
venerdì 26 aprile 2013
Il Presidente palestinese Abu Mazen a Napoli...
riceviamo dall'Ufficio Comunicazione di Luigi de Magistris e postiamo...
Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris accoglie il Presidente Abu Mazen al suo
arrivo presso l'aeroporto militare di Capodichino. Domani 27 aprile alle ore 11,
presso il Maschio Angioino, sarà conferita al presidente dell'Anp la
cittadinanza onoraria.
Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris

Il presidente palestinese Abu Mazen è giunto a Napoli per ricevere la cittadinanza onoraria da parte del comune. Accolto dal sindaco de Magistris e dall'ambasciatore palestinese a Roma.
CONVOCAZIONE IV° CONGRESSO NAZIONALE PARTITO DEL SUD
A tutti gli iscritti
del Partito del Sud
CONVOCAZIONE IV°
CONGRESSO NAZIONALE PARTITO DEL SUD
E' convocata per sabato 27 aprile 2013
l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud, in prima convocazione
alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.30, a Roma all'Hotel
Golden Tulip Bellambriana in Via Luca Passi 6.
Ecco le indicazioni da Google
Maps:
La mattina e' riservata
all'assemblea degli iscritti al movimento, in regola con il tesseramento 2013 e
le quote di adesione 2013 (rinnovi entro 31 marzo e nuovi iscritti entro il
20 aprile 2013), con il seguente Ordine del Giorno:
1) 9.30-10 Accredito partecipanti e
costituzione assemblea
2) 10-10.30 Saluto del Consiglio
Direttivo Nazionale dimissionario e approvazione bilanci.
3) 10.30-11.30 presentazione programma
politico e votazione eventuali mozioni
4) 11.30-12.30 presentazione
candidature, dichiarazioni di voto, ulteriore dibattito libero con tempi
contingentati in base agli iscritti a parlare
5) 12.30 -13 votazione della Segreteria
Nazionale e del CDN con votazione a scrutinio segreto (componenti del CDN e
Presidente Nazionale che e' il segretario politico del movimento)
6) 13-13.30 proclamazione nuovo CDN,
nuovo Presidente nazionale ed altre cariche. Ricordiamo che per la candidatura
sia per il CDN che per il Presidente nazionale è richiesta la presentazione
della propria candidatura prima dell'assemblea, a norma dell'attuale e vigente
Statuto.
13.30 -14.30 Intervallo per pranzo
presso Hotel Bellambriana
(al prezzo convenzionato di 20
Euro/persona)
7) 14,30 - 15,30 Commissioni e altre
info in organizzative.
8) 15,30 - 18,00 apertura del Congresso
al pubblico, intervento di saluto di altre associazioni e movimenti
meridionalisti e singoli personaggi del mondo meridionalista, sono
invitate a partecipare a questo spazio del Congresso tutte le Associazioni,
Partiti e meridionalisti che potranno intervenire liberamente in base ai tempi e
senza nessuna preclusione.
9)18.30 chiusura lavori
Il Segretario Organizzativo
Nazionale
Enzo Riccio
giovedì 25 aprile 2013
La mozzarella di bufala campana dop è salva !
La mozzarella di bufala campana dop è salva. E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi, infatti, il decreto del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, con cui il Governo ha sostanzialmente recepito le richieste del Consorzio di tutela, emanando nuove norme di attuazione della legge 205/2008.Il provvedimento, sottolinea il Consorzio, "contiene novità fondamentali": per tutti coloro che fanno parte del sistema Dop sarà infatti possibile continuare sempre a produrre nello stesso stabilimento mozzarella Dop e altre tipologie (ricotte e mozzarelle non Dop), ma, come richiesto dal Consorzio di Tutela già 18 mesi fa, si obbligano i produttori ad acquistare esclusivamente latte di bufala proveniente dall'area Dop, per qualunque prodotto intendano realizzare.
E' miseramente fallito - spiegano il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il pizzaiolo Gino Sorbillo - l' ennesimo tentativo dell' ex Ministro dell' Agricoltura il leghista Zaia di affondare il comparto campano. Sempre Zaia aveva provato in passato a fare danni tentando di cancellare l' stg della pizza napoletana. Per fortuna anche in quel caso gli è andata male. A breve contiamo di realizzare i festeggiamenti per questo straordinario risultato che ha evitato il collasso economico di molte aziende. E' assurdo però per i campani doversi ogni giorno difendere da questi vergognosi attacchi leghisti. Dobbiamo registrare purtroppo che, tranne qualche eccezione, il mondo politico regionale è davvero poco attento e poco interessato a tutelare il settore agricolo ed alimentare che invece sono motori portanti dell' economia Campania".
Fonte : www.stabiachannel.it
Liberazione, Camel, Lucky Strike e, … signurine !
di Bruno Pappalardo
Già
la festa della”
Liberazione”.
Festeggiamo
certo! Non c’è altro da fare. Ricordiamolo questo meraviglioso momento che
liberò gli italiani. Non c’è ironia nelle mie parole! Sono sincero.
Ma
perché giunge alla gola una mano da dentro che tenta
di strozzarmi.
Radio
Londra, alle 16,30 lancia il messaggio dello straordinario momento di indicibile
esultanza.
Dal
quotidiano ‘Il Domani d’Italia’ :
“ c’è
una agitazione che è andata freneticamente crescendo ed estendendosi a tutta la
città. Immediatamente le navi ormeggiate alla rada nel porto salutavano l’evento
col suono prolungato delle sirene, che era ingentilito dal suono delle campane
delle nostre chiese. E i due suoni, quella della tragica diana di questa guerra,
e quello confortatore dei bronzi annunziatori di una gioia umana e divina, si
fondevano in un inno di gloria e grazia”
Eccoci
accontentati di belle parole, ancora codazzo dell’enfasi ampollosa e
trionfalistica dei proclami fascisti che mai più, in vero abbiamo veramente
saputo abbandonare.
Nessuno,
però, ricorda il Sud un paio di anni prima e da quel giorno, dal 28 Aprile del
’45 quando il Nord viene liberato cosa
accadde?
Napoli
venne rioccupata,
Tutto
il Sud venne invaso ma una donna su tutte venne stuprata;
Napoli!
Già
Napoli rappresentò in quegli anni e soprattutto da quella liberazione in poi, la
donna, …‘a signurina che
ogni militare liberatore
cercava. Avevano maggiore successo
quelli di colore per via della cioccolata, moneta corrente per comprare
qualsiasi dignità in vendita e, il mercato era bello ampio.
Bastava
niente o poco, pochissimo purché commestibile.
Erano
vedette dei marciapiedi. Erano madri che vendono anche le proprie figliole e dei
ragazzini si afferrano ai vestiti del passante straniero strascicandolo verso
il vascio lupanare.
Tra
gli infiniti sciuscià c’erano quelli che con
un inglese perfetto indicavano la sorella dietro i vetri sul balcone del primo
piano.
Donne
e una città ancora stordita da incessanti e disumani bombardamenti, i più
cruenti di quanti mandati dagli alleati sul territorio
italiano. Era difficile distinguere tra
“liberatori” e “occupanti”. Da subito s’era capito. Una speciale animalità
dimostrata dai militari alleati verso le donne costrette a prostituirsi per la
fame. Nel “rapporto Lewis” si parla di
frequenti casi di commercio carnale a cui aveva assistito di persona, in uno
stanzone di un municipio in cui venivano introdotte, ad una ad una tutte le
donne in fila, in una bolgia di soldataglia strepitante
e dice:
“Le
signore sedevano in fila, a intervalli di circa un metro l’una dall’altra, con
la schiena appoggiata al muro. Vestite con gli abiti di tutti i giorni, queste
donne avevano facce comuni, pulite e perbene di massaie, di popolane che vedi in
giro a spettegolare o fare la spesa. Di fianco a ognuna era appoggiata una pila
di scatolette [di generi alimentari](…) Le donne rimanevano assolutamente
immobili, in silenzio, e i loro volti erano privi d’espressione,(…) Non un
incoraggiamento, non un ammicco, niente di provocante, neppure la più discreta e
casuale esibizione di nudità. I più animosi, con le scatolette in mano, si erano
fatti avanti fino alla prima fila, ma ora, di fronte a quelle madri di famiglia,
donne coi piedi per terra” La
realtà aveva ancora una volta tradito il sogno. “… alla fine un
soldato un pò alticcio, istigato di continuo dagli amici, ha deposto la sua
scatola con la razione vicino a una donna, si è sbottonato e si è chinato su di
lei. Un movimento meccanico delle anche, ed è subito finito tutto. Un attimo
dopo il soldato era di nuovo in piedi e si
riabbottonava”.
Certo
una città, una donna diventata degradata e anche lasciva, una città senza
dio.
Chi
ha visto gli infiniti sciuscià capiva che quei ragazzi non volevano
morire.
Chi
ha visto le donne capiva ch’era una umanità che voleva riscattare almeno la sua
anima mentre veniva stuprata.
Da
quel giorno iniziò una nuova occupazione, quella della politica industriale del
Nord.
Avvenne
certo la“Liberazione” dei municipi ma l’occupazione di un territorio nascosto,
il corpo fanciullo di donne del
Sud.

martedì 23 aprile 2013
Una equilibrata analisi di Alessio Postiglione sulla Ztl a Napoli...
N A P O L IONLINE
La percezione circa il giacobinismo di de Magistris è legittimata dal suo linguaggio “rivoluzionario” ma, in fin dei conti, gli obiettivi del sindaco sono realistici
NAPOLI (alessio postiglione*) - Ieri, la Giunta ha presentato alla stampa le novità sulle Ztl. Un passo necessario, dato che le politiche di mobilità del Comune avevano, ad oggi, spaccato la città fra favorevoli e contrari, ed era doveroso apportare dei correttivi. Le Ztl, in questi mesi, erano diventate dei veri e propri totem, cui si accompagnano, freudianamente, dei tabù. Un errore al quale, evidentemente, non può che aver contribuito colposamente anche la stessa amministrazione; e, probabilmente, lo stesso carattere di de Magistris, leader volitivo che tende a suscitare emozioni forti nei propri interlocutori: amore, odio, speranza, rabbia.
Vale la pena, allora, infrangere i tabù e cercare di ristabilire un giudizio più sereno su meriti ed errori della Giunta napoletana in tema di mobilità.
Le Ztl non sono un fine ma un mezzo per perseguire una visione di città sostenibile, che premia e valorizzi alcuni asset: ambiente e paesaggio. Si tratta di una scelta obbligata e strategica. Napoli non ha grandi industrie da valorizzare. E’ da trent’anni che si blatera di promuovere il turismo, la cultura, i prodotti tipici. Se si vuole raggiungere questi obiettivi, conformi sia alla pianificazione tecnica del Comune che al programma elettorale di de Magistris, ci si deve mettere in moto, con grazia e senso del confronto, consapevoli che le Ztl allocano in modo diseguale costi individuali e benefici collettivi, limitano il diritto alla mobilità veicolare di alcuni per ampliare il diritto alla mobilità pedonale e garantire il prevalente interesse costituzionale alla protezione della salute e alla tutela del paesaggio.
Questi obiettivi non possono che generare conflitto, dato che Napoli ha 58 auto ogni 100 abitanti, il doppio delle principali città europee: ciò non di meno, la buona politica media gli interessi e attutisce lo scontro. Se il consenso viene meno, il problema dunque c’è.
Le Ztl, per essere eque, devono risarcire la limitazione alla mobilità veicolare di alcuni, destinando un surplus di risorse al trasporto pubblico locale. Dunque, è fondato obiettare che certe restrizioni si sarebbero potute attuare qualora i mezzi pubblici avessero funzionato meglio. Purtroppo, il Comune aveva varato nuove linee bus, prima di istituire le Ztl, ma, da settembre, i noti problemi di liquidità di Palazzo San Giacomo, impossibilitato a pagare le aziende di trasporti, hanno progressivamente degradato il servizio.
La giunta ha tirato dritto, credendo che avrebbe risolto facilmente la propria illiquidità, e scegliendo di decongestionare prima il traffico per aumentare la velocità commerciale degli autobus, che è infatti cresciuta del 15%, favorendo un incremento del 7,7% anche per Metronapoli. Una scelta sensata, ma che si è rivelata onerosa per quella parte di cittadini obbligati o abituati a prendere l’auto. Mentre i soldi non arrivavano e il trasporto stentava.
Nonostante difficoltà ed errori, il saldo fra costi e benefici delle politiche di mobilità è positivo. Piazza Dante è scesa a 5.894 passaggi/auto al giorno (dal 5/09/2011 al 31/12/2012), decongestionando i 19.320 veicoli censiti, nell’ultimo Piano Traffico del 2002, presso il Museo. Napoli è migliorata di 6 posizioni, secondo il TomTom Congestion Index 2013 sul traffico. Da primatisti d’Italia per sforamento dei limiti da PM10, con 72 casi/anno (2010; zona Museo), siamo passati a sole 13 infrazioni (2012).
Meno sforamenti significa anche meno malattie, meno costi di welfare, e meno multe che il Comune deve liquidare ai controllori. Vale la pena ricordare che a Napoli l’inquinamento atmosferico determina 1500 morti/l’anno, 24.000 bronchiti acute nei bambini e 28.000 accessi al pronto soccorso per asma e per inquinamento atmosferico (dati Oms).
Ovviamente, le lamentele per i disservizi del trasporto pubblico sono fondate. Stare meglio in salute, ma non potersi muovere per lavorare e produrre reddito, significa solo cambiare la natura dei problemi dei napoletani, non risolverli.
Il Comune, allora, è corso ai ripari: senza soldi in tasca per il predissesto, attraverso il recupero dei mutui dormienti, ha “raschiato il fondo del barile” e, in attesa che il governo corrisponda i soldi che deve alla città, ha racimolato dei milioni con i quali, entro giugno, gli autobus circolanti passeranno dagli attuali circa 270 a 500, e le metropolitane e funicolari funzioneranno tutte, nei week end, fino a mezzanotte. Intanto, l’obiettivo di valorizzazione del paesaggio promesso dalla Ztl è stato centrato: Napoli è la città italiana che ha registrato l’incremento maggiore di presenze alberghiere (+ 10,5%) tra gennaio 2012 e 2013. Un dato straordinario, mentre altre città spuntavano saldi negativi.
Le Ztl, d’altronde, nonostante i disagi che avrebbero comportato per alcuni negozianti, costretti a fare i conti quotidianamente, rappresentano anche una misura di protezione del commercio, rispetto alla competizione schiacciante dei centri commerciali; approvati a iosa, in passato, da Comune e Regione. Mentre la giunta de Magistris ha puntato sui centri commerciali naturali anche per difendere il nostro tessuto commerciale.
A bene vedere, la critica rivolta a de Magistris di non avere una visione di città è falsa. Anzi, è vero l’esatto opposto: il sindaco ha una visione “forte”, per l’appunto “giacobina”, come hanno chiosato alcuni. La percezione circa il giacobinismo di de Magistris è legittimata dal suo linguaggio “rivoluzionario” ma, in fin dei conti, gli obiettivi del sindaco sono realistici: portare la mobilità su bicicletta al 5% è un dato credibile, di fronte al 70% di Copenaghen o al 45% di Reggio Emilia.
La verità, allora, è che, nonostante il grande sforzo di partecipazione compiuto per costruire questi provvedimenti in modo condiviso, si è fatto molto, ma si deve fare di più. Giova ricordare che l’Assessorato alla Mobilità, prima di adottare i dispositivi, ha realizzato ben 30 incontri con 16 stakeholder, fra commercianti, associazioni e comitati di cittadini.
L’obiettivo deve essere cambiare in modo graduale ma radicale, evitando di esasperare gli animi di una città che soffre, più di altre, una crisi globale. Napoli, sulla mobilità, non si aspetta giacobini, ma non vuole neanche arrendersi al conservatorismo più bieco dei sanfedisti.
* STAFF del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris
Fonte : http://www.napolionline.org
Protocollo d'intesa firmato a Roma per Napoli tra i ministri Patroni Griffi e Barca con de Magistris...
Scritto da Ufficio Stampa del Ministro in Comunicati Stampa, Notizie su 23 aprile 2013 11:46
Roma, 23 aprile 2013. I Ministri della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, e della Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, e il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, hanno firmato oggi a Roma, a Palazzo Vidoni, un Protocollo d’Intesa per la realizzazione di azioni di rafforzamento istituzionale e rilancio socio-economico del capoluogo campano.
Il Protocollo prevede un programma integrato di interventi, che
verranno condotti in partnership dai Dipartimenti statali con gli Uffici del
Comune, denominato “Grande Napoli”. Il programma riguarderà inizialmente tre
campi:
§ supporto alla
definizione di una strategia di crescita economica e di inclusione sociale
disegnata non solo sul perimetro della città amministrativa, ma
anche sull’intera area metropolitana di Napoli, in una prospettiva di
medio periodo che punta al 2020;
§ adeguamento della
“macchina pubblica” attraverso un processo di riorganizzazione degli Uffici
comunali, per renderla idonea a operare sulla base di chiari risultati attesi,
resi pubblici e verificati sullo sfondo di un ampio processo di partecipazione
dei cittadini, sull’esempio del Piano d’Azione Coesione e di preparazione della
prossima stagione di programmazione europea 2014 – 2020;
§ condivisione di azioni
volte ad affermare la legalità, la lotta alla criminalità e la sicurezza come
leve indispensabili per garantire sviluppo e come condizione essenziale per
realizzare una “riappropriazione del territorio” da parte della società con
particolare attenzione a iniziative volte all’emersione delle piccole imprese
anche attraverso la valorizzazione di interventi già realizzati.
Questi interventi verranno finanziati dal Dipartimento della Funzione
Pubblica, mentre il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica
assisterà il Comune nell’accesso e nel più proficuo utilizzo della quota di
risorse, regionali e nazionali, di cui beneficerà a valere sulla terza
riprogrammazione del Piano d’Azione Coesione. Il Comune di Napoli, dal canto
suo, avendo già assunto le necessarie deliberazioni, metterà a disposizione le
migliori competenze per la realizzazione degli obiettivi indicati, garantirà un
processo di coinvolgimento democratico molto intenso per coniugare cambiamento
e partecipazione, orienterà le proprie decisioni in coerenza con il Protocollo
e con il programma “Grande Napoli”.
La realizzazione degli obiettivi sarà demandata a un comitato di
coordinamento presieduto dal Dipartimento della Funzione Pubblica, che verrà
costituito da un rappresentante di ciascuno dei sottoscrittori.
“Il programma – hanno dichiarato i
Ministri e il Sindaco – rappresenta a un tempo una grande occasione per
riprendere il filo di un impegno per Napoli in quanto fulcro di più generali
politiche per lo sviluppo nel Mezzogiorno, ma anche un potenziale prototipo per
gli interventi nelle aree urbane che dovranno essere sviluppati nel periodo di
programmazione 2014-2020, secondo le indicazioni della Commissione Europea e
secondo la prospettiva nazionale indicata nel documento governativo Metodi e obiettivi per un
uso efficace dei fondi comunitari 2014-20”.
lunedì 22 aprile 2013
I numeri, il successo e le prospettive di America's Cup...
America's Cup, il direttore di regata
NAPOLI, 21 APR - «In trent'anni di Coppa America non si è mai visto uno spettacolo come quello di Napoli ed è per questo che vogliamo ritornare». Lo ha detto dal palco della premiazione dei vincitori della tappa partenopea delle World Series dell'Americàs Cup, il direttore di regata, Iain Murray.
Negli spazi allestiti intorno al palco, sono state circa 10 mila le persone presenti. Nell'arco di tutta la settimana - fanno sapere gli organizzatori - sono state oltre un milione le presenze negli spazi allestiti per ospitare l'evento. Ieri, sempre secondo dati dell' organizzazione, sono state 300 mila le persone che, nell'arco della giornata, hanno animato gli spazi del «Village».
da Il Mattino
Fonte : il Mattino
Partito del Sud Campania
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