domenica 1 febbraio 2015
“Con il Sud si Riparte”, il libro che descrive come il Sud può essere traino del Paese !
Uscirà nel corso del mese di febbraio e sarà presentato per la prima volta il 16 febbraio a Napoli al Maschio Angioino alle 17,30, il libro“CON IL SUD SI RIPARTE”. Più che il titolo di un libro, dicono gli autori, è una convinzione tramutatasi in uno scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un’idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell’intero Paese.
Il libro, edito dalla napoletana “Controcorrente” sarà poi in distribuzione nelle librerie del circuito Mondadori ed Edicolè. “Con il Sud si Riparte”, è un libro scritto a più mani ecco gli autori: Andrea Balia, Natale Cuccurese, Enzo Riccio, Antonio Ciano, Giovanni Cutolo, Emiddio de Franciscis, Michele Dell’Edera, Rosanna Gadaleta, Giuseppe Lipari, Giuseppe Spadafora, Valeria Romanelli, Armando Melodia, Bruno Pappalardo, Alessio Postiglione, Antonio Rosato e, ancora, L.Bianco, V.Caratozzolo, S.Cozzolino.
Che sia un libro che voglia seriamente non denunciare solo lo stato odierno del Sud, ma darne una chiave di lettura in grado di disegnarne il rilancio, lo si capisce dalla presenza di due “firme” importantissime della politica a sud oggi: il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ne ha curato la prefazione e il candidato Governatore della Puglia ed ex Sindaco di Bari Michele Emiliano che ne ha curato la presentazione.
E’ uno dei primi libri sul sud che ne disegna anche le potenzialità concrete e le politiche da adottarsi non solo perché possa ripartire come area geografica del Paese, ma perché possa essere a sua volta strumento di ripartenza per l’Italia tutta. 200 pagine da leggere con attenzione.
Fonte: Zeroventiquattro.it
venerdì 30 gennaio 2015
Report Convegno Antimafia a Napoli dell'Associazione Caponnetto...
Convegno molto riuscito con grande partecipazione d'un folto e attento pubblico che ha riempito sala ed antisala. Tv e stampa presenti. Ottimo e lucido intervento del sindaco Luigi de Magistris che ha aperto i lavori rimarcando che gli strumenti per combattere la mafia, a parte l'utile apporto per l'anti corruzione d'una persona di qualità come Raffaele Cantone, esistono e vanno solo applicati con cura, attenzione e determinazione.Sottolineata inoltre la non necessità di commissari speciali o figure taumaturgiche ma la validità d'un serio e costante lavoro degli organi preposti. Il sindaco ha portato il saluto della città e dell'amministrazione comunale e ha voluto fasi portavoce del suo convincimento che in questo momento il Sud ha le migliori competenze del territorio nazionale e sta svolgendo il lavoro più mirato in questa battaglia.
Presente il Partito del Sud con una sua delegazione, fra cui il Presidente Onorario Antonio Ciano,da sempre iscritto e vicino all'Associazione Caponnetto.
Partito del Sud - Napoli
giovedì 29 gennaio 2015
Venerdì 30/01/2015 ore 16,00 Maschio Angioino Napoli Convegno Associazione Caponnetto. PdelSUD presente!
COMUNICATO
Domani, venerdì 30 gennaio, al Castello Angioino
di Napoli, alle ore 16.00, convegno Antimafia
dell'Associazione Caponnetto. La DDA di Napoli è la
migliore e più avanzata d'Italia, cosa che i Mass
Media non vi diranno mai. Darà il benvenuto il
sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
Antonio Ciano
Presidente Onorario del Partito del Sud
Partito del Sud presente!
Partito del Sud - Napoli
martedì 27 gennaio 2015
GIORNATA DELLA MEMORIA. AFFINCHE' QUEL CHE ACCADDE NON SI RIPETA MAI PIU'.
di Natale Cuccurese
Oggi giornata della memoria. Si ricordano le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali, le minoranze discriminate e deportate, coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, nonché tutti i deportati militari e politici nella Germania nazista. In altre parole si ricordano oltre agli ebrei anche le altre minoranze perseguitate, rom, neri e altre "razze inferiori", disabili fisici e mentali, perseguitati politici, testimoni di Geova, omosessuali, disertori e obiettori di coscienza... tutti indistintamente vittime dell'Olocausto.
La celebrazione si svolge oggi in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa.
Fra le vittime molti italiani, anche meridionali. Uno fra tutti il piccolo Sergio de Simone ( nella foto) un bambino napoletano ebreo , massacrato insieme ad altre creature innocenti come lui nel campo di Auschwitz dal dottor Mengele.
Basta ricordare questi nomi vedere in fotografia questi volti, per capire quanto questa giornata sia opportuna per una doverosa ed adeguata riflessione affinchè queste mostruosità non si ripetano, in un periodo in cui si vedono tornare alla luce in Italia e in Europa pulsioni razziste e xenofobe verso altri popoli, altre etnie, altre razze, altre religioni, altre minoranze.
Credo poi sia utile ricordare l'olocausto anche per richiamare l'assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani e non solo, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti. Una contraddizione atroce che segnala l'urgenza di procedere rapidamente ad una rapida cancellazione di queste titolazioni, e noi del PdelSUD ce ne faremo carico a partire da Napoli, per richiamare ad un minimo di coerenza una classe politica che oggi commemora, ma che in realtà in larga parte non solo non ha fatto i conti con la storia, o addirittura la ignora, ma fa il percorso del gambero, se solo pensiamo all'omaggio alle tombe di casa savoia fatto da Napolitano al Pantheon il 17 marzo 2011.
Quando però si arriva a questa data c'è sempre qualcuno, nel mondo sudista e non solo, che tira fuori il "si, però ci sono stati altri massacri e genocidi nella storia". E' purtroppo vero, ma non c'è contrapposizione alcuna, qualsiasi genocidio è un crimine verso l'umanità che non prevede alcun tipo di giustificazione, anzi la memoria va tenuta ben viva affinchè queste mostruosità non si ripetano a danno di nessuno. Nel 2009 infatti il Partito del Sud propose a tal fine, per ricordare i lutti e i massacri subiti dal popolo meridionale, la giornata del 13 febbraio, caduta della fortezza di Gaeta nell'assedio del 1860/61, per una nostra giornata della memoria. Oggi intanto però ricordiamo doverosamente tutte le vittime dell'Olocausto perpetrato dai nazifascisti nel corso della seconda guerra mondiale.
Ben venga pertanto questa giornata della memoria, nell'auspicio che possa servire non solo a far riflettere e ricordare, come doveroso, ma anche a favorire una rilettura storica che faccia ben comprendere alle nuove generazioni chi sono i falsi eroi, alcuni ancora come detto oscenamente celebrati in Italia, e chi i martiri, affinchè la guardia resti alta contro ogni rigurgito razzista perchè quel che accadde non si ripeta mai più.
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud
LA GRECIA CAMBIA PAGINA E FA TORNARE IL SORRISO AI POPOLI EUROPEI...E ANCHE A CHI PUR NON C'ENTRANDO NULLA CERCA DI METTERE CAPPELLO.
di Natale Cuccurese
L'ormai nota notizia della vittoria di Tsipras non può che essere salutata positivamente da chi, come noi, spera che il fronte progressista italiano possa trovare l' ispirazione per superare le "secche" renziane e riprendere slancio.
Lo stesso vale per l'Europa che necessariamente deve capire che se vuole realmente rispondere agli auspici dei suoi padri fondatori e riportare la fiducia fra i cittadini, deve necessariamente superare le politiche tedesche di austerity, ispirate ad una visione punitiva contro le nazioni "cicala" del Sud Europa, e trasformarsi da un'Europa dei banchieri e dei burocrati ad un'Europa dei popoli.
In caso contrario la fine di questa esperienza sarà inevitabile.
La lezione che ci fornisce la Grecia è quindi sia verso l' Europa che verso la sinistra, italiana in particolare.
Sinistra che seppur portatrice di ideali radicati nella tradizione ha bisogno di nuovi uomini e linguaggi, rinnovando anche i propri leader e superando le vecchie parole d'ordine ormai desuete, soprattutto fra i più giovani.
Bisogna ripartire con una sinistra che superi di slancio l'ormai logora esperienza attuale e che, seppur radicata alla propria storia e valori, proponga linguaggi e simboli alternativi più attuali.
A sinistra del sempre più litigioso PD, che cerca persino di mettere cappello sulla vittoria di Tsipras, si aprono ampie praterie.
L'auspicio è che possa nascere a sinistra un contenitore che, unendo esperienze diverse, ma sulla base di quanto sopra esposto, possa dare seguito anche in Italia all'esperienza greca.
Certo la voglia di un cambiamento vero e radicale è tanta, ma bisogna evitare di ripetere le più recenti esperienze della sinistra radicale, anche elettorali, che hanno mostrato tutti i limiti di un'interpretazione ormai storicamente superata nel linguaggio e nella leadership. Inoltre e soprattutto che la sinistra italiana riscopra la questione meridionale, diventi anche meridionalista e supporti le battaglie, anche territoriali, che da sole possono portare il Sud ed il fronte progressista a riprendere quella centralità indispensabile nel dibattito politico italiano. Per superare l'attuale stato comatoso di una sinistra e di una politica italiana che non sa far di meglio che patti scellerati pur di procastinare la propria presa di potere, in barba alla logica, alla decenza e confidando nella sopportazione di un popolo che però finalmente inizia a mostrare segnali di insofferenza verso questo modo di governare.
In altre parole anche a sinistra c'è l'estrema necessità di ripartire da Sud!
Infine nel microcosmo sudista, dopo un'improvvisa accelerata a sinistra di alcuni che da sempre dicevano di essere distanti da destra e sinistra, nel solito triste tentativo di metter cappello su qualcosa di vincente, il vento da stamane è già cambiato. E' bastata la notizia dell'accordo di Syriza con il partito Greci Indipendenti per scatenare il malcelato entusiasmo unanimista.
Ennesima dimostrazione di come l'unanimista abbia quasi sempre il cuore che palpita a destra...anche quando cerca di accreditarsi a sinistra...
Ovviamente la notizia ben si adatta ai loro proclami, e se non si adatta del tutto la adattano loro.
Nessuno fa però notare che in realtà qui ci sono due partiti ben distinti, uno con forte connotazione a sinistra e uno a destra, che semplicemente condividono pragmaticamente, e nelle comuni intenzioni per il bene della Grecia, un tratto di percorso all’insegna del no all’austerità e della rinegoziazione delle politiche con la Ue. Poco importa in questo momento che su altri temi, come immigrazione e diritti civili, i due partiti si trovino su posizioni diametralmente opposte. Addirittura il leader Panos Kammenos, del partito Greci Indipendenti (Anel ) già dichiara apertamente che affrontati e risolti i temi condivisi i due "alleati" torneranno a litigare.
Insomma siamo a tutt'altra cosa rispetto a quanto propongono gli unanimisti sudisti e cioè un'indistinta melassa, un brodo primordiale, dove dentro c'è di tutto, la destra, la sinistra, il centro, il legittimista e il "giacobino"... altro che Grecia...
Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Patito del Sud
domenica 25 gennaio 2015
La sinistra tra opportunità e possibili ennesimi naufragi
E’ un periodo storico particolare quello che stiamo vivendo in Italia con un partito, quello Democratico, proveniente da sinistra che meno di un anno fa otteneva il suo risultato storico maggiore (in percentuale) andando oltre il 40% e che oggi in molti faticano a definire come partito di sinistra. Il “renzismo”, dopo il “berlusconismo”, rientra in quelle categorie tutte italiane della politica nelle quali non è possibile definire effettivamente in quale area politica si collochi una formazione. In tutta Europa c’è una sinistra, che alcuni definiscono radicale, che sta risalendo la china, anzi, che sta divenendo punto di riferimento per tutti coloro i quali da questa Europa delle austerità, dei bilanci e della finanza sta ricevendo solo disperazione e nessuna possibilità di scorgere un orizzonte. Per citare solo due esempi la Spagna con “Podemos” e la Grecia con “Tsipras” stanno provando a rispondere a un’Europa che pensa di governare l’economia e i popoli con “i parametri” da rispettare e non con la tutela della dignità dei propri cittadini. Ma queste due esperienze di sinistra pur radicate nella tradizione e nei valori della sinistra tradizionale hanno uomini e linguaggi nuovi in grado di parlare alle nuove generazioni come alle vecchie senza entrare in una retorica che sa di ’900 se non di ’800. Queste formazioni politiche vicine a noi perché nate sulle sponde del Mediterraneo e, per molti europei del nord, palla al piede dell’Europa delle banche e dei popoli “efficienti”, affondano le loro radici tra la gente, nei movimenti di vario genere, tra le categorie sociali più diverse che vanno dagli operai, alla classe media e “pubblica” e anche tra tutti coloro che hanno un’attività privata perché hanno dovuto puntare a un’autoccupazione che però non garantisce necessariamente un futuro affogando in un mare di tasse e adempimenti. Anche in Italia, visti gli spazi enormi che il PD sta lasciando alla sua sinistra e anche al suo interno visto che il suo humus è più un efficientismo tecnocratico e anglosassone che una serie di valori e di attenzioni rivolte alla persona, anche in Italia, dicevo ci sarebbero spazi enormi, praterie intere per una formazione alla spagnola e ancor più alla greca. Ma in Italia c’è un grande problema, c’è il problema di una serie di sigle e di gruppi (quasi sbandati) reduci dalle tante diaspore comuniste che pensano ancora che sia possibile fondare un partito,un movimento nuovo alla Tsipras facendo la somma delle tante sigle, anzi facendo semplici cartelli elettorali che affondano poi le loro radici e peggio ancora la loro comunicazione in categorie e classi sociali che non esistono più. Se è vero come è vero che la cosiddetta “classe operaia” esiste ancora e come sempre accade è tra le più colpite anche ai giorni nostri, la nostra società vede una marea di gente, di giovani che non hanno lavoro e peggio ancora prospettive per il futuro, aree del Paese completamente abbandonate a sé stesse nelle quali i dati già pessimi nazionali diventano angoscianti, un popolo di partite IVA piccole o piccolissime che hanno dovuto fare questa scelta non perché “capitalisti” o “borghesi”, ma perché hanno provato a dare risposta alla loro disperazione, un’economia di mercato che non andrebbe combattuta, ma riformata apportando dei correttivi per poterla rendere “sostenibile”,eccetera, eccetera. Una sinistra che abbia una visione si Europa diversa, non anti o Europeista, ma con un proprio progetto di Europa che vada oltre i semplici interessi dei singoli stati… Ecco in tutto ciò i linguaggi e le politiche della sinistra radicale italiana non ancora si aggiornano e si sintonizzano con questo terzo millennio. Rischia, nonostante la grande opportunità che la congiuntura politica concede, di naufragare ancora, come è sempre successo in questi anni con i tentativi della Lista Ingroia o della stessa lista Tsipras italiana lo scorso anno. C’è bisogno di qualcosa di diverso dal modernismo parolaio alla Renzi che comunque ha svuotato di contenuti sociali e politici il PD, ma anche di diverso rispetto ai linguaggi vetero militanti al massimo riconducibili alle battaglie del ’68 e dei successivi anni ’70. Il mondo è cambiato, i giovani sono cambiati, i linguaggi sono altri. Se non ci si riesce a sintonizzare la sinistra rischia ancora una volta di far ridere i polli e di restare al palo rispetto anche a una destra alla Le Pen che prenderà voti a man bassa pescando proprio nelle paure di ciascuno di noi. Non trascurerei poi un suggerimento da meridionale, penso che la la sinistra debba diventare anche un po’ meridionalista e cioè attenta alle periferie, ai territori, a terre che hanno vocazioni e morfologie differenti, a luoghi che vivono nel mediterraneo e che possono vivere del Mediterraneo. Altrimenti sarà naufragio.
Michele Dell'Edera
giornalista - Responsabile Partito del Sud Puglia
Pubblicato anche da Zeroventiquattro.it
venerdì 23 gennaio 2015
I dati sul turismo a Napoli...
Qualcuno non sa...qualcuno sa e non lo dice....ma tant'è...piaccia o meno!
Luigi de Magistris
Quasi raddoppiate le presenze alberghiere a Napoli negli ultimi 3 anni. I dati sui flussi turistici per Napoli sono entusiasmanti. Siamo passati da una percentuale di occupazione camere nel 2010 del 35% a quasi il 66% del 2013 (dati ufficiali Ente Provinciale Turismo) praticamente raddoppiando le cifre in 3 anni e senza contare i Bed & Breakfast che negli ultimi anni sono molto aumentati.
I primi dati per il 2014 sono ancora migliori, è stimato infatti un ulteriore incremento del 20%, sino al 40% nel mese di dicembre.
Altro dato importantissimo è quello della permanenza media. Mentre nel 2012 un turista pernottava in media 2,6 giorni a Napoli, nel 2013 il dato passa a 4,2. Nel 2014 ancora di piu'. Napoli è sempre meno meta di passaggio verso le altre bellissime località della Campania o verso le isole ed è sempre più luogo dove i turisti decidono di rimanere.
Turismo vuol dire essenzialmente economia e lavoro per migliaia di famiglie napoletane. In anni di spaventosa crisi economica e di sanguinosi tagli agli enti locali è una notizia che ci riempie di orgoglio.
Sono passati i tempi in cui Napoli era nei giornali di tutto il mondo per l'emergenza rifiuti. Ora si parla di Napoli per le sue straordinarie bellezze naturali, artistiche e culturali.
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