...per il recupero della memoria storica, per la difesa, il riscatto ed il futuro del popolo meridionale, per una vera rappresentatività politica del Sud...

venerdì 22 ottobre 2010

9° Messaggio di Beppe De Santis - Il Partito del Sud nato per leggittima difesa

Fondato da Antonio Ciano , presieduto da Beppe De Santis e ispirato dal libro “ Terroni” di Pino Aprile ( 9° messaggio)

Il PdSUD nasce per legittima difesa.


Contro il razzismo antimeridionale dei leghisti.
Contro la violenza,l’aggressività,l’arroganza, e la sopraffazione leghista.
Contro la prepotenza nordista.
Dopo 20 anni di violenza razzista, non ne possiamo più.
Basta, la pazienza è finita.

Il Pdsud nasce per legittima difesa.

Contro tutte le mafie, la mala-burocrazia e la mala-politica.
Contro i politici, amministratori,parlamentari e ministri ascari e mercenari del Sud, al soldo dei poteri forti milanesi e nordisti.
Il Pdsud nasce per legittima difesa.
Contro il perdurante ruolo del Sud quale mercato di consumo passivo di prodotti del Nord ed esterni.
Tutti i 19.000 supermercati, operanti al Sud, sono del Nord o esteri.
Oltre l’85% dei prodotti agro-alimentari ,consumati nel Sud,provengono dal Nord e dall’estero.
Il Pdsud nasce per legittima difesa.

Contro l’ininterrotto scippo di risorse, per spesa per investimenti,destinate al Sud e dirottate al Nord.
Dei 64 miliardi di euro del Fondo per le Aree sotto-utilizzate ( FAS),programmati nel 2006 e destinate al Sud per l’85% ), le 8 Regioni meridionali NON HANNO VISTO UN SOLO EURO. Soldi spesi per le quote latte degli agricoltori leghisti, per i navigli nel lago di Como , per il deficit del Comune di Roma e così via.
Il 45% dell’intera spesa pubblica statale annuale ,ordinaria e straordinaria, dovrebbe andare al Sud. Ne giunge a malapena il 32-35%. Il 10% in meno: 10 miliardi di euro in meno all’anno, 100 miliardi scippati in un decennio.
Mentre i nordisti propalano la favola dei “ flussi colossali di spesa pubblica” , che andrebbero al Sud.
Basta leggere il libro “Mezzogiorno a tradimento”, di Gianfranco Viesti, per scoprire che si tratta di una colossale balla, di una IMPOSTURA.

Il Pdsud nasce per legittima difesa.

Contro 150 anni di storia unitaria antimeridionale: l’annessione del Sud realizzata per conquista militare ,nel 1861;una lunga guerra civile, fatta passare per “brigantaggio”;10 anni di stato d’assedio e di regime militare e, di repressioni e massacri,fino al 1870;la rapina del tesoro del Regno delle Due Sicilie, la distruzione del sistema bancario meridionale e la sua colonizzazione nordista; l’annientamento del sistema manifatturiero del Sud,con l’improvvida apertura delle dogane;le commesse e gli investimenti pubblici concentrati quasi esclusivamente al Nord, a partire da quelli a favore dell’esercito e delle ferrovie,per lo svolgimento- nel centro-Nord- delle successive guerre d’indipendenza, fino alla prima guerra mondiale;il saccheggio e la svendita dell’immenso patrimonio demaniale e dei beni ecclesiastici;la devastante riforma doganale del 1876-86 ,eretta a protezione della nascente industria del Nord , che ha marginalizzato strutturalmente l’agricoltura di qualità del Sud,chiudendole i mercati di sbocco francesi;le tre- quattro ondate bibliche di emigrazione,che hanno comportato una sorta di genocidio biologico del Sud,con l’espulsione di 20-30 milioni di persone;il massacro di contadini e artigiani meridionali nella prima guerra mondiale;venti anni di regime fascista,di regressione , di ulteriore impoverimento e marginalizzazione del Sud; la fallita riforma agraria degli anni cinquanta del secondo dopoguerra e il mancato decollo industriale perchè, innanzitutto, impedito dai poteri forti del Nord . E così via.
Basta leggere il libro “Terroni “ di Pino Aprile.
Sia ben chiaro, la mala unità d’Italia ormai è fatta,e, i meridionali l’hanno pagata a caro prezzo, per tornare indietro; il Psud è un partito repubblicano e democratico, federalista e unitario, ma ciò non toglie che la verità storica va disvelata ,nella sua drammaticità e fino in fondo.

Il Pdsud nasce per legittima difesa.

Contro tutti i falsi meridionalisti e improvvisati neomeridionalisti dell’ultima ora. Contro tutti i falsi e sedicenti Partiti del Sud, che stanno spuntando , come funghi velenosi. Non c’è partito o simil-partito che non si auto-proclami paladino e patron del Sud:il PDL del milanese Berlusconi e del valtellinese di Sondrio Tremonti ;il PD del piacentino di Bettola Bersani;l’UDC del bolognese Casini;la stessa Lega Nord di Bossi- di Cassano Magnago- minaccia di venire a “liberare “ il Sud, sbarcandovi , per una diretta conquista elettorale,in perfetto stile neo-coloniale;l’IDV del molisano Di Pietro. E ancora, e, appassionatamente,i conati sudisti dell’MPA del catanese Lombardo; la fregola neo-sudista di “Io Sud” della leccese Poli Bortone, illuminata sulla via di Damasco ,appena qualche tempo dopo aver perso lo scranno di ministra berlusconiana dell’agricoltura;la tarda ed incerta vocazione sudista e meridiana del gruppetto- allo sbaraglio- di “Noi Sud” dell’inossidabile, prossimo e pimpante ottantenne, il napoletano Scotti;il neoconcepito,seppure ancora non nato, “Forza Sud” del forza-italiota della prima ora,il palermitano Miccichè, sempre maternamente ispirato dal mitico Marcello Dell’Utri,che- da mesi e mesi- ci intrattiene in agitate e impalpabili affabulazioni neosudiste;il freschissimo PID ( sta per Popolari di Italia Domani), cioè gli inossidabili cuffariani sicelioti,che, per far dimenticare l’ “Oggi” e soprattutto,lo “Ieri”, preferiscono alludere al più vago “Domani”,a loro volta capitanati da una inedita new entry della scena politica,un ragazzo , nato ad Asmara,nel 1939 -qui vi deve essere un refuso nella scheda di presentazione:sarà il 1989, al massimo il 1979-un certo Calogero Mannino, già linkato col sunnominato ottantenne Scotti.
Ah, Beppe Grillo,Beppe Grillo,rozzo e populista,antipolitico,ma perché continui a parlare di salme, di salme politiche,di morti che fanno fatica a camminare?
E’ possibile che tu ,ancora,ti intestardisca a non voler vedere l’innovazione in cammino,non dico il sol dell’avvenire,ma almeno le magnifiche sorti e progressive?
Come vedete, il Sud è sistemato. Per le feste.
Caro Beppe Grillo.

Vi ho tratteggiato, così sei piccolissimi motivi per cui Il Partito del Sud è costretto a nascere ,ed è nato.
Fratelli meridionali,
ciascuno di questi “contro” è anche un “per”.

-Per contenere e battere il razzismo della Lega Nord e del nordismo divisionista,che stanno facendo definitivamente a pezzi l’Italia.
-Per debellare e sradicare, una volta per tutte,le mafie, con una lotta e un impegno di liberazione nazionale, a partire dalla forza della parola, come dice Saviano.
-Per la tutela culturale, economica, politica e militare dei prodotti del sud, a partire da quelli agro-alimentari, riconquistando la sovranità dei produttori e dei consumatori sul mercato e sulla grande distribuzione.
-Per mobilitare a favore del Sud le risorse d’investimento necessarie -per le grandi infrastrutture trasportistiche e logistiche,le reti idriche ed energetiche, i servizi ambientali -senza sprecarle e disperderle,togliendole dalle mani dei mercenari del Sud e del Nord.
-Per ricostruire, sulla storia dell’Italia unitaria, una memoria condivisa, a partire dal riconoscimento delle verità storiche, anche quando posson far male. In modo da delineare una Repubblica autenticamente federalista, con un Sud riorganizzato in una funzionale e vigorosa macroregione,uno Stato federale del Mezzogiorno, secondo la recente proposizione del professor Giorgio Ruffolo. Si legga,assolutamente si legga, il suo volume “ Un paese troppo lungo”.
-Per costruire una genuina e autonoma rappresentanza politica del Sud e dei meridionali,ovunque essi siano.
Per costruire un grande Partito del Sud, quale partito democratico, organizzato ,popolare e di massa; un grande Partito nazionale ,operante da Lampedusa alle Alpi;il Partito dello sviluppo e delle partite IVA meridionali,innanzitutto,cioè ,il contrario di partiti della spesa pubblica; il Partito della coalizione dello sviluppo e dell’innovazione, contro quelli delle rendite;il Partito della legalità per lo sviluppo, geneticamente antimafioso;il grande Partito neomeridionalista, ispirato dai nostri padri del meridionalismo federalista, regionalista e autonomista ( Colajanni, Sturzo, Salvemini, Dorso); il Partito delle nuove generazioni meridionali, per e dei nostri figli.
Qui e ora.

Beppe De Santis, Segretario nazionale del Partito del Sud.
Palermo, 21 ottobre 2010.

Pubblicato da : NON MI ARRENDO a 10/22/2010 12:02:00 AM 0 commenti

5° Video di Beppe De Santis del 14 Ottobre 2010



http://www.youtube.com/watch?v=UtRzj3uy0YA&feature=sub

Il danno e la beffa.

Contro gli agricoltori e i cittadini. Contro produttori e consumatori.

L’ultimo caso: i falsi limoni biologici argentini, sequestrati a Cassibile nel Siracusano,l’ 11 ottobre 2010.

giovedì 21 ottobre 2010

LA CHIESA, LA QUESTIONE MERIDIONALE E IL NEOMERIDIONALISMO



8° messaggio di Beppe De Santis, nuovo Segretario nazionale del partito del Sud, fondato da Antonio Ciano e ispirato dallo straordinario libro “ Terroni” di Pino Aprile






Il documento della Conferenza Episcopale Italiana sulla QUESTIONE MERIDIONALE, dal titolo “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” ( febbraio 2010) , è il testo più rivoluzionario dell’ultimo decennio sul Sud.
Un messaggio forte, chiaro, innovativo, di rottura, persino drammatico.
Le densissime venti pagine si articolano in 20 capitoli straordinari, compresa l’introduzione. Riassumiamo la sostanza del documento.

INTRODUZIONE :

1-“La Chiesa in Italia e la questione meridionale”
La Chiesa afferma che intende intervenire, in modo diretto e chiaro, nel dibattito in corso sulla questione meridionale, che coinvolge tutti.
Il concetto centrale, che viene ribadito, è che la QUESTIONE MERIDIONALE CONTINUA A PERSISTERE.
Nevralgica è la partita sul federalismo.
Più in generale, bisogna fare i conti con un PLURALISMO etico e culturale, accelerato dalla globalizzazione, a partire dal fenomeno epocale dell’immigrazione.
Viene riaffermato il principio cardine della SOLIDARIETA’ NAZIONALE.
Le Regioni del Sud hanno storicamente contribuito allo sviluppo del Nord.
La Chiesa rivolge un appello alla volontà di AUTONOMIA e di riscatto del Sud, perché sappia contare , al massimo, anche sulle sue forze.
2 e 3- “Guardare con amore al Mezzogiorno” e “L’eucarestia: fonte e culmine della nostra condivisione
I mutamenti globali rischiano di ISOLARE e EMARGINARE il Sud.
Lo SVILUPPO dei popoli è soprattutto “PENSARE INSIEME”. Un pensiero solidale. Un amore intelligente e solidale ,“ perché nessuno, proprio nessuno nel Sud deve vivere senza SPERANZA”.
La parola- chiave , religiosa e civile, è CONDIVISIONE. Condivisione eucaristica, sotto il profilo religioso. Condivisione di destini, progetti e speranza, sotto il profilo civile. Condivisione articolata in tre momenti: osservazione e analisi, progetto,responsabilità operativa e attuativa.
I-“ IL MEZZOGIORNO ALLE PRESE CON VECCHIE E NUOVE EMERGENZE”
1-“ Che cosa è cambiato in venti anni”
Vi sono stati 6 mutamenti: la geografia politica con nuovi partiti; l’elezione diretta dei rappresentanti nelle istituzioni;la fine dell’economia pubblica e dell’intervento straordinario; cambiato il rapporto tra Sud e Mediterraneo;la globalizzazione; l’allargamento ad Est della Unione Europea.
5-“Uno sviluppo bloccato”. Per 6 motivi.
-Le politiche regionali di sviluppo sono risultate problematiche,con luci e ombre,controverse da valutare.
-Il metodo delle elezioni dirette non è stato risolutivo.
-E’ esplosa la questione ecologica e delle ecomafie.
-La globalizzazione ha indotto maggiori e aspri livelli di competitività.
-La grande crisi globale del 2007-2010 rischia di emarginare definitivamente il Sud.
“Il complesso panorama politico ed economico nazionale e internazionale − aggravato da una crisi che non si lascia facilmente descrivere e circoscrivere − ha fatto crescere l’egoismo, individuale e corporativo, un po’ in tutta l’Italia, con il rischio di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse, trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo”.
6-“Modernità e modernizzazione”
-Nel Sud vi è stata una MODERNIZZAZIONE CONTRADDITTORIA e incompiuta, “una modernizzazione senza modernità”. Vi è stata la distruzione della CIVILTA’ CONTADINA, senza una evoluzione ragionevole.
-Persiste il retaggio di particolarismo familista, fatalismo, violenza, cui si aggiungono individualismo e nichilismo.
-La condizione femminile registra difetti e distorsioni, sebbene le donne rappresentino un patrimonio di civiltà del Sud,per cui il Sud resta debitore nei confronti delle sue donne.
7- “Europa e Mediterraneo”
-La globalizzazione comporta, per il Sud, opportunità e rischi, da governare. Il Sud è carente nella capacità progettuale e nelle performances attuative e gestionali dei progetti di sviluppo. Anche per la debolezza del tessuto sociale.
-La novità consiste nella rinnovata CENTRALITA’ DEL SUD NEL MEDITERRANEO. Il Mediterraneo è la vera e propria OPZIONE STRATEGICA del Sud.
Sul versante dell’immigrazione, il Sud , nel Mediterraneo, è il grande laboratorio della “ cittadinanza aperta”.
8-“ Per un federalismo solidale”
-Occorre coniugare SUSSIDIARIETA’ ( responsabilità, autonomia) e SOLIDARIETA’, per combattere l’egoismo sociale ( del Nord), da una parte, e l’assistenzialismo ( del Sud), dall’altra. Necessita un federalismo vero,solidale,realistico e unitario. Il federalismo fiscale, di per sè, anche con una buona attuazione, non è sufficiente e potrebbe aggravare le fratture tra Nord e Sud.
-Lo Stato centrale deve impegnarsi fattivamente sul fronte delle infrastrutture, della lotta alle mafie e per l’integrazione sociale.
-Vanno assicurati eguali diritti di cittadinanza,contro il rischio di cittadinanze differenziate per collocazione territoriale.
9. “Una piaga profonda : la criminalità organizzata”
-Le mafie mettono in crisi l’intero sistema democratico del Paese, contaminano negativamente l’intera Italia, sono un problema di portata generale, perché hanno messo radici in tutta Italia, sono una questione nazionale.
-Le mafie sono “male “ e “ peccato”, sono “ strutture del peccato” ( il “ peccato mafia”), e, quindi, sono da fronteggiare e sradicare, in modo radicale e frontale.
10- “Povertà, disoccupazione e emigrazione”
-Il Sud risulta- negli anni- più povero e disoccupato, soprattutto sul fronte giovanile.
-Il fenomeno nuovo, più inquietante,è costituito dai nuovi migranti meridionali, prevalentemente giovani altamente e mediamente secolarizzati.
II- “ PER COLTIVARE LA SPERANZA”
11-12-13-14-15-16-17-18-19-20 - “ Un nuovo protagonismo della società civile e della comunità ecclesiale”
-Si deve poter liberare un nuovo protagonismo della società civile e della comunità ecclesiale, in primo luogo, tra i giovani, tramite un associazionismo propulsivo.
-Vi è bisogno della mobilitazione di una NUOVA GENERAZIONE DI POLITICI.
-La società civile e la comunità ecclesiale, pur a fronte di un Sud parzialmente differenziato,devono produrre un IMPEGNO UNITARIO, perché la QUESTIONE MERIDIONALE E’ UNITARIA. In particolare le 8 regioni del Sud devono COORDINARSI TRA LORO e agire unitariamente.
-Il Sud ha grandi risorse da valorizzare.
-Le risorse della RECIPROCITA’ e la cura per l’EDUCAZIONE.
-Il ruolo propulsivo e attivo delle Comunità cristiane: “ il bene vince”,
“il cambiamento è possibile”.
-Vi è bisogno di CONDIVISIONE ECCLESIALE e reciprocità tra TUTTE le Chiese d’Italia.
-Al primo posto le sfide culturali, per la cultura del BENE COMUNE.
-Dispiegare un impegno per il CAMBIAMENTO.
-Investire in LEGALITA’ e FIDUCIA. Rilanciare l’umanesimo cristiano.
-La priorità è la SFIDA EDUCATIVA. Anche con SCUOLE DI FORMAZIONE POLITICA. Innanzitutto,imitare i testimoni : Don Pino Puglisi, don Peppe Diana, Rosario Livatino. Insomma, PANE e VANGELO.
-L’invito è al coraggio e alla speranza. Un appello: “IL CORAGGIO DELLA SPERANZA”. No alla rassegnazione. “LA TRASFORMAZIONE E’ POSSIBILE”.
Ecco, e lo diciamo con umiltà,in punta di piedi,noi del Partito del Sud condividiamo completamente questo documento, bellissimo e rivoluzionario, della Chiesa italiana.
Questo documento è alla base del lancio del PSUD, quale partito popolare, democratico, organizzato e di massa.
Fratelli meridionali,
credenti e non, applichiamolo questo progetto, assumiamo la sfida della speranza.

Beppe De Santis, Segretario nazionale del PSUD. Palermo, 20 ottobre 2010.

Pubblicato da NON MI ARRENDO a 10/20/2010 05:21:00 PM 0 commenti

martedì 19 ottobre 2010

7° messaggio di Beppe De Santis, nuovo Segretario nazionale del Partito del Sud.



IL PROFILO FEDERALISTA UNITARIO DEL PSUD

La nostra visione generale si ispira alla tradizione del GRANDE FEDERALISMO DEMOCRATICO degli USA, del Canada, della Svizzera, della Germania federalista dei Lander.
Il federalismo vero, innovatore e DEMOCRATICO.
I nostri grandi maestri sono Alexander Hamilton,James Madison , Daniel Elazar,
i meridionalisti federalisti,regionalisti e autonomisti d’Italia ( Colajanni,Salvemini, Sturzo,Dorso) e il grande federalista lombardo Carlo Cattaneo.

Per noi, del PSUD, un concreto riferimento, cui ispirarsi, è costituito dal FEDERALISMO TEDESCO contemporaneo, quello delle Regioni ( Lander) tedesche, con il proprio ambito di sovranità, e, quello del Senato dei Lander, Bundesrat, quale Camera di rappresentanza delle Regioni.

Si tratta di una forma di federalismo cooperativo, realistico e efficace, che permette di coniugare differenze e unità, l’io e il noi.
Il federalismo non è un autonomismo generico.
Il federalismo è una teoria, una dottrina, e, una pratica della LIBERTA’, fondata sui mondi vitali delle autonomie.
Un sistema federale è un aggregazione coerente , coesa e pattizia di SOVRANITA’ autonome ed interdipendenti.
Il federalismo è , per sua natura, coesivo e unificante.
Fondato su un FOEDUS, un patto tra pari.
Il vero federalismo è integrato e organico, in tutte le sue componenti.
Cinque componenti.
Il federalismo POLITICO E PARTITICO, con la presenza determinante di partiti territoriali federalisti.
Senza partiti federalisti, non vi può essere vero federalismo.
Un auto senza motore.
Il federalismo COSTITUZIONALE E ISTITUZIONALE, cioè un assetto costituzionale di sovranità territoriali equiordinate, di pari dignità costituzionale.
Il federalismo ECONOMICO,vale a dire pari opportunità competitive tra i territori,
sulla falsariga del nostro articolo 119 della Costituzione italiana, se pienamente inteso e attuato.
Il federalismo SOCIALE, mediante un’articolazione federalista delle rappresentanze sociali, sindacali e imprenditoriali, altrimenti prevarranno, sempre, i sistemi di potere nordisti.
Il federalismo CULTURALE, teso a valorizzare- in modo aperto ed inclusivo- le identità, le memorie dei luoghi ,la cultura materiale ed immateriale dei luoghi.
In Italia, in particolare,vi è bisogno di un FEDERALISMO UNITARIO e cooperativo, equilibrato, realistico e sostenibile.

Secondo l’indirizzo del recente documento della Conferenza Episcopale Italiana , “ Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” ( 21 febbraio 2010). Che condividiamo fortemente.

“Il complesso panorama politico ed economico nazionale e internazionale − aggravato da una crisi che non si lascia facilmente descrivere e circoscrivere − ha fatto crescere l’egoismo, individuale e corporativo, un po’ in tutta l’Italia, con il rischio di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse, trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo…
«Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa, perché se la sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la sussidiarietà scade nell’assistenzialismo» ( Papa Giovanni Paolo II)…
Un federalismo, solidale, realistico e unitario, rafforzerebbe l’unità del Paese, rinnovando il modo di concorrervi da parte delle diverse realtà regionali, nella consapevolezza dell’interdipendenza crescente in un mondo globalizzato …
Un sano federalismo, a sua volta, rappresenterebbe una sfida per il Mezzogiorno e potrebbe risolversi a suo vantaggio, se riuscisse a stimolare una spinta virtuosa nel bonificare il sistema dei rapporti sociali…
Tuttavia, la corretta applicazione del federalismo fiscale non sarà sufficiente a porre rimedio al divario nel livello dei redditi, nell’occupazione, nelle dotazioni produttive, infrastrutturali e civili. Sul piano nazionale, sarà necessario un sistema integrato di investimenti pubblici e privati, con un’attenzione verso le infrastrutture, la lotta alla criminalità e l’integrazione sociale. L’impegno dello Stato deve rimanere intatto nei confronti dei diritti fondamentali delle persone, perequando le risorse, per evitare che si creino di fatto diritti di cittadinanza differenziati a seconda dell’appartenenza regionale”.


Sgomberiamo il campo da CIÒ CHE NON È FEDERALISMO.

Non è federalismo il razzismo antimeridonalista, l’arroganza, la prepotenza nordista.

Non è federalismo
il divisionismo del Nord contro il Sud,il nordismo, il leghismo becero e regressivo, la secessione strisciante, la propalazione velenosa della frattura culturale e psicologica tra Nord e Sud.

Non è federalismo il sistema per cui il più forte sfrutta e colonizza il più debole, per 150 anni,e, poi, pretende di imporre la propria secessione, quella dei ricchi.
Non è federalismo il divisionismo razzista, e, la secessione strisciante della Lega Nord.

Non è federalismo il cosiddetto FEDERALISMO FISCALE,
che è un mero tentativo- rozzo e furbesco- di ridistribuire risorse , a favore del Nord.

Facendo a pezzi definitivamente l’Unità d’Italia residua.

Peraltro, senza le altre gambe del federalismo vero: il federalismo partitico, costituzionale, economico , sociale e culturale.
Un tavolino con una gamba soltanto. Roba da matti. Roba da truffaldini.
Il PSUD ha un preciso progetto federalista, intanto, sotto il profilo costituzionale.
Ci è di supporto il contributo straordinario del professor Giorgio Ruffolo, economista e storico di rango internazionale, riformista di classe,
nel recente volume “ Un paese troppo lungo”.

Vi cito alcuni brani illuminati del volume, per punti :

1. L’obiettivo strategico “ è la promozione dello Stato federale del Mezzogiorno.
2. Un governo autonomo del Mezzogiorno, saldamente ancorato ad una Costituzione Nazionale, autenticamente federalista.
3. Il governo federale del Sud agisce sotto il controllo di un’Assemblea democratica che costituisce la matrice di una nuova classe dirigente meridionale.
4. Lo Stato federale del Mezzogiorno realizza le promesse del Risorgimento, fondando su un patto federativo l’unità del Paese.
5. La visione ispiratrice del progetto è quella del federalismo unitario di un grande patto fra il Nord e il Sud del Paese, posti sullo stesso piano autonomista, e volto a superare il distacco tra le due parti del paese, ricongiungendole in un’unità superiore.
6. Il progetto riprende, in condizioni nuove, l’idea della rivoluzione meridionale di Guido Dorso e della costituzione meridionale federalista di Gaetano Salvemini. E anche alcune intuizioni giovanili di Luigi Sturzo e ancora prima, di Napoleone Colajanni.
Proprio la visione dei grandi meridionalisti che avevano concepito la questione meridionale come la chiave dell’unificazione nazionale.
7. Il Sud d’Italia non è soltanto un problema italiano. E’ parte integrante della questione mediterranea, a sua volta parte determinante del progetto europeo.
Lo Stato Federale del Mezzogiorno, nuovo soggetto politico e istituzionale, posto al centro del Mediterraneo, nasce per misurarsi strategicamente con questa sfida: impegnarsi in una politica di europeizzazione del Mediterraneo, equilibrando la spinta che l’Unione Europea riceve dai paesi dell’Europa orientale.
8. Nel solco del meridionalismo unitario federalista, si tratta di trascendere il regionalismo, che ha frammentato la questione meridionale, favorendo la declinazione assistenzialistica e clientelare del meridionalismo e perdendo di vista l’unità del problema, per favorire un governo del Mezzogiorno come soggetto politico unitario.
Lo scopo è quello di demolire il potere dell’attuale classe dirigente, di spezzare i legami che si sono intrecciati fra reti politiche clientelari e reti mafiose territoriali e internazionali; di fondare – su una base democratica nuova- una nuova classe politica meridionale, in grado di rappresentare e gestire problemi che, per loro natura, investono l’intera aerea meridionale e mediterranea”.

Questi punti costituiscono il fondamento costituzionale e politico del nostro federalismo.
Del nostro profilo federalista unitario.

Avanti, allora, fratelli meridionali,
con questo grande progetto,
a suscitare passione, intelligenza,impegno,organizzazione, lotte.
Per costruire una grande partito popolare dei meridionali.

Beppe De Santis, Segretario nazionale del Partito del Sud.

Palermo , 19 ottobre 2010.

lunedì 18 ottobre 2010

Gli Stati Generali del Sud.Beppe De Santis (2)

Beppe De Santis, intervistato da TMO Gaeta, mentre si appresta a partire per la Sicilia di ritorno da Velletri, dopo aver incontrato i vignaioli del luogo.



http://www.youtube.com/watch?v=6F8UPMYCJwo

Gli Stati Generali del Sud si svolgeranno a Palermo il 13 e 14 novembre del 2010

Pubblicato da : NON MI ARRENDO a 10/18/2010 10:37:00 AM 0 commenti
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6° messaggio di Beppe De Santis, nuovo segretario nazionale del Partito del Sud, fondato da Antonio Ciano



IL PARTITO DEL SUD per la legalità e lo sviluppo
Il Partito del Sud è nato per LEGITTIMA DIFESA.
E’ nato per difendere la dignità , i valori e gli interessi del Sud n e dei meridionali,ovunque essi siano.
E’ nato per promuovere lo SVILUPPO PRODUTTIVO sostenibile.
Il PSUD è il partito dello sviluppo, della COALIZIONE DELLO SVILUPPO E DELL’INNOVAZIONE, contro la coalizione delle rendite e del parassitismo.
Ebbene, non vi è sviluppo senza regole condivise, senza fiducia reciproca , senza legalità, senza sicurezza.
SVILUPPO E LEGALITA’ , QUESTA E’ LA STELLA POLARE DEL PSUD.
Legalità, sviluppo, democrazia.
Non vi è sviluppo senza combattere frontalmente e debellare la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta.
Il PSUD è un partito geneticamente, costituzionalmente antimafioso.
Nasce per combattere frontalmente tutte le mafie e distruggerle.
Persistendo le mafie, non c’è sviluppo.
Le mafie distorcono e distruggono le regole del mercato,spiazzano ed emarginano le imprese sane con la loro concorrenza sleale e criminale ,si infiltrano nelle imprese sane in difficoltà,impongono il racket,impongono guardianie “finte” e manodopera dei clan,impongono imprese subappaltatrici criminali a partire dal “ movimento terra”, alimentano il lavoro nero e lo sfruttamento del lavoro,provocano la fuga degli investimenti esteri ed esterni,intimidiscono ricattano bruciano e uccidono,nutrono il circolo perverso criminalità- malaburocrazia e malapolitica,erodono le reti fiduciarie e il capitale sociale,avvelenano l’intera società civile e politica,alimentano modelli culturali devastanti tra le nuove generazioni.
LE MAFIE- soprattutto i politici mafiosi e collusi con le mafie,i colletti bianchi mafiosi, la borghesia mafiosa- SONO IL NEMICO NUMERO UNO DEL SUD E DEI MERIDIONALI.
Sono il nemico numero uno del Partito del Sud.
Siamo organicamente dalla parte di tutte le associazioni e i movimenti, soggetti, enti e amministrazioni schierati per la legalità e contro le mafie: Libera di don Ciotti, le associazioni antiracket, Addiopizzo, la Confindustria di Ivan Lo Bello, Iorestoincalabria di Pippo Callipo, l’amministrazione comunale barese di Michele Emiliano, e, tutte gli altri soggetti simili.
Il nostro nuovo documento morale e programmatico è il recente, straordinario, drammatico documento della Conferenza Episcopale Italiana ( CEI) sulla questione meridionale: “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”. Il documento è inequivocabile.

“Le mafie avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e il cuore di tanti giovani, soffocano l’economia, deformano il volto autentico del Sud.
La criminalità organizzata non può e non deve dettare i tempi e i ritmi dell’economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese, perché il controllo malavitoso del territorio porta di fatto a una forte limitazione, se non addirittura all’esautoramento, dell’autorità dello Stato e degli enti pubblici, favorendo l’incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando così l’intero territorio nazionale …
In questi ultimi vent’anni le organizzazioni mafiose, che hanno messo radici in tutto il territorio italiano, hanno sviluppato attività economiche, mutuando tecniche e metodi del capitalismo più avanzato, mantenendo al contempo ben collaudate forme arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla società.
In questa situazione, la Chiesa è giunta a pronunciare, nei confronti della malavita organizzata, parole propriamente cristiane e tipicamente evangeliche, come “peccato”, “conversione”, “pentimento”, “diritto e giudizio di Dio”, “martirio”, le sole che le permettono di offrire un contributo specifico alla formazione di una rinnovata coscienza cristiana e civile …
Vogliamo ricordare i numerosi testimoni immolatisi a causa della giustizia: magistrati, forze dell’ordine, politici, sindacalisti, imprenditori e giornalisti, uomini e donne di ogni categoria. Le comunità cristiane del Sud hanno visto emergere luminose testimonianze, come quella di don Pino Puglisi, di don Giuseppe Diana e del giudice Rosario Livatino, i quali − ribellandosi alla prepotenza della malavita organizzata − hanno vissuto la loro lotta in termini specificamente cristiani: armando, cioè, il loro animo di eroico coraggio per non arrendersi al male, ma pure consegnandosi con tutto il cuore a Dio.
Riflettendo sulla loro testimonianza, si può comprendere che, in un contesto come quello meridionale, le mafie sono la configurazione più drammatica del “male” e del “peccato”…
Solo l’annuncio evangelico di pentimento e di conversione, in riferimento al peccato-mafia, è veramente la buona notizia di Cristo (cfr Mc 1,15), che non può limitarsi alla denuncia, perché è costitutivamente destinato a incarnarsi nella vita del credente”
.

Altre verità vanno ricordate.
Se è vero che il Sud è la terra di origine,di grave insediamento e propagazione delle mafie, è altrettanto vero che il Sud è la terra primaria dell’ANTIMAFIA.
Sono quasi tutti meridionali i nuovi eroi della Repubblica italiana, a partire da Falcone, Borsellino,Livatino, don Diana, don Puglisi, fino al valoroso sindaco di Pollica,Angelo Vassallo, assassinato, come agnello sacrificale, il 5 settembre scorso.
Eppure, la questione mafiosa, da anni, è questione non soltanto territoriale e meridionale, ma QUESTIONE NAZIONALE e internazionale. Milano e il Nord sono infiltrati pesantemente dalle varie mafie .Ma, le nostre classi dirigenti – nella loro follia e nel loro opportunismo suicida, nelle loro infami collusioni -fanno finta di niente.
Cari fratelli e sorelle meridionali,
attrezziamoci , dunque, con il partito del sud , a combattere la buona battaglia,per i nostri figli.
La mafia va combattuta, per abbatterla, sotto tutti i profili. Quello morale culturale e educativo, quello economico ( a partire dal sequestro dei beni mafiosi e del buon riuso degli stessi), quello giudiziario e repressivo, ma, soprattutto quello istituzionale e POLITICO.
LA LIBERAZIONE DALLE MAFIE E’ SOPRATTUTTO UNA QUESTIONE POLITICA E DELLA POLITICA.
PERCIO’ SIAMO STATI COSTRETTI A FAR NASCERE IL PARTITO DEL SUD
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Sì, per legittima difesa.
Per combattere e liquidare FALSI PARTITI DEL SUD, che stanno spuntando come funghi,in questi mesi,esattamente promossi dalla borghesia mafiosa,da enclave paramafiose, da sezioni della casta e delle cricche direttamente mafiose.
Per liberare il Sud e l’Italia da una politica e da politici mafiosi e subalterni alla mafia.

Beppe De Santis, Segretario nazionale del Partito del Sud.
Palermo, 18 ottobre 2010.

sabato 16 ottobre 2010

Perchè gli Stati Generali del Sud? Sentiamo Beppe De Santis (1)

Tempo fa, Beppe de Santis stava a Velletri,tra i contadini, e di ritorno a Palermo ha rilasciato questa intervista a TMO Gaeta.

Palermo il 13 e 14 di novembre 2010 sarà protagonista di un evento che farà la storia d'Italia dei prossimi 100 anni. Gli stati generali del Sud serviranno a lanciare nell'agone politico nazionale il Partito del Sud di cui Beppe De Santis ne è il segretario nazionale. Ascoltiamolo:



http://www.youtube.com/watch?v=0O094qNhIgM

Pubblicato da : NON MI ARRENDO a 10/16/2010 02:29:00 PM 0 commenti
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