Pubblicato da redazione
mercoledì 31 marzo 2010
Pubblicato da redazione
martedì 30 marzo 2010
ITALIANI... POVERI IMBECILLI...Dopo tutte le vicissitudini di questa campagna elettorale per le Regionali, ieri e' arrivato il verdetto. Due sono le cose da evidenziare: una crescita sensibile dell'astensionismo e una vittoria della PdL e soprattutto della Lega, il centro destra passa a governare, sulle 13 regioni interessate, da 2 a 6 regioni.Puo' essere questa una notizia positiva per il Sud vista l'esperienza da noi fatta di 15 anni di berlusconismo con qualche intervallo prodiano? Ovviamente no...ma di certo questa e' anche una sonora sconfitta per il centrosinistra che non puo' costituire una valida alternativa al degrado morale, culturale, ambientale ed economico che vive il nostro paese ed in particolare il nostro Sud. Non mi accalcherò certo tra i "soloni" del meridionalismo che applaudono alla crescita dell'astensionismo, e' un segnale ovviamente interessante e da approfondire ma non significa nessun crollo imminente del sistema o della casta che se ne infischiano anche se l'astensione dovesse arrivare al 50% su base nazionale. E nessuno puo' pretendere la paternità su quel 35%, un italiano su 3, che non e' andato a votare...c'e' di tutto, dal disgusto per la politica tradizionale e va bene ma si arriva poi al solito italico qualunquismo.Piuttosto che cavalcare in maniera sciocca la solita litania sterile dell'astensionismo, preferisco costruire qualcosa di nuovo e di propositivo per il meridionalismo in genere e per il Partito del Sud, in modo che quelle persone che oggi non vanno a votare , saranno portati a votare noi e non a rimanere a casa che non serve assolutamente a niente per modificare le cose. Per quanto riguarda il Lazio in particolare, con la nostra sezione del Partito del Sud abbiamo fatto una bellissima esperienza nella Rete dei Cittadini, non ci nascondiamo di sicuro e diciamo che ci aspettavamo di piu' dello 0.6% e dei piu' di 14.000 voti presi (che comunque sono molti di piu' su base %, presi ad una competizione regionale, e come numero di tutti i movimenti meridionalisti alle Provinciali del 2009, sia a Napoli che noi stessi a Latina)...per me l'aggregazione con o in liste civiche alternative a destra e sinistra, specie al centro e al nord, e' sicuramente una cosa interessante e da rivedere. Uno dei pochi segnali positivi di questi verdetti elettorali per me, oltre alla fine del "vicereame" bassoliniano che era ampiamente scontato, è il 7% preso dal Movimento 5 Stelle in Emilia. Con tutte le perplessità sul fenomeno e sul personaggio "Grillo" , questo e' uno dei pochi segnali concreti di attacco alla casta di destra e sinistra che ha uomini, mezzi e un potere mediatico enorme che, come purtroppo abbiamo verificato sul campo, e' capace di oscurare tutto e tutti, con mezzi legali e non legali (vedi la pagliacciata della "par condicio" e la sua reale applicazione sui giornali, affissioni, TV etc etc...). Dalle esperienze si impara sempre qualcosa e di sicuro da questa fatta nel Lazio sono sicuro che ci potremo organizzare e preparare meglio per le prossime sfide senza rinnegare niente delle nostre scelte coerenti di linea politica. Lascio ad altri la polemica sterile ed il rinchiudersi in soli convegni e sparate su Internet, quelle sulla pochezza dei nostri risultati finora (in genere chi la fa non e' capace nemmeno di presentare una lista...) e continuo il mio lavoro con umiltà e dedizione per la mia terra e la sua voglia di novità e riscatto.
Pubblicato da Partito del Sud - Roma a 15.31
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IL DISAGIOlunedì 29 marzo 2010
Edoardo Bennato - "C'era un Re" Versione Originale
Eccovi l’ articolo.
Da Appunti di Storia di Ernesto Galli della Loggia – Style Magazine/Corriere della Sera
E’ immaginabile un famoso cantante rock americano che faccia l’ elogio della schiavitù e del Klu Klux Klan? O che dica in una canzone che appoggiando la spedizione della Baia dei Porci il Presidente Kennedy diede il via al terrorismo internazionale ?
Mi pare difficile. Nel primo caso glielo vieterebbe senz’altro la ferrea regola del politicamente corretto, nel secondo la mitologia nazionale che nonostante tutto ha fatto del giovane Presidente assassinato un’icona del Pantheon.
In Italia no , non esiste un Pantheon. Parlare bene, e comunque non male, della storia italiana è ancora oggi ritenuto da parecchia gente come il non plus ultra della banalità, come qualcosa di intellettualmente triviale. Si spiega così uno come Edoardo Bennato, l’ex iconoclasta degli anni Settanta e Ottanta, l’ antico fustigatore del potere, il vecchio denunciatore delle malefatte del Papa, dei presidenti della repubblica, della scuola e dell’ universo mondo, che adesso nel suo nuovo album ( con canzoni come Il corpo dei Briganti, C’era una volta un Re ) è diventato di fatto un nostlgico dei Borboni e non solo.
Ecco come sentenzia, infatti, dalle colonne del Corriere della Sera :
Il patto di Teano segnò la nascita del brigantaggio, personaggi leggendari che difendevano la povera gente dagli aguzzini e dai tiranni. Sono passati 150 anni dall’ Unità d’Italia ma oggi nell’ex Regno delle due Sicilie esiste un’entità, che possiamo chiamare camorra, mafia, o ‘ndragheta, che si è assunta il compito di difendere la gente dagli strumenti del potere che al Sud vengono percepiti come ostili.
Semplificazione incredibile della storia, ignoranza pura e apologia del crimine
(involontaria è sperabile) si danno qui disinvoltamente la mano. La lotta contro lo Stato unitario dopo il 1860 nel Mezzogiorno, che di certo aveva anche motivi sociali (e dove mancano tali motivi non appena è coinvolto un certo numero di persone?), ma che era capeggiata e organizzata da capibanda crudeli dediti professionalmente al saccheggio e agli omicidi più efferati, e che seppe esprimersi solo nella strage, diviene nelle parole dell’ormai attempato rockettaro una specie di epopea resistenziale.
Contro chi? Naturalmente contro aguzzini e tiranni, cioè contro i turpi governanti italiani più che meritevoli, c ome si capisce, di vedersela faccia a faccia con i suddetti galantuomini. Ieri dediti, secondo Bennato, alla stessa difesa della povera gente di cui oggi s’incarica da par suo la criminalità organizzata, contro gli strumenti del potere.
Di quale potere davvero non si capisce, dal momento che da Napoli in giù, se non sbaglio, il massimo potere è da anni proprio quello di camorra, ‘ndragheta e mafia.
Ma che importa a Bennato della verità? A lui, com’è giusto per chi dipende dal benvolere del pubblico pagante, interessa l’opinione media, il luogo comune, la chiacchiera che la gente ha nell’orecchio: con quella, non con la verità, le sue canzoni devono essere obbligatoriamente in sintonia.
Pubblicato da NON MI ARRENDO a 3/29/2010 04:11:00 PM 0 commenti
Etichette: ciano
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venerdì 26 marzo 2010
giovedì 25 marzo 2010
Dal Blog di BEPPE GRILLO condivisibili dichiarazioni sulla controversa unità italiana e i discutibili festeggiamenti in preparazione :mercoledì 24 marzo 2010
APPELLO AI MERIDIONALI NEL LAZIOPER IL VOTO ALLA
" RETE DEI CITTADINI "
Candidato Presidente: Marzia Marzoli - Rete dei Cittadini
Preferenze per le liste provinciali (1 sola preferenza, scrivendo il nome del Candidato Consigliere scelto affianco al simbolo della Lista Rete dei Cittadini) :
Provincia di Roma: Viciconte
Provincia di Viterbo: Iammella
Provincia di Latina: Viciconte
Fonte : Partito del Sud - Roma
