venerdì 3 maggio 2013
Il PdelSud riparte con la riorganizzazione interna ad opera del nuovo Direttivo
Il CDN del Partito
del Sud riunito in modo permanente, ha iniziato ad operare nei giorni
seguenti il IV Congresso Nazionale iniziando a definire la nuova struttura
organizzativa del Partito.
Il neo eletto
presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese ha proposto, ed il CDN nominato, tra i
componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, in qualità di Vicepresidenti Enzo Riccio ed Andrea Balìa, mentre nuova
responsabile della Segreteria
Organizzativa è Rosanna Gadaleta.
Compongono inoltre
la Segreteria Organizzativa Michele
Dell’Edera come responsabile
Ufficio Stampa, Enzo
Riccio ed Emiddio de Franciscis di
Casanova.
Nominato Junio Iuele come nuovo Tesoriere
Nominati i nuovi Probiviri del Partito nelle figure di Franco Gaudio (Presidente
Garanti), Francesca Amato, Luca Cristiano, Franco Gallo e Filippo
Romeo
Inoltre, al fine di
favorire l'allargamento e coinvolgimento di tutte le forze disponibili nel
Partito su incarichi specifici con progetti condivisi, viene previsto
l'affiancamento di Armando
Melodia al CDN , a supporto e in
condivisione con Emiddio de
Franciscis di Casanova nello
specifico per il progetto "Consiglio Federale dei Territori" per una ristrutturazione dell'organizzazione
interna del Partito e il suo sempre maggior radicamento, sviluppo territoriale e
partecipazione democratica, in previsione anche della riforma di alcuni punti
dello Statuto , così come deciso dal IV Congresso, in conformità con la riunione
di Roma del maggio 2012, e anche per garantire la presenza nella discussione di
regioni non rappresentate direttamente all'interno del
CDN.
Altrettanto dicasi
per Bruno Pappalardo a cui viene richiesto l'affiancamento al CDN
per lo studio, realizzazione,condivisione del progetto "Società dei
Foglianti".
Il CDN specifica che
l' affiancamento, come in questo caso per progetti specifici, potrà sempre
essere richiesto a tutti gli iscritti per specifiche esigenze e funzioni
(temporanee o permanenti) necessarie al funzionamento del
Partito.
Cosi il completamento
del quadro organizzativo con le Commissioni e la istituzione di soggetti terzi
come la "Società dei Foglianti" può allargare il quadro delle collaborazioni, al
fine di aumentare la condivisione democratica interna, garantire il buon
sviluppo del Partito e favorirne l'affermazione, attingendo alle tante e valide
competenze degli iscritti.
Nel rimarcare che
durante il IV Congresso si è ribadita la posizione e la linea politica
progressista del Partito del Sud che sarà attentissimo alle questioni sociali e
alle politiche legate alle uguaglianze ponendo come “croce del sud” le
politiche e le dinamiche che dovranno portare “la nostra terra” ad essere
“uguale” al resto del Paese. Il pensiero politico del Partito del Sud pone al
centro di tutto il diritto al lavoro e alla salute per tutti partendo da Sud e
non escludendo nessuno. Siamo convinti che l'uguaglianza tra le varie parti del
paese, ed in generale un modello di sviluppo economico nuovo e alternativo
all'iperliberismo attuale siano, per il nostro Sud, e per tutti i Sud del
mondo, insieme ai valori dell'inclusione e della tolleranza, dell'apertura allo
scambio con altre culture, tipiche componenti del nostro DNA mediterraneo e
quindi espressione del "NOSTRO" concetto di sinistra e del nostro progetto di
unità del paese.
Un progetto inclusivo e
mai escludente, accogliente e mai razzista.
Adesso, come detto,
l’impegno è sui territori per il radicamento ulteriore e i prossimi impegni
elettorali amministrativi.
IL CDN del Partito
del Sud
Il IV° Congresso del Partito del Sud e la svolta progressista del nostro movimento...pensieri del 1° Maggio!
di Enzo Riccio
Il primo è la soddisfazione e l'orgoglio di
appartenenza che si respirava chiaramente sabato a Roma e l'atmosfera molto
positiva, pur nel confronto di idee talvolta diverse, senza quelle tensioni di
"lotta tra le correnti" che spesso ci sono nei vari congressi di Partito e che
purtroppo a volte abbiamo avuto anche noi a precedenti congressi. Stavolta tutti
erano consapevoli di essere parte della squadra e tutti remavano dalla stessa
parte, anche quando le idee erano leggermente diverse per la tattica e strategia
da adottare oppure per un determinato punto del Programma.
Ovviamente la discussione più delicata è stata
quella sulla linea politica, sono tra quelli che hanno proposto una svolta
chiaramente progressista del nostro movimento e sono più che soddisfatto che
l'assemblea l'abbia approvata. Capisco le remore di chi pensa, tatticamente più
che a livello di idee e valori, che questa scelta può "restringere" il campo dei
nostri iscritti e simpatizzanti ma personalmente credo che in politica bisogna
avere il coraggio delle scelte e la chiarezza delle idee da
comunicare.
Come ho già detto sabato, spesso si confonde
maldestramente l'idea di sinistra con i partiti di sinistra (o presunti tali)
del panorama odierno e si commette un errore madornale. La nostra idea di
sinistra è quella di una nuova sinistra meridionalista che pone al centro di
tutto il diritto al lavoro e alla salute per tutti partendo da Sud e non da Nord
come si fa da più di 150 anni, questo per unire e non per dividere il paese.
Anzi l'equità tra le varie parti del paese ed in generale un modello di sviluppo
economico nuovo e alternativo all'iper-liberismo attuale, per il nostro Sud e
per tutti i Sud del mondo, insieme ai valori dell'inclusione e della
tolleranza, dell'apertura allo scambio con altre culture, sono tutti valori
tipici del nostro DNA mediterraneo e quindi espressione del "NOSTRO" concetto di
sinistra.
Come ha detto un nostro amico calabrese,
parlare di lavoro, oltre che per i giovani, anche per chi è over 50 per noi
significa essere di sinistra, parlare di sovranità monetaria come il giovane
amico siciliano dell'Associazione EPIC, come contraltare ai deleteri modelli
dell'Austerity europea a guida tedesca che sta avviando un processo di
"mezzogiornificazione" dell'Europa, pure vuol dire per noi essere di sinistra e
progressisti. Così allo stesso modo, per noi essere progressisti il 1° maggio
significa festeggiare tutti i lavoratori ed essere fisicamente con una nostra
delegazione a Pietrarsa per ricordare i primi morti operai vicino Portici oppure
essere, purtroppo solo virtualmente stavolta, a Taranto accanto alla città che
vuole liberarsi della cappa di morte in cui è avvolta da anni dall'ILVA, in un
assurdo ricatto tra lavoro e salute e nell'assurdo silenzio di tutta la politica
italiana.
A qualcuno sicuramente non piacerà questa
svolta e lancerà i suoi strali e le sue accuse maccartiste, ad esempio chi gioca
a fare il meridionalista o neoborbonico ma ha il cuore sempre a destra, non
quella sociale e pulita alla Angelo Manna per capirci, ma quella sporca ed
accattona ex democristiana o ex missina che rifacendosi al peggio delle vecchia
DC o del vecchio MSI si allea con Berlusconi e la Lega Nord oppure peggio ancora
quella reazionaria tradizionalista e nostalgica di legittimismi, monarchie
assolute ed ultracattolicesimo vandeano, concetti oramai morti e sepolti da
secoli (per fortuna...) e per noi distanti anni luce oppure per i nostalgici di
dittature che, comuniste o, peggio ancora perché le abbiamo vissute nel nostro
paese, fasciste che siano, sono state sicuramente tragiche e peggiori di questa
brutta (o finta) democrazia di oggi.
Credo che la chiarezza e l'esclusione di certi personaggi e gruppi con queste caratteristiche per me nefaste, per noi sia un bene e un sintomo di chiarezza e credibilità del nostro movimento, invece di preoccuparci di restringere l'audience per fare la solita armata brancaleone....se l'avesse fatto anche Unione Mediterranea, nel rispetto dei valori iniziali stabiliti (valori appunto mediterranei!) invece di essere ambigua alla ricerca di inutili e confusi unanimismi, forse non avremmo assistito al fallimento dell'ennesimo tentativo di aggregazione.
Credo che la chiarezza e l'esclusione di certi personaggi e gruppi con queste caratteristiche per me nefaste, per noi sia un bene e un sintomo di chiarezza e credibilità del nostro movimento, invece di preoccuparci di restringere l'audience per fare la solita armata brancaleone....se l'avesse fatto anche Unione Mediterranea, nel rispetto dei valori iniziali stabiliti (valori appunto mediterranei!) invece di essere ambigua alla ricerca di inutili e confusi unanimismi, forse non avremmo assistito al fallimento dell'ennesimo tentativo di aggregazione.
Noi abbiamo stabilito le nostre priorità
organizzative (non vedo altri movimenti organizzati come il nostro, presente in
12 regioni su 20 e con il terzo anno di tesseramento in corso) e programmatiche
(tra queste la legalità, il lavoro da sviluppo sostenibile e la macroregione) e
la nostra linea politica, con chi ha una condivisione di base di queste idee, le
porte del dialogo sono aperte altrimenti è inutile perdere tempo e pensare o
lanciare proclami a fantomatiche "aggregazioni" o pensare ad inutili
"parlamenti" autonominati o continuare con persone che non hanno come priorità
la rivoluzione meridionale da compiere nelle modalità democratiche e non negli
slogan da PC o nello sventolio di qualche bandiera...il tempo è prezioso e va
utilizzato con chi condivide delle idee di base e discute apertamente e in modo
trasparente sul resto, proprio per realizzare quella "Rivoluzione Meridionale"
da noi sognata, e già auspicata da meridionalisti come Dorso che fin dagli anni
'20 del secolo scorso parlava della necessità di un movimento autonomo
meridionale.
Il tempo di unire tutti sotto il cappello della verità storica (che da sola ahimè non basta come abbiamo già sperimentato...così come non bastano gli slogan e le sparate da "grillini" dei poveri, purtroppo di moda anche nella variegatissima galassia meridionalista) oramai è scaduto in modo infruttuoso, i troppi fallimenti del passato devono insegnarci che era sbagliata l'idea ed il metodo, ora per noi si cambia registro e fissati i concetti base, con la squadra che ho visto sabato, sono sicuro si continuerà a crescere. E come al solito conteranno i fatti, non le chiacchiere e la solita politica deglli annunci che caratterizzano da troppi anni il nostro mondo, a partire dalle prossime Amministrative di maggio 2013.
Il tempo di unire tutti sotto il cappello della verità storica (che da sola ahimè non basta come abbiamo già sperimentato...così come non bastano gli slogan e le sparate da "grillini" dei poveri, purtroppo di moda anche nella variegatissima galassia meridionalista) oramai è scaduto in modo infruttuoso, i troppi fallimenti del passato devono insegnarci che era sbagliata l'idea ed il metodo, ora per noi si cambia registro e fissati i concetti base, con la squadra che ho visto sabato, sono sicuro si continuerà a crescere. E come al solito conteranno i fatti, non le chiacchiere e la solita politica deglli annunci che caratterizzano da troppi anni il nostro mondo, a partire dalle prossime Amministrative di maggio 2013.
Enzo Riccio
giovedì 2 maggio 2013
Riceviamo Comunicato post nostro Congresso di Rubriche Meridionali...
ASSOCIAZIONE CULTURALE MERIDIONALISTA - PROGRESSISTA
Dal nostro inviato di Rubriche Meridionali al IV Congresso del PdelSUD Arch. Bruno Pappalardo 28.04. 2013
Che dire, fossero tutti così i congressi politici apparirebbero dei consorzi conviviali, non fosse per quello che s’intende letteralmente ma per la naturalezza, la spontaneità, per un forte e amichevole e conversevole confronto. Insomma nulla della serie “te la canti e te la suoni” come nelle altre adunanze. E’ vero, quasi tutti i congressi si somigliano ma non quello del 27 Aprile all’Hotel Golden Tulip Bellambriana a Roma del Partito del Sud.
Gli altri hanno una precisa liturgia: una maggioranza fissa che applaude qualunque cosa si dica e che parte dal fondo ma poi infiacca proseguendo verso il palco, una piccola porzione di individui che critici, intervengono inizialmente come intemerati guerrieri, ma poi, al microfonino incollettato di rosso, dimostrano di non essere tanto arditi ed, infine, le prime due file, occupate da dignitari e pezzi grossi, ingaggiati apposta per immolarsi ad una fissa inespressività convenuta per telecamere e fotografi.
Bene, il IV Congresso del Partito del Sud si è contraddistinto, al contrario, dall’essere lontanissimo dal enfatico e insipido solito teatrino di eloquenze ridondanti e precostituite. Ha inseguito uno autentico dibattito tra amici e dove, dal tavolo dei dimissionari dirigenti e collaboratori, nasceva, volgendosi alla sala, il porgere sempre l’incessante e caparbia domanda: quale il nostro tracciato, quale la nostra strada, quali i valori e principi a cui riferirsi? Instancabile sempre la stessa risposta, mescolata in tutte le salse ed interventi, … progressisti, essere “ unitari e progressisti”
Bruno Pappalardo
Il PdSUD in lista a Melito (Na) con Gennaro Riccio...
IL PDSUD presente sui territori!
Il PARTITO DEL SUD nella lista "MELITO ADESSO" a Melito (Na) per le prossime comunali (assieme agli amici Verdi, il PD dei giovani e indipendenti) con il nostro valido iscritto GENNARO RICCIO della sez. Guido Dorso di Napoli. GENNARO RICCIO è ricercatore scientifico universitario e giovane e valido iscritto del PdSUD a Napoli della prim'ora!
Melito ADESSO! Riparto da questo avverbio, ADESSO, per esprimere quella smaniata voglia di riprendere il cambiamento! E permettete, lo scrivo con il punto esclamativo…… perché finalmente si è riusciti a costruire un gruppo, ed una lista elettorale, di notevole spessore culturale e con la freschezza delle giovani idee. Operazione, questa, quasi mai riuscita ad altri.
Parto da questo semplice ma significativo dato: età media dei candidati 31,7, perfetta parità di genere tra i candidati (10 donne e 10 uomini). Fatti e non chiacchiere, dunque.
E non potremmo essere neanche accusati di inesperienza; vi sono in lista, infatti, due giovani consiglieri comunali uscenti.
Cosa potevo chiedere di meglio? Poco, molto poco. Anzi nulla. Per questo ringrazio tutti coloro che mi hanno consentito di realizzare la prima parte di un sogno: quella di proporre all’elettorato melitese un prodotto fresco, competente e grintoso. Il giusto mix che è ormai necessario alla nostra città da troppi anni ostaggio della vecchia e becera politica interessata per lo più ad interessi personali e familiari. Proprio ieri sera si è tenuta una riunione della lista “ Melito Adesso”, ove si è parlato di programmi, ove abbiamo proposto idee per la città, ove ci siamo confrontati LIBERAMENTE! Ove non vi era il padrone di turno che, come un cecchino ad altissima precisione, è pronto a colpire ed uccidere chi la mattina, prima di dire buongiorno, si rifiuta di dire “Signor sì!”.
Fare politica significa discutere per individuare le soluzioni ai problemi, crescere politicamente, conquistarsi il consenso VERO (non quello “pezzottato”) per poi, perché no, ambire a diventare un effettivo rappresentante della comunità che si amministra. Ma per raggiungere questi obiettivi, bisogna essere credibili e non avere, già a poco più di trent’anni, un armadio pieno di scheletri! Ieri sera, ho avuto la netta sensazione che il gruppo “Melito Adesso”, che siamo riusciti a creare, saprà guadagnarsi facilmente (e presto) la credibilità ed il consenso.
Non scendo in puerili ed inutili polemiche; correrei il rischio di essere relegato, a giusta ragione, al pari di altri, tra i soggetti con la vocazione al suicidio politico.
Io mi differenzio: provo a parlare di programmi, di idee e di progetti aggiungendo di essere pronto a qualsiasi pubblico confronto e su qualsiasi argomento con chiunque avrà mai qualcosa da contestarmi. Attendo di sapere solo tempo e luogo. Aggiungo solo un particolare: la mia appartenenza al PD è indiscutibile così come è indiscutibile la mia vicinanza a Matteo Renzi.
La lista “Differenziamo Melito Adesso” si è riproposta di allargare quanto più possibile la base dei sostenitori del progetto del centrosinistra che vede in Venanzio Carpentieri la propria massima espressione. Ci siamo riusciti e lotteremo per far sentire forte la nostra voce, nella futura nuova amministrazione Carpentieri, nel proporre i seguenti punti programmatici:
1) Raccolta differenziata porta a porta sull’intero territorio comunale, incentivata da meccanismi premiali; 2) Riutilizzo sociale degli immobili confiscati alla criminalità organizzata che saranno assegnati al Comune; 3) Corsi di formazione professionale e work experiences per facilitare l’inserimento (o il re-inserimento) di giovani e disoccupati nel mondo del lavoro; 4) Favorire la formazione della futura Giunta comunale composta in egual numero da uomini e donne; 5) Pubblicazione dei curricula e dei compensi di tutti i dirigenti, assessori e collaboratori di nomina politica; 6) Apertura di un fondo in cui confluiranno ogni mese il 10% delle indennità percepite da sindaco, consiglieri e assessori, da utilizzare a fine anno per attività culturali e sociali; 7) Wi.Fi. in villa comunale e in piazza Santo Stefano; 8) Internet point gratuito in biblioteca comunale; 9) Attivazione sul territorio di almeno due punti del servizio di “Bike sharing”; 10) Contributi economici ai cittadini che vogliono installare pannelli fotovoltaici sulle loro abitazioni.
Questa dovrà essere la Melito che vogliamo.
Tutto questo si può….ADESSO!
Lello Caiazza - capolista "Melito ADESSO"
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Fonte : www.melitonline.net
mercoledì 1 maggio 2013
Il primo maggio, la rivolta nella fabbrica di Pietrarsa e quei 4 operai uccisi 150 anni fa
|
di Gigi Di Fiore
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Fonte: Il Mattino |
Non
ho mai amato la retorica della ricorrenza. Ma i simboli rappresentano ideali.
Storie semplificate. E quale giorno, più del primo maggio, riesce a conciliare
senza fastidio retorica da celebrazione con chiare simbologie dai mille
significati?
Oggi più che mai, in periodo di crisi generale, diritto al
lavoro, disoccupazione, rivendicazioni e drammi sociali sono temi da primo
maggio.
Ma a me, con tre mesi d'anticipo, per il primo maggio piace
ricordare un episodio dimenticato, legato alle lotte per non perdere il lavoro
nel Sud. Fu 150 anni fa, tra San Giovanni a Teduccio, Portici e San Giorgio a
Cremano.
Sì, parlo dell'eccidio di Pietrarsa, parte del prezzo pagato dal
Mezzogiorno all'unità d'Italia. Simbolo di contraddizioni agli albori di uno
sviluppo diseguale. Quello che di buono aveva il Sud spesso fu calpestato a
favore di interessi nascenti, di mercato e di capitale, concentrati in altre
zone del nuovo Regno.
A Pietrarsa, oggi museo nazionale ferroviario, ci
fu il primo eccidio di operai nell'Italia unita. Era uno stabilimento, voluto da
Ferdinando II di Borbone nel regno delle Due Sicilie, dove si producevano
macchine a vapore e materiali in ghisa. Nel 1861, al momento dell'unità, vi
lavoravano oltre mille operai.
Nella lotta sulle commesse pubbliche,
prevalse l'Ansaldo di Genova. Per la fabbrica di Pietrarsa, rilevata da uno
speculatore privato, Jacopo Bozza, fu l'inizio della fine. Licenziamenti, tagli
di stipendi. Comparvero manifesti di protesta: "Muovetevi, vi porteranno alla
miseria". Il 31 luglio 1863, erano rimasti a Pietrarsa solo 458 operai. Chiesero
garanzie sullo stipendio, la risposta furono altri 60
licenziamenti.
Arrivò la prima protesta, il primo assembramento operaio
della storia unitaria. Era il 6 agosto, accorsero bersaglieri e carabinieri in
armi. Repressione. Spararono. Morirono quattro operai, molti rimasero
feriti.
Mi sembra giusto, per il primo maggio, aggiungere ai tanti
episodi di lotta operaia da poter citare, ricordare i quattro operai di
Pietrarsa uccisi 150 anni fa: Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del
Grosso, Aniello Olivieri. Solo nel 1889, 26 anni dopo la loro morte, la Seconda
Internazionale dichiarò il primo maggio festa di celebrazione del lavoro e delle
proteste operaie.
Ci vollero gli incidenti alla McCormick di Chicago,
agli inizi di maggio del 1886, a far nascere sensibilità diffusa sulle lotte
operaie. La prima Chicago dell'Italia unita si chiama Pietrarsa. Ma su quei
morti, al di là delle organizzazioni anarchiche negli anni successivi al 1863,
il ricordo nazionale è stato pari a zero. Storia meridionale o nazionale? Di
certo, storia negata.
Fonte: Il Mattino
L’ ORATORIA RUMOROSA FILISTEA DEL 1° MAGGIO
di Bruno Pappalardo, 01.05.2013
Stamani sarò a Pietrarsa.
Stamani ricorderò i primi martiri che perirono per difendere il proprio giusto, specializzato, nuovo e straordinario lavoro, quello del nostro antico opificio tra i primi al mondo. In questa giornata, appunto, - - quando non c’erano mastodontici palchi metallici, vere gabbie di macchinosi strumenti di rumore assordante – una volta si ricordavano le lotte operaie per il diritto al lavoro, l'impegno del movimento sindacale, i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori e tutti coloro che, in quelle, perdevano la vita.
Dicevo i “primi “a morire. Ricordate, il Sud è il paese dei primati!??(si ricorda infatti quella del ’67 nell'Illinois, in USA).
Accadde, invece qui, a Napoli, esattamente il 6 Agosto del 1863 dopo una feroce repressione e l’assalto dei soliti bersaglieri savoiardi che determinò la morte di 7 operai e forse 20 feriti. Tra i morti un ragazzino.
Certo si festeggiava, si festeggiava la conquista dei diritti e, finalmente anche il riconoscimento di questa classe, di essere consapevolmente corpo vitale integrato nella società in maniera agente e determinante per lo sviluppo e il benessere della propria collettività.
In questi ultimi anni c’era ben poco da celebrare ma la festa doveva continuare. Lo spettacolo, il teatrino delle menzogne deve ancora re sempre rappresentarsi.
Si sono eretti, dunque, totem luccicanti con enormi prosceni.
Perdonatemi se trovo insulso e vuoto ogni manifestazione goduriosa, oggi, e detesto anche quella musica diventata solo il rumore dell’ipocrisia e della sfacciataggine avversa alla memoria del sacrificio e della morte, non solo dei miei operai di Pietrarsa ma di tanti altri che ancora, sul suolo italiano e, specialmente al Sud e sulle isole cadono dagli anditi o schiacciati da una motrice ribaltata.
La retorica dei media ci racconta, dopo uno strumentale ritardo, il feroce e inaccettabile fenomeno del femminicidio e dove è costretto a ricordare anche il numero raggiunto ogni anno,.. cento; poi il figlio che ammazza il padre, il delitto di Garlasco o di Cogne o di Avetrana ma dimentica quelli invisibili.
Al Sud ancora e sempre, l’indice più alto delle “morti bianche” sul lavoro. Parrebbe un paradosso non possedendo una rete larga di imprese industriali e neppure più quel lavoro occasionale dall’edilizia al manifatturiero ma, le statistiche ancora dicono questo. I dati dicono 600 al giorno ma su quale Fb. o giornale o tivù, quest’oggi sentirete questa sirena?
Invisibili alle loro e nostre anime. Non possono, infatti, perché non vengono visti! Troppo veloce è l’auto bianca che li raccoglie e il secchio di plastica rosicchiata che schiaffeggia quella molesta macchia rossa sul marciapiede, …grazie al cielo, proprio lì vicino c’è un tombino nero dove poter scaricare la mia/nostra coscienza unta.


Bruno Pappalrdo - Partito del Sud Napoli
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