...per il recupero della memoria storica, per la difesa, il riscatto ed il futuro del popolo meridionale, per una vera rappresentatività politica del Sud...

giovedì 8 aprile 2010

16 e 17 Aprile a Gaeta

Concerto di :
PIETRA MONTECORVINO ED EUGENIO BENNATO


TUTTI I MERIDIONALI SONO INVITATI!

mercoledì 7 aprile 2010

SOLDATI NAPOLITANI SBANDATI E PRIGIONIERI POLITICI NEI PRIMI ANNI DI VITA UNITARIA

La coltre di silenzio calata sulla guerra civile combattuta del decennio 1860-1870 fra Nord e Sud della neonata Italia, riguardò in particolar modo il problema dei prigionieri - fino alla proclamazione del Regno d'Italia a Fnestrelle ad esempio si trova sulle schede di decesso dei soldati in nostro possesso " Soldat prisonnier de guerre napolitain". Che la dice lunga sulla cosiddetta liberazione del mezzogiorno da parte delle truppe piemontesi.
Quanti furono? Dove vennero tenuti? Come vennero trattati? Furono decine di migliaia i prigionieri e decine di migliaia probabilmente anche i morti.
Se si escludono alcuni articoli della Civiltà cattolica che ne parlarono, la pubblicistica patriottarda troppo impegnata a cantare le gesta garibaldesche e l'abbattimento del "tiranno" borbonico non se ne curò affatto.
L'unico testo che in centocinquantanni ha cercato di gettare un po' di luce su questa pagina buia di storia patria è stato I LAGER DEI SAVOIA di Fulvio Izzo, Editore Controcorrente 1998.
Nei testi dell'epoca solo vaghi cenni, anche negli articoli della Civiltà Cattolica dove se ne parla non si trovano numeri - a parte una indicazione relativa a 20000 prigionieri gettati nelle carceri in Sicilia - e l'unica opera in cui abbiamo trovato delle indicazioni numeriche abbastanza credibili è Cronaca della guerra d'Italia - parte quinta.
Il calvario dei prigionieri napolitani - classificati come sbandati dalla burocrazia piemontese che affidò ad una commissione insediata a Genova il loro destino - forse non sarà mai chiarito del tutto. Molti documenti o non furono redatti o furono successivamente distrutti (lo stesso Izzo cita il caso di una busta vuota con la dicitura Campo di San Maurizio nell'archivio dell'AUSSME) per motivi di "alta polizia" se vogliamo parafrasare il Durelli di Colpo d'occhio su le condizioni del reame delle due Sicilie nel corso dell’anno 1862, un testo da leggere, recentemente fatto ristampare su iniziativa di Vincenzo D'Amico.
Ci apprestiamo a festeggiare il 150 della unificazione, si sono tirate fuori dagli armadi verità scomode riguardanti le ex-colonie, la esistenza, ma quando si parla di risorgimento i cattedratici - soprattutto quelli di origine meridionale! - fanno quadrato, si rinchiudono in fortilizi di falsità e di menzogne e non non vogliono sdentir pronunciare la parola "revisionismo" Al punto che per evitare i loro strali altri studiosi si tengono lontani da convegni in cui si osi discutere delle vicende risorgimentale in maniera critica.
Tutto questo rappresenta l'ultima trincea della menzogne risorgimentalkiste, le verità dilagano sulla rete - a volte con eccessi che non ci aiutano, ma ciò è dovuto a quegli accademici che invece di collaborare e riportare a galla verità se ne lavano le mani, ipocritamente, non si sa se più per convinzione o per bieche convenienze.

Zenone di Elea 5 Aprile 2010

Fonte:Eleaml-
Pubblicato da NON MI ARRENDO a 4/07/2010 06:31:00 PM 0 commenti
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NAPOLI RIDICOLIZZATA DALLA CATTIVA TELEVISIONE/UMORISMO IN FUORIGIOCO!

Nel nuovo video della serie "AMMAZZIAMO PULCINELLA" è analizzato IL RUOLO DELLA TELEVISIONE nella formazione culturale del nostro paese e UN CERTO MODO DI FARE IRONIA NELLE TRASMISSIONI PIU' POPOLARI che nasconde MESSAGGI PERICOLOSI per l'intera nazione che da 150 denigra Napoli e il meridione tutto.Già Pier Paolo Pasolini, a cavallo degli anni '60-'70, aveva fiutato la pericolosità della TV capace di omologare le popolazioni e indirizzarle verso una "massificazione collettiva" priva di individualismi e capacità di analisi.È poi Karl Popper, in "Cattiva maestra televisione" ad analizzare nel 1994 contenuti dei programmi ed effetti sugli spettatori, concludendo che il piccolo schermo detenga un potere incontrollato capace di iniettare nella società forti dosi di violenza, fungendo così da fucina di tanti piccoli criminali.Ho inteso evidenziare i pericolosi messaggi nascosti tra un sorriso e l'altro nei programmi televisivi più visti, quelli sul calcio della domenica sera che attirano giovani e meno giovani indistintamente. Ma il discorso potrebbe allargarsi ad un contesto generale di una televisione italiana che non promuove la cultura ma al contrario "educa" i giovani a valori degradanti e in generale la Nazione all'odio e alle contrapposizioni..
Pubblicato da NON MI ARRENDO a 4/07/2010 10:23:00 AM 0 commenti
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martedì 6 aprile 2010

ATTO DI NASCITA DI FRANCESCO GRAMSCI, PADRE DI ANTONIO

L'anno mille ottocento sessanta il dì sei di marzo, alle ore nove antimeridiane, avanti di noi Raffaele Ianni, sindaco ed uffiziale dello stato civile di Gaeta, provincia di Terra di Lavoro, è comparsa Raffaela Amato di Gaeta, figlia di Luigi, di anni trentanove, di professione ostetrica, domiciliata ivi, in strada San Tommaso quale ci ha presentato un maschio secondo che abbiamo ocularmente riconosciuto, ed ha dichiarato è nato dalla signora Teresa Gonzalez legittima moglie di Don gennaro Gramsci di Gaeta e dal signor Don gennaro Gramsc i di anni cinquantadue, di professione Capitano della Gendarmeria domiciliato a Cosenza nel giorno sei del suddetto mese alle ore due antipomeridiane nella casa di Don Giuseppe Gonzalez èadre della Puerpera.La stessa inoltra ha dichiarato di dare al neonato il nome di Francesco, Alfonso, Erasmo, Giustino. La presentazione e dichiarazione anzidetta si è fatta alla presenza di Don Giovanni Perez di Napoli di Professione Primo tenente di Artiglieria, regnicolo domiciliato in Gaeta e di Don Nicola Nazano di Gaeta di professione proprietario terriero domiciliato ivi, testimoni intervenuti al presente atto e da esso si.ra Amato Raffaela. Il presente atto è stato da letto al dichiarante e ai testimoni ed indi da noi firmato.
Il sindaco Raffaele Ianni.
Dobbiamo presumere che il nome Francesco gli fu dato in onore del re Francesco II.

Pubblicato da NON MI ARRENDO a 4/06/2010 10:17:00 AM 0 commenti
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lunedì 5 aprile 2010

La RAI della vergogna ancora contro il Sud con i portaborse di Bossi e company!


Ancora una volta, e sempre più, dobbiamo ascoltare in Tv il dileggio del nostro Sud perpetrato da portaborse e pseudo giornalisti assurti a ruoli di conduttori perchè mala/espressione del potere politico che fagocita la comunicazione.
Il giorno 2 Aprile su RAI 2 è andata in onda la trasmissione "L'ultima parola" condotta (si fa per dire!) da Gianluigi Paragone, ex direttore de "la Padania", promosso a conduttore televisivo, nonostante possiamo annoverarlo al massimo come pseudo giornalista di paese (non ce ne vogliano quest'ultimi), solo in quanto lacchè di Bossi & company.
Ovviamente ne è venuta fuori la fiera dei luoghi comuni con un Sud dipinto come la quintessenza del malaffare, del ladrocinio istituzionalizzato, dell'inefficienza che danneggia il sano e santo paese italico. Per dirla in breve : una vergogna insopportabile che umilia il popolo del Sud.
Ad onor del vero il solo Enzo De Luca, lo sconfitto competitor delle ultime elezioni regionali campane, ha tentato di contrapporre alcune argomentazioni.
Nessuno dei partiti istituzionali si ha notizia che abbia protestato ufficialmente, lasciandoci intravedere un futuro ancor più fosco. Del resto sono niente altro che le ennesime conferme, qualora qualcuno si illudesse ancora, che - come sosteniamo da tempo - con questi politici non si va da nessuna parte.
Ci uniamo all'appello/iniziativa degli amici di L'Altro Sud, che per primi hanno denunciato la cosa con l'intento di adoperarsi per chiedere al CdA della Rai la sospensione della trasmissione.
Il Partito del Sud non può che condividere ed offrire la sua più ampia collaborazione e sostegno.
Andrea Balìa Partito del Sud - Napoli

domenica 4 aprile 2010


Auguri di una Pasqua di Resurrezione (nel vero senso) dal Partito del Sud - Napoli a tutti i compatrioti ed uomini liberi del Sud, ma anche a quelli sottomessi che attendono ancor più l'ora del riscatto!
Partito del Sud - Napoli


venerdì 2 aprile 2010

UN GRADITO OMAGGIO DI EUGENIO BENNATO AD ANTONIO CIANO



IN ANTEPRIMA NUOVA CANZONE DI EUGENIO BENNATO...
DEDICATA A MICHELINA DI CESARE, NOSTRA EROINA,
BRIGANTESSA E DONNA DEL SUD!



E dicitem' se nun venen' 'e lacrim' all'uocch' pure a vuje cu' sta nova canzon'...grazie Eugenio per questo regalo che hai fatto ad Antonio Ciano e a tutti noi del Partito del Sud, eredi di quei briganti e brigantesse, coraggiosi uomini ed eroiche donne del SUD!

Ecco a voi: "Il Sorriso di Michela" di Eugenio Bennato! Con le immagini montate dal nostro capo brigante...Antonio Ciano! Buon ascolto!!!