
lunedì 6 maggio 2013
Il nostro candidato Sindaco a Formia (Lt)....
AUGUSTO CICCOLELLA il candidato del PARTITO DEL SUD nella lista "ANIMA POPOLARE" !

domenica 5 maggio 2013
Il nostro saluto ad Agnese Borsellino...
Se n'è andata Agnese Borsellino: ha chiesto verità allo Stato ed ha ricevuto il silenzio!
Luigi de Magistris :
"Agnese
Borsellino è stata una donna coraggiosa che, con inflessibile tenacia e durante
tutta la sua vita, si è impegnata affinché fosse fatta piena luce sulla morte
di Paolo Borsellino. Agnese Borsellino è stata un esempio civile e democratico
soprattutto per le nostre giovani generazioni, oltre ad essere un esempio umano
per quel suo coniugare il coraggio, la determinazione e la passione con modi
sempre garbati e rispettosi verso gli altri. Oggi soffre tutto il paese per la
sua scomparsa."
Una donna forte che ha onorato la Sicilia. Ai figli vanno le più
sentite condoglianze del Partito del Sud !
Relazione di Andrea Balìa al Congresso Nazionale del 27/04/2013 a Roma...
Alcuni iscritti, assenti al Congresso Nazionale tenutosi il 27/04/2013 a Roma, e altri presenti ma che non sono riusciti per problemi audio o d'altro genere ad ascoltare la relazione dell'ex co/segretario (e attuale Vice Presidente) Andrea Balìa, ci hanno chiesto di pubblicarla.
Cosa che facciamo aderendo alle richieste pervenuteci :
Relazione di Andrea Balìa al Congresso Nazionale 2013 del Partito
del Sud
Il PdSUD fu fondato a Gaeta, a
livello locale, nel 2001 da Antonio Ciano. Nel 2007 fu dichiarata la sua
vocazione ad esprimersi a livello nazionale sotto la presidenza sempre di Ciano
con l’aiuto organizzativo di Enzo Riccio e Natale Cuccurese. Nel 2009 fu attuata
una strutturazione, anche in termini di statuto, più precisa ed organica e
subentrò il sottoscritto ad infoltire la pattuglia dei supporters del
presidente. Nel 2010 ci fu la grande novità dell’avvento di Beppe De Santis
come presidente, e al di là di meriti o demeriti, ci fu una connotazione più
politica, con Ciano assunto al ruolo di Presidente Onorario. All’ultimo
Congresso del 2011 a Napoli fu evidenziato a De Santis la sua difficoltà, vuoi
per vicende personali e/o lavorative, a gestire il partito nella sua crescita
quotidiana. Su sua proposta fu adottata e votata la formula dei 3 segretari,
lui con più competenza in Sicilia, il sottoscritto al CentroSud, e Natale
Cuccurese per il Centro Nord, sempre col prezioso supporto organizzativo di
Enzo Riccio. Dopo alcuni mesi, persistendo le problematiche (anche
caratteriali) di De Santis ci fu la sua fuoriuscita, in parte pilotata e in
parte con lui concordata, lasciando l’impegno della presidenza/segreteria agli
altri due segretari, ovvero Balìa e Cuccurese, e sempre Riccio alla segreteria
organizzativa, con l’aggiunta di Giovanni Cutolo nel direttivo per le sue
competenze specifiche culturali e territoriali nel Nord e all’estero. Il tutto
è proseguito in questi termini fino ad oggi. Il partito s’è andato radicando in
12 regioni italiane, annoverando nel suo piccolo 1 assessore al bilancio a
Gambellara (Vc), e 3 consiglieri comunali, 1 a Formia e 2 in comuni della
Calabria. Il partito è ad oggi di sicuro il movimento politico più strutturato
fra quelli meridionalisti e con vocazione e un po’ d’esperienza accumulata nel
versante politico, oltre ad aver sviluppato rapporti, conoscenze e
riconoscibilità tra e con altre forse politiche istituzionali e suoi esponenti.
Diverse esperienze in competizioni elettorali, tra cui la più significativa a
Napoli nella coalizione per l’elezione di de Magistris a sindaco. Il tempo
ristretto (soli 16 giorni) non ci ha permesso per soli circa 300 voti d’avere
un nostro consigliere comunale. Il dialogo ed il confronto politico con de
Magistris è continuato, e se pur il partito non possa vantare chissà quali
cariche o altro l’attenzione è rimasta costante, attenta e rispettosa nei
nostri confronti. Una serie di nostri progetti d’alto profilo sono stati
condivisi dal Sindaco e sono in progress. Inoltre poi, come tutti credo ormai
sanno, il sottoscritto da pochi giorni è stato nominato direttamente dal
Sindaco Luigi de Magistris come suo delegato nella Commissione Toponomastica
del Comune di Napoli con probabili funzioni di Presidente in sua vece e per sua
volontà che ha voluto esternarmi. Incarico, pur se gratuito, ritenuto di
prestigio e da molti ambito. Io sono, come gli altri miei amici del direttivo
innanzitutto per atto dovuto, dimissionario dal mio ruolo di co/segretario, e
non mi riproporrò per incompatibilità con il regolamento della Commissione
Toponomastica per l’incarico che vado ad assumere.
La Campania dal 2009 al 2012 è la
regione, per il nostro partito, che ha avuto la crescita maggiore, anche in
termini d’iscritti. Ma la crescita comporta anche problemi, e abbiamo dovuto
subire un’inevitabile scissione capitanata più da mire di arrivismo e
d’impadronirsi del comando del partito che da reali problemi, con pretestuose
accuse di mancanza di democrazia. Tutto è perfettibile, ma di sicuro e in piena
coscienza e autocritica non crediamo fosse quella la vera motivazione del
dissenso, ma solo uno strumentale pretesto.
Il terreno dove, oggi più che
mai, immaginiamo il PdSUD debba muoversi è quello del meridionalismo, alla
ricerca e riproposizione degli insegnamenti di quelli che consideriamo i
maestri, i capisaldi, come Antonio Gramsci, Guido Dorso, Gaetano Salvemini, che
crearono le basi del pensiero per un riscatto del Sud, mai risollevatosi dai
danni d’un unità mal fatta, costruita peggio, e raccontata male se non quasi
del tutto occultata nei suoi tragici eventi. Non antiunitaristi, perché non è
lo spirito d’unità ad essere contestato, ma la maniera errata, truffaldina e
vessatoria ad essere il pomo della discordia. Ma i nostri maestri non lo fecero
abbandonando gli ideali di solidarietà, giustizia, equità sociale che
distinguevano il loro percorso e la loro storia politica. Ideali del resto
connaturati nella tradizione, il pensiero, l’humus, i costumi del popolo
meridionale. Furono dei precursori, figli d’una sinistra e d’un liberalismo
evoluto che li hanno dimenticati, e a tutt’oggi fanno fatica a leggere e
riproporre la questione meridionale, e confondono le giuste rivendicazioni
meridionali con nostalgie e posizioni reazionarie d’un movimentismo un po’
cialtrone e non ben definito. Il Partito del Sud deve dare un contributo di
chiarezza in una situazione diventata sempre più confusa, in ritardo silente e
di errata interpretazione di gran parte della sinistra e in una ancor più colpevole
posizione filo leghista e anti meridionale di una destra non liberale ma
sfrenatamente afflitta da iper liberismo selvaggio. Come si diceva, in un
affollarsi di anime in cerca di richieste fra le più disparate : indipendenze
urlate e velleitarie, autonomie, macroregioni, Sud con la Sicilia e Sud senza
la Sicilia, nostalgie monarchiche e anacronistici legittimismi, destre camuffate
in un meridionalismo a far da facciata, ecc… fino in maniera autolesionista col
tacciare per alcuni il meridionalismo dei suddetti maestri come il colpevole
dei ritardi sociali del meridione, confondendo colpe e ragioni come in un
giallo dall’esito imprevisto. Pochi ma altri maestri o quantomeno figure degne
di note, a distanza di anni, hanno gridato le ragioni del Sud o illustrato le
cause del suo ritardo e invocato il suo riscatto. Chi come il nostro Presidente
Onorario Antonio Ciano con le sue ricerche e scritti, chi con analisi
stringenti e crude come l’uomo di Siderno in Calabria, ovvero Nicola Zitara, o
come Gigi Di Fiore con i suoi libri di fedele ricostruzione storica, o ancora
come Pino Aprile in questi ultimi anni col suo libro da vendite da primato,
ovvero “Terroni”. Ma c’è bisogno di studiare (ancora troppi improvvisati, con
al massimo mezzo libro come bagaglio culturale, più un po’ di frequentazioni in
rete e la ricetta magica in tasca e la critica facile), riflettere, analizzare
e far politica sul serio. Basta con i tanti urlatori da strapazzo, con gente
che, tra la buona e/o cattiva fede, produce solo confusione fine a sè stessa.
Va recuperato, pur nella sana dialettica democratica, lo spirito di militanza
fatta d’orgoglio, rispetto e senso d’appartenenza alla forza politica cui si è
aderito, e all’attuazione della linea politica individuata. Dovremo,
necessariamente, selezionare i nostri iscritti e gli eventuali partners di
percorso, tenendo fuori i “doppiogiochisti” quelli che viziati da loro cattive
esperienze giovanili politiche perseguono il “correntismo” interno nella
slealtà, o perché affetti da carrierismo politico, o ancor più
squallidamente mossi da convenienze
personali, lavorative e non. Non siamo isolazionisti come qualcuno vuol far
credere, ma abbiamo in tanti anni fatti le nostre esperienze, e “governissimi”
del Sud frutti d’ammucchiate con forti contrapposizioni ed obiettivi diversi
non ci interessano più. Collaborazione massima con altre associazioni e
movimenti con assonanze al nostro credo questo invece certamente. Dovremo
produrre contributi culturali e politici in idee, scritti, analisi, proposte,
eventi e quant’altro nell’interesse della crescita del partito per il riscatto,
la verità storica, il riappropriarsi e diffondere il senso d’appartenenza, e di
una nuova propositività per le terre e i popoli del Sud dell’Italia, e in senso
più ampio e sinergico, per l’idea di Sud del mondo, di tutti i Sud, intesi come
territori ridotti o assimilabili al nostro come condizioni e/o storie
paritetiche. Il nostro percorso ha riferimenti nel pensiero laico,
progressista, antifascista, pur nel
rispetto delle identità intese come radici fondanti, e nei valori d’umanità,
solidarietà, uguaglianza, tolleranza, inclusione del miglior socialismo
coniugato con gli spunti più illuminati del liberalismo aperto e democratico.
Secondo le analisi e gli auspici di progetto politico del maestro Nicola
Zitara. Non ne condividiamo le prime ipotesi teorizzanti un separatismo
condizionato da pur comprensibili sentimenti di reazione, rivalsa. Ma sposiamo
appieno invece le riflessioni mature dell’ultimo periodo della sua vita, aperte
a sponde, verifiche e sinergie con soggetti e forze politiche vicine a noi
nella gran parte dei valori e attente a maturare una seria analisi sulle
ragioni del meridionalismo. In questo solco la segreteria politica del partito
s’è mossa nell’incarico ricoperto dal congresso precedente ad oggi. Risultati
incoraggianti sulla visibilità ed il dialogo, pur se, ovviamente, non ancora
del tutto soddisfacenti e appaganti. Comunque un salto di qualità che pone oggi
il Partito del Sud (da solo rispetto all’intero movimentismo meridionalista)
come unico soggetto politico nel nostro ambito con un minimo di riconoscibilità
e contrattualità, e l’unico non appiattito in stanche posizioni nostalgiche se
non addirittura reazionarie. Il Partito, pur dovendo crescere come soggetto
autonomo, deve ottimizzare la sua presenza nello scenario politico verificando
possibilità di alleanze o di presenza in coalizioni sempre nell’area riformista
e progressista, la cui opportunità e valenza sarà compito precipuo del
Segretario eletto e della Segreteria Politica, che faranno partecipi delle
eventualità il Consiglio Direttivo Nazionale. Quest’ultimo avrà, a scalare, il
compito informativo e di condivisione con gli iscritti dei vari territori.
Il Partito del Sud deve
crescere in iscritti, comunicazione e
peso politico. E qui il compito spetta, come assunzione di responsabilità
personale d’ognuno di noi, proprio agli iscritti attuali. Siamo, e dovremo
essere sempre di più, dei combattenti (pur se non armati) sul fronte
dell’impegno quotidiano di proselitismo. Essere iscritti al PdSUD non è avere
una bella tessera in tasca e sentirsi solo gratificati dal pur onorevole senso
d’appartenenza ad una formazione politica che difende la tua terra. Serve
altro. Serve di più. Serve l’impegno a diffondere il verbo e reclutare giorno
dopo giorno nuovi iscritti, per radicarsi sempre meglio, diffondersi sempre
più. Non servono le facili critiche del “si potrebbe, dovreste…” scritte da
dietro un computer. Serve migliorare e definire meglio lo statuto, serve un
urgente restyling del nostro simbolo. Il giglio è la nostra storia, ma evoca un
messaggio equivoco e ci appiattisce su di un borbonismo che ci fa assimilare a
movimenti e riferimenti con i quali
abbiamo da tempo preso le distanze. Rispettare una casa reale che ha coinciso,
con propri meriti, con periodi storici di ottime condizioni anche di autonomia
del Sud, non ci fa in automatico dei borbonici o monarchici. Il giglio
trasmette questo, e non è giusto per la storia e il percorso evolutivo di questo
partito, e per il sacrificio di chi ne ha garantito la nascita, la crescita, la
vita. Serve migliorare la comunicazione, che sia sempre più attuale, battente,
efficace con gli strumenti della rete ed altro in cui alcuni di noi sono degli
ottimi esperti. Serve sollecitare e coinvolgere le istituzioni, il mondo del
commercio e dell’industria e i suoi attori, senza che questo significhi svendersi
a posizioni, pensieri, linee politiche compiacenti un mondo che spesso, pur se
non sempre, tende ad adagiarsi nell’ambito liberista se non destrorso e
reazionario. D’imprenditoria illuminata, attenta al sociale e alle terre dove è
nata e/o opera è pieno il mondo. Va unicamente individuata, stanata e coinvolta
con un messaggio chiaro. Serve impegnarsi nelle battaglie per la legalità.
Contro la criminalità e le masso mafie, sempre, senza abbassare la guardia,
sostenendo l’attività di magistrati coraggiosi e di tutte le forze a questo
dedite. Serve difendere il senso dei valori dei beni comuni, come l’acqua,
l’aria, ecc… E qui s’innesca un ulteriore battaglia : ecologica, ambientale di
territorio. L’anima progressista del PdSUD va coniugata essenzialmente in 3
voci : identità, legalità, ambiente. Quest’ultima è diventata ugualmente
importante : possiamo fare tutte le battaglie che vogliamo ma se il Sud come
territorio è massacrato dal degrado ambientale, rifiuti tossici e tutto quello
che ne consegue è come voler mettere su uno spettacolo mentre il teatro se ne
cade. Di qui la nostra vicinanza ai Verdi che hanno dimostrato sempre
cordialità e attenzione ai nostri temi, ed apprezzato e riconosciuto la nostra
partecipazione e attenzione alle loro battaglie. Il Partito del Sud deve
organizzare e dar vita da subito a dipartimenti, distretti o commissioni che
dir si voglia realmente operative, con un responsabile e gruppi di lavoro,
sempre di nostri iscritti, cui aderire per competenze ed interesse tipo :
gruppo internet e comunicazione, commercio e industria, scuola e lavoro,
cultura, turismo, prodotti e artigianato del Sud, ecc… Non in un numero spropositato che renda
difficile seguirle, ma in numero equo e mirato. Da tali commissioni avverrà,
naturalmente, la selezione delle nuove classi dirigenti da proporre negli
organismi e nelle istituzioni interne e/o pubbliche.
A livello organizzativo interno
il PdSUD deve strutturarsi con un organismo intermedio rappresentativo (nei
numeri e nei modi da stabilire) che soddisfi le voci territoriali e regionali
costituendo un Consiglio Direttivo Nazionale degno di questa definizione, con
la funzione di vero quadro intermedio tra la segreteria politica e la base.
Quello che è stato fino ad oggi denominato Consiglio Direttivo Nazionale ( in
un numero invariato di 5) deve altresì assumere una rappresentatività più ampia
ed il Segretario/Presidente deve fuor di dubbio essere uno ed eletto e
condiviso da l’assemblea tutta a maggioranza.
La Presidenza Onoraria puo’ essere confermata se condivisa come ruolo sia
dall’assemblea che dal nominato.
La linea politica del Segretario
eletto va verbalizzata, condivisa e sostenuta e resta in essere (tranne eventi eccezionali)
senza indugi, continue e spesso destabilizzanti iniziative singole (fatta salva
l’ovvia dialettica democratica) sino al successivo congresso nazionale sempre
con scadenza biennale. Il riferimento prossimo e immediato per richieste e
chiarimenti per ogni singolo iscritto resta il Responsabile di sezione, poi
quello Regionale, e a scalare il Consiglio Direttivo Nazionale e infine la
Segreteria Politica. Il tutto per garantire la partecipazione diffusa e
l’efficienza organizzativa.
Andrea Balìa
Il rappresentante del PdelSUD GENNARO RICCIO in lista civica al n°13 a Melito (NA)

IL PDSUD presente sui territori!
Il PARTITO DEL SUD
nella lista "MELITO ADESSO" a Melito (Na) per le prossime
comunali
(assieme agli amici
Verdi, il PD dei giovani e indipendenti) con il nostro valido iscritto
GENNARO RICCIO della sez. Guido Dorso di Napoli.
GENNARO RICCIO è
ricercatore scientifico universitario e giovane e valido iscritto del PdSUD a
Napoli della prim'ora!
sabato 4 maggio 2013
IN CIO’ CHE SCRIVIAMO,… IN CIO’ CHE CREDIAMO!
di Bruno Pappalardo, 03.05.2013
Sono giorni concitati e difficili.
La formazione del nuovo governo, di cui pure bisognerà s’attendi un qualche esito, già racconta male, malissimo per la nostra terra, per il Sud. Il leghista Gianni Fava dichiara, riferendosi alla De Girolamo "Una giovane ragazza beneventana", ministro delle Politiche agricole, non può rappresentare "al meglio" gli interessi della Lombardia” Significa le quote latte e il terrore di restituire quanto estorto dai “Fas” o di sperderne i buoni risultati ricavati dall’esproprio al Meridione. Nulla è mai giunto come sanzione o obbligo di restituzione perché coperto dalle politiche “Salva Italia” di Monti.
Quello che temo veramente sono certe infide, inavvertibili, eteree politiche che passano inosservate come l’abbassamento dei tassi dello 0,5 effettuato da Draghi e che già i mercati indicano come destinatario il Nord. Ecco di cosa ho paura!
Ho, allora, veramente terrore per la mia terra, …la nostra madre terra, la nostra terra ci ha dato alla vita e la vita alla terra che allevato col sacrificio pianticelle perché fossero alti arbusti ma che mai ebbero la giusta acqua e s’addolora solo per i proprio figli.
Perché si possa essere, appagati e fieri, orgogliosi e impavidi, basterà amarla!
Dalla lettera alla propria madre di Antonio Gramsci del 10 maggio 1928, in cella e in attesa della definitiva condanna a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione, emessa dal Tribunale Speciale Fascista:
…………
Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi.
Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannatopolitico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione.
Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso.
Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta, stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente.
La vita è cosi, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.......
Ecco forse cosa ci aspetta, ecco cosa abbiamo davanti. Dovranno forse credere anche ad un abbandono, per indebolimento, la rinuncia per deperimento, consuzione della nostra fede, …bene! Quello sarà il momento.
Il pubblico ministero Isgrò dichiarò concludendo la sua requisitoria: “Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare”.
Gramsci come tutti i meridionalisti ci ha abituato, “forse” alla sconfitta ma non al sacrificio!

Bruno Pappalardo - Partito del Sud Napoli
venerdì 3 maggio 2013
POST DEL SINDACO SU INDAGINE BUCHE
FORZA LUIGI !
Riceviamo dall'Ufficio Comunicazione di Luigi de Magistris e, condividendo e apprezzando appieno le sue parole, postiamo :
“Questa mattina, quando mi hanno
notificato l'informazione di garanzia, con un contestuale invito a rendere
interrogatorio davanti al pm, la prima reazione è stata quella della sorpresa:
chiamare un sindaco come indagato per le buche mi sembrava e mi sembra un fatto
inverosimile.
Ho letto l'atto ed, ovviamente, mi
difenderò in sede giudiziaria, avendo piena fiducia nella magistratura. L'ho
fatto anche in passato, nel corso della mia attività di pm, durante la quale ho
ricevuto 60-70 procedimenti di varia natura, per aver fatto solo il mio dovere,
rispetto a cui mi sono sempre difeso e da cui sono sempre uscito vincitore.
Accanto alla difesa in sede
giudiziaria che condurrò, voglio però rispondere pubblicamente e da subito: è
infatti un mio dovere primario parlare alla città e ai cittadini. Accanto allo
stupore, questa mattina, ho provato anche rabbia. Un sindaco senza risorse, a
cui hanno consegnato un ente in dissesto finanziario, strozzato dai tagli
statali e regionali, soffocato dal patto di stabilità e dalla spending review,
costretto ad aderire ad un piano di predissesto per evitare il collasso e il
crac finanziario dell'ente e dell'intera economia cittadina, cosa avrebbe dovuto
fare? Questa amministrazione ha investito tutte le poche risorse disponibili
nella manutenzione del manto stradale e nel trasporto pubblico, sempre di più lo
faremo perchè crediamo in questa missione che è il governare, anche il governare
in condizioni drammatiche, senza soldi e senza aiuti, ma con la sola forza del
convincimento e della passione, nell'interesse dei beni comuni e del pubblico.
Tenendo conto del quadro finanziario
in cui operiamo, voglio però chiarire che è mia intenzione, a questo punto,
autodenunciarmi: il problema delle buche oggetto della indagine, infatti, domani
potrà riguardare anche il sistema fognario, le scuole e tutti i servizi
cittadini.
Ecco, mi autodenuncerò
preventivamente, magari anche di un possibile futuro esproprio di una banca, a
cui ci costringeranno per poter continuare ad amministrare garantendo ai
cittadini i loro diritti. Forse mi autodenuncerò anche per l'aria che respiro
poiché, per sopravvivere al duro lavoro, probabilmente ne ho respirata in
eccesso.
Del resto, anche nei mesi scorsi,
abbiamo scelto un'altra strada, quella della obbedienza costituzionale,
adottando delibere e atti che andavano in direzione della violazione del patto
di stabilità, ma che hanno il solo scopo di garantire i diritti dei cittadini
secondo Costituzione e senza paura della clava di un formalismo burocratico
cieco e ingiusto.
Nonostante le molteplici avversità e
gli ostacoli, oggi mi sento ancora più determinato nell'andare avanti, convinto
che la nostra azione vada nella direzione giusta: liberare Napoli dalle
ingiustizie diffuse e dal malaffare, renderla più vivibile e più bella, darle
quella dimensione di capitale del Mezzogiorno che essa merita, dove servizi e
diritti sono garantiti a tutte e a tutti senza distinzione.
Che si facciano tutte le indagini
possibili: scopriranno che dedico tutta la mia vita alla città nell'interesse
pubblico e per il bene comune”.
Luigi de Magistris
Fonte : Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris
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