace di spendere bene i fondi, senza sprecarli nei mille rivoli della spesa clientelare.
Una mezza verità, dato che non si può dimenticare che le difficoltà di spesa delle Regioni meridionali sono anche legate a condizioni croniche di dissesto che impedivano e impediscono di spendere senza violare il Patto di stabilità. Dissesti a loro volta prodotti sicuramente dalla mala-gestione, ma anche dai deficit delle Sanità regionali, implose per gli alti indici di deprivazione socioeconomica, e dunque per le tante costose malattie che piagano le Regioni meridionali, alle quali, in questi anni, sono andati meno soldi che al Nord.
D'altronde, pur ammettendo per ipotesi che il Mezzogiorno andasse punito come uno scolaretto cattivo, nella Costituzione non esiste il principio punitivo, bensì esistono principi perequativi che imporrebbero investimenti pubblici ancora maggiori in quelle regioni in ritardo di sviluppo.
Il Sud, alla fine, è vittima di quella stessa logica per la quale la Germania e i Paesi con i bilanci in regola vogliono penalizzare quelle nazioni prodighe, che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, e trasformato i diritti dello Stato sociale in privilegi assistenziali, come sostengono i corifei dell'austerità. 
Il parallelo con la dimensione europea è così forte che, anni fa, Paul Krugman parlò dimezzogiornizzazione dell'Europa, con riferimento ai paesi periferici dell'area Euro, Italia in testa. Nonostante i più brillanti economisti, sia a livello nazionale che europeo, spingano sulla necessità di un cambio di paradigma che porti all'abbandono del taglio della spesa, per un aumento degli investimenti con finalità anti recessive, com'è possibile che i governi, anche di sinistra, insistano in queste scellerate politiche?

Dall'inizio della crisi, inoltre, il debito pubblico italiano è aumentato, non diminuito: mentre il Paese è diventato più povero, aumentava la pressione fiscale e si riducevano i servizi. Allo stesso modo, in questi anni, il divario Nord-Sud si è ampliato. Nonostante queste politiche stiano seminando la catastrofe sociale, allora, si impongono perché sono semplificatorie e vincenti dal punto di vista comunicativo.
Una politica espansiva per l'Italia e per il Sud abbisognerebbe di complicati acronimi e cervellotici ragionamenti sulla crisi, fra "bracci preventivi", Outright Monetary Transactions, mutualizzazione del debito e così via. La retorica opposta è più semplice: il debito è alto, soldi non ce ne sono, magari i governatori sono corrotti, si deve tagliare, punto. Ma le vie più semplici, in politica, non sono quasi mai le migliori.

Alessio Postiglione
Fonte : Huffington Post

mercoledì 15 ottobre 2014

L'articolo di Ottobre 2014 di Andrea Balìa su Webnapoli24.it





Mercoledì, 15 Ottobre 2014 19:14

DEMOCRATICI? E IL SUD? MAH……

Scritto da  
DEMOCRATICI? E IL SUD? MAH……
Talvolta, riflettendoci, il nome di alcuni partiti lascia perplessi (a voler esser buoni…) rispetto al loro operato. Chi scrive di tutto può esser tacciato tranne che di avere simpatie destrorse o reazionarie, anzi…nel piccolo mondo antico del “sudismo” molto incline alla nostalgia fine a sè stessa, posizioni e idee che si rifanno al meridionalismo storico vengono – con un abuso desueto nella terminologia– bollate come “giacobinismo”. Ciò detto, come doverosa premessa, l’onestà intellettuale ci affranca dal chiudere gli occhi davanti ad un incedere contraddittorio alla “mission” che titolazioni di formazioni politiche e presunto posizionamento lascerebbero credere e promettere. Il Sud è stato vittima come da studi, ricerche e lettura oggettiva degli eventi, d’una gestione dello Stato a dir poco non equanime rispetto a resto del paese. Inutile e lungo star qua ad elencare torti, disuguaglianze, omissioni e altro che, a distanza di oltre un secolo e mezzo, ne fanno una colonia di consumo con primati negativi nel lavoro, disoccupazione, industrializzazione o almeno uso positivo delle sue valenze e peculiarità, infrastrutture, diritti, ecc… Va bene che la democrazia, come ci insegna Canfora nel suo eccellente testo per l’appunto dal titolo “La Democrazia”, riuscì a condannare Socrate in quel di Atene, dimostrando i limiti d’un sistema politico che resta comunque ad oggi il più praticabile, ma usare impropriamente il suo aggettivo ci appare davvero insopportabile. Il Sud dovrebbe essere in cima all’agenda politica di chi governa il paese. Così non è… : soldi in meno per l’accudimento e istruzione dei più piccoli in base ad astrusi parametri, soldi x l’Expo di Milano con Matera che rischia d’esser nominata a giorni Capitale della Cultura ma di non avere nel 2014 ancora una stazione ferroviaria!Banda larga che, a giorni si saprà, riguarderà il Centro Nord e se resterà qualche soldo qualche residuo andrà al Sud. E l’elenco sarebbe lunghissimo ma i “democratici” s’impegnano ad ostacolare con tutte le loro forze il sindaco della capitale del Sud, ne reclamano le dimissioni così e come fa la Destra più retriva, in una sindrome da Nazareno ormai attuata senza scorno. Qualche loro rappresentante della novelle vague renziana ne reclama il confino come farebbe un ministro della polizia fascista….colpevole come primo cittadino di aver messo fine a spartizioni cui erano ormai adusi sotto il meritevole appellativo di “ ‘o sistema”. Stessa nouvelle vague capace di accettare come probabili nuovi candidati, alle elezioni regionali e a quelle future comunali, vecchi e improponibili dinosauri di disastri ventennali e primarie taroccate. E’vero anche fra loro, come talvolta succede, ci sono ottime persone…ma una domanda : è il vostro partito, vero, va bene la militanza…ma vi va bene così? Contenti d’esser là? Democratici? Mah…..

Andrea Balìa

Fonte: www.webnapoli24.it

sabato 11 ottobre 2014

Luigi De Magistris sindaco di strada, on the road (Intervista esclusiva)



Forse la più bella intervista di Luigi de Magistris....

da ascoltare tutta....


Fonte : roadtvitalia

Comune di Napoli- Cultura - Biblioteche Comunali








Luigi de Magistris


200 mila euro per l'acquisto di nuovi libri per le biblioteche Comunali. Siamo infatti riusciti a sbloccare, dopo quattro anni di attesa, l'acquisto di 200mila euro di nuovi libri per le nostre biblioteche. La somma è stata assegnata alle dieci biblioteche comunali ed al Servizio che le coordina che, nei prossimi giorni, riceveranno gli elementi utili per attivare la spesa e farla gravare su un mutuo già concesso della Cassa Depositi e Prestiti. Le biblioteche comunali di Napoli, distribuite su tutto il territorio cittadino e con almeno una sede in ogni municipalità, sono aperte tutti i giorni feriali per la lettura, la consultazione e il prestito e dispongono di un ingente catalogo di titoli (consultabile anche online dal sito web del Comune ;
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1366) che sarà arricchito ed aggiornato con i fondi finalmente disponibili. A novembre partirà un programma per NAPOLI CITTA' DEL LIBRO, che durerà per tutto il 2015, con molte iniziative innovative.

Fonte : Luigi de Magistris

mercoledì 8 ottobre 2014

Provocazione andata a segno del Consigliere Comunale Carmine Sgambati!



Ieri Carmine Sgambati, Consigliere Comunale con Delega alla polizia Municipale del Comune di Napoli, uomo fidato e leale del sindaco Luigi de Magistris, stanco del fiato alle trombe dato dai media, i giornali, agli attacchi al primo cittadino e il silenzio perpetrato al sostegno e alle dichiarazioni a favore, ha messo in atto una geniale provocazione : una finta comunicazione d'intento di dimissioni. Colpito e affondato! Come previsto non è parso vero prestare attenzione e pubblicare la cosa. Ma puntuale Sgambati ha comunicato la provocazione con cui ha preso "il gatto col topo in bocca", dimostrando tutta la mala fede strumentale d'un'opposizione venduta al più bieco interesse!
GRANDE SGAMBATI!

Ecco il report della vicenda:

"Meglio l’eutanasia politica, poiché essa nasce da un assurdo calcolo: “ Morire adesso, per rinascere più forte di prima”. Piuttosto che assistere ad una lunga agonia del sindaco sospeso, vittima ancora di ricatti per le poltrone e mortificazioni di tipo fascista “Mandiamolo a confino”. Caro sindaco sospeso, io ti ringrazio per la forza, il coraggio, l’energia e l’amore per la tua città, ma non posso più sopportare come uomo e come Consigliere Comunale questa inutile e infinita campagna diffamatoria nei tuoi confronti. Porrò fine a tutto questo, firmando per primo, se proposta, una mozione di sfiducia."
IO NON CI HO MAI PENSATO ...............QUINDI NON E' UN RIPENSAMENTO!!!!!!!!!


E' BASTATA UNA MIA DICHIARAZIONE , OVVIAMENTE FINALIZZATA NEL BENE O NEL MALE  A DESTABILIZZARE LA FIGURA DEL SINDACO ,A  DEVIARE TUTTA L'ATTENZIONE DEI GIORNALI  SULLA MIA PERSONA ( ma Sgambati è impazzito o ha deciso di tradire il Sindaco?) IN MOLTI SI SONO POSTI QUESTA DOMANDA.
 QUOTIDIANI NAZIONALI  CENTINAIA DI ARTICOLI MA LE MIE DICHIARAZIONI ,NON HANNO QUASI MAI INCONTATO LA BENEVOLENZA DELLA COMUNICAZIONE. GRAZIE, SINDACO SOSPESO,CHI PENSA ANCHE LONTANAMENTE DI FARTI DEL MALE E' ACCOLTO A BRACCIA APERTE  ANCHE DALLA STESSA COMUNICAZIONE .
MISSIONE COMPIUTA . OVVIAMENTE LA MIA ERA UNA PROVOCAZIONE PENSO SIA CHIARO A TUTTI , AMICI E NON !!!!

martedì 7 ottobre 2014

"Odio gli indifferenti..." - Gramsci






“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.
Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
Antonio Gramsci 
11 febbraio 1917