Gaeta , il Sud e i 150 anni di malaunità.
martedì 15 febbraio 2011
Gaeta 13 febbraio 2011: Intervista con Beppe De Santis - Gaeta , il Sud e i 150 anni di malaunità
http://www.youtube.com/watch?v=fiN777k3Fh0
Beppe De Santis , segretario nazionale del Partito del Sud.
Gaeta , il Sud e i 150 anni di malaunità.
Gaeta , il Sud e i 150 anni di malaunità.
lunedì 14 febbraio 2011
Intervista a Andrea Balìa su "la Discussione" di Domenica 13 /02/2011

domenica/lunedì
13/14 febbraio
2011
laDiscussione
pag. 7
Utile raccontare ciò che accadde
Andrea Balia, vicepresidente del Partito
del Sud, “condannato” ad essere italiano
La presa di Gaeta di cui quest’annoè il 150esimo anniversario è il ricordo di un giorno fausto o nefasto?
Il 13 febbraio del 1861 fu una giornata nefasta che decretò la fine del regno borbonico e l’inizio di una storia e di una storiografia che non fu onesta nel descrivere la realtà del Meridione. La fortezza quel giorno continuò ad essere bombardata dal generale Cialdini anche se Vittorio Emanuele II e Francesco II stavano firmando gli accordi di pace. I danni subiti da Gaeta furono tali che lo stesso re d’Italia si impegnò a risarcire la città. Nel 2008 l’attuale sindaco di Gaeta eletto con l’appoggio di una lista civica e del Partito del Sud, ha intentato una causa contro la dinastia dei Savoia per chiedere il risarcimento dei danni subiti durante l’assedio del 1861 come aveva promesso, ma non mantenuto, Vittorio Emanuele II.
Le Monde dedicò una pagina alla notizia. La stampa italiana la ridicolizzò o la ignorò. Perché secondo lei?
Devo risponderle con una frase fatta: la storia la scrivono i vincitori e i piemontesi la scrissero dimenticando per esempio che nel 1856, cinque anni prima dell’annessione allo Stato sabaudo, il regno borbonico era al terzo posto nella classifica delle nazioni europee più sviluppate e che il generale Cialdini, per le sue cruente azioni militari, fu considerato dalla stampa europea dell’epoca un criminale di guerra. In molte città del Sud, tuttavia, ci sono strade a lui intitolate. È come se gli ebrei vivessero in città con viali dedicati a Hitler.
Il suo sembrerebbe un represso sentimento anti-italiano.
Non sono anti-italiano e non lo è il Partito del Sud. Noi però riconosciamo l’Italia del1946, non quella del 1861. Gramsci del resto scrisse che «lo stato italiano è una feroce e cruenta dittatura che ha messo a ferro e fuoco il Meridione squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti». Anche riguardo alla storia del Sud latifondista va detto che il latifondo fu ripristinato dai Savoia.
Il suo partito sostiene che l’emigrazione è un fenomeno post-unitario, conseguenza dell’annessione al regno sabaudo.
Prima dell’unità, l’emigrazione non esisteva. L’inizio di tale fenomeno coincide con l’arrivo dei piemontesi e con l’impoverimento dei contadini del Sud a cui non restò che scegliere tra l’emigrazione o il brigantaggio. Fino ad allora avevano avuto le terre in uso civico e in tutto in regno esistevano solo cinque imposte, dopo l’arrivo dei Savoia divennero 41. Molte fabbriche del Sud poi furono chiuse per far lavorare di più quelle del Nord. È il caso ad esempio delle acciaierie di Napoli abbandonate in favore dell’Ansaldo di Genova.
A Gaeta quindi si celebrerà un’unità dal sapore molto amaro?
Sì, ma l’amarezza non sta nella sconfitta militare, l’amarezza sta nel fatto che non si vuol raccontare la storia così come è andata. A cominciare dal fatto che il Piemonte era molto indebitato mentre le casse borboniche erano ricchissime e che con l’unità, il Meridione fu espropriato di terre, fabbriche e soldi.
Fonte : ladiscussione del 13/02/2011
Sabato 12 e Domenica 13 Febbraio 2011 a Gaeta - Commemorazione dell'assedio
Il discorso di Raimondi e i fischi dei borbonici
Momenti di tensione si sono registrati durante la cerimonia. Alla lettura, da parte del capo di gabinetto del sindaco Alessio Buonomo, di stralci del discorso pronunciato dal sindaco Corbo nel 1961, in cui si denunciavano le sofferenze di Gaeta ma si elogiava anche l'Unità d'Italia, sono partite bordate di fischi e cori di "vergogna!" e "viva 'o re!" dal pubblico.
Subito dopo ha preso la parola il sindaco Raimondi, in fascia tricolore, per il suo atteso discorso. "Sono dispiaciuto per i fischi - ha esordito l'Americano - qui siamo tutti meridionali, se siamo qui a commem
orare le vittime di un assedio ci dovrebbe essere un atteggiamento diverso, di rispetto per tutti coloro che qui persero la vita". Raimondi ha proseguito nel discorso sul filo dell'equilibrio, a braccio, riuscendo a stemperare le contestazioni e incassare gli applausi di tutti. "Credo ancora nella democrazia - ha proseguito - ma la storia del Risorgimento fu scritta dai vincitori. Noi non vogliamo disunire ma unire con più forza. L'unione della Nazione si deve basare sulla verità storica, anche quella dei vinti. E noi a Gaeta fummo i vinti, non i vincitori. Oggi abbiamo bisogno di un meridione più forte, più unito, perché senza il suo Sud l'Italia non è nulla". Il sindaco ha ricordato il dramma dell'emigrazione, la questione demaniale e gli sforzi della sua amministrazione, le date più tragiche dell'assedio del 1860/61, la questione ancora aperta del risarcimento danni per una "guerra fratricida e non dichiarata". Nelle conclusioni l'omaggio all'unità nazionale, a fronte delle polemiche sul 150°: "Il vero Risorgimento fu la Resistenza dopo l'occupazione nazista e la fuga del Re. Noi vogliamo festeggiare la Liber
azione e il 2 giugno. Vogliamo, insieme al Sud, un'Italia libera, unita, democratica, repubblicana". La cerimonia è terminata con l'omaggio di una corona, con bandiera italiana, sotto la stele dedicata alle vittime dell'assedio.
Tutto esaurito per il convegno della Fedelissima
Sala piena all'hotel Serapo durante il pomeriggio per il convegno della Fedelissima Città di Gaeta organizzato dall'avvocato Scafetta e giunto, proprio quest'anno, alla ventesima edizione. Studiosi e appassionati da tutto il Sud per un lungo dibattito che ha visto tra i partecipanti anche giornalisti autori di libri di successo sulla storia del Sud come Pino Aprile, Lorenzo Del Boca, Gigi Di Fiore. In un
'altra sala erano in vendita gadget, volumi e bandiere a tema, compresi francobolli duosiciliani e servizi di tazze marchiati "I Love Borbone". Vanno a ruba gli adesivi del sito neoborbonici.it col disegno di un'Italia insaguinata e lo slogan "Io non festeggio - 150 anni di bugie".
Soddisfatto l'assessore sudista Antonio Ciano: "Quello
che non capisce chi ci critica è che oggi, grazie a questa iniziativa, gli alberghi e i ristoranti di Gaeta sono pieni. Sono rammaricato per i fischi di stamattina ma io non ho niente da spartire coi monarchici e coi fascisti, io sono un repubblicano e un democratico". Elogia la riuscita dell'evento anche il presidente di Confcommercio, e appassionato di storia borbonica, Vincenzo Zottola, il quale garantisce pure che il progetto di un "festival di musica del sud", già ribattezzato sulla stampa "l'anti-Sanremo gaetana", è ancora in cantiere. Alcuni relatori elogiano il "modello Gaeta", il sindaco Raimondi incassa e rivendica "l'onesta di questa amministrazione". Atmosfera elettrica al convegno quando l'assessore di Lampedusa Pappalardo, ex generale dei Carabinieri in pensio
ne, ha annunciato la scissione dell'isola dallo Stato italiano per poi abbandonare rumorosamente la sala. Mormorii di disapprovazione anche quando il giornalista del Giornale e del Foglio Ruggero Guarini ha paragonato "l'accanimento dei moralisti bacchettoni di sinistra contro Berlusconi a quello subito dai sovrani borbonici dai giacobini nell'Ottocento". La sera ristoranti gaetani affollati con "menù storici del 1861".

Vescovo e Sindaco a Monte Orlando
Commozione alla Montagna Spaccata, ritorna la bandiera
A mezzogiorno la folla si è diretta alla Montagna Spaccata, presso il santuario della Trinità, per la tradizionale cerimonia di omaggio ai caduti. Da un passaggio generalme
A mezzogiorno la folla si è diretta alla Montagna Spaccata, presso il santuario della Trinità, per la tradizionale cerimonia di omaggio ai caduti. Da un passaggio generalme
nte chiuso al pubblico si è arrivati, nel panorama mozzafiato di Monte Orlando, dove centocinquant'anni fa sorgeva la batteria Transilvania, colpita proprio il 13 febbraio 1861 in un'inutile strage poche ore prima che fosse firmata la resa. I cadetti dell'accademia militare della Nunziatella hanno lanciato una corona di fiori in mare.
Alla presenza del sindaco Raimondi e del vescovo D'Onorio è stata innalzata, "dopo 150 anni", la bandiera gigliata delle Due Sicilie. Grida di "onore!" e "viva 'o rre!", qualche occhio lucido. L'avvocato Sevi Scafetta, da vent'anni organizzatore del convegno della Fedelissima, ha tenuto un breve discorso per ricordare che "siamo qui per celebrare coloro che 150 anni fa vennero a versare il proprio sangue" e anche per rispondere alle accuse dei borbonici più estremisti che una settimana fa hanno organizzato una contro-manifestazione. "Qui non si viene per affari personali né per propaganda politica - ha detto Scafetta - il nostro convegno è nato per mettere a disposizione di tutti, anche delle istituzioni, il nostro patrimonio storico". È intervenuto, parlando al megafono, anche il sindaco Raimondi ribadendo lo slogan scelto dal Comune, "la verità rafforza l'unità".
Boom di presenze. Il sindaco anticipa nuove iniziative
A fronte delle polemiche, sia a livello cittadino che nazionale, il weekend del 150° gaetano all'insegna dei Borbone si è rivelato un successo. Un vero boom di presenze alle iniziative, con dati positivi registrati anche da alberghi e ristoranti. Molto visitata anche la mostra, inaugurata venerdì al Centro Storico Culturale, sui soldati borbonici. Risonanza anche sui media, presente oggi anche una troupe del tg di La 7. Il sindaco Raimondi gongola: "Lo vedete? Questa è la Gaeta che funziona, non le chiacchiere che so già mi verranno rivolte domani in consiglio comunale. Abbiamo unito la ricerca storica col successo turistico".
E annuncia altre iniziative: "Il 19 giugno vogliamo organizzare un weekend per rievocare il matrimonio di Carlo di Borbone del 1738, quando Gaeta conquistò ufficialmente il titolo di Fedelissima". E il discusso 17 marzo 2011, per l'Unità d'Italia? "Ci stiamo pensando, per quel giorno ci inventeremo qualcosa". Unica nota dolente i fischi di ieri mattina a Porta Carlo III sulle parole di Corbo: "Avevamo scelto di leggere sia le parti del discorso più unitarie sia quelle più di denuncia, ma non è stato capito. Probabilmente alcuni volevano contestarci a prescindere. Quelle parole nel 1961 davanti alle massime autorità furono un atto di coraggio che meritava di essere ricordato, dov'erano loro, i contestatori fanatici, nel 1961?".
Alla presenza del sindaco Raimondi e del vescovo D'Onorio è stata innalzata, "dopo 150 anni", la bandiera gigliata delle Due Sicilie. Grida di "onore!" e "viva 'o rre!", qualche occhio lucido. L'avvocato Sevi Scafetta, da vent'anni organizzatore del convegno della Fedelissima, ha tenuto un breve discorso per ricordare che "siamo qui per celebrare coloro che 150 anni fa vennero a versare il proprio sangue" e anche per rispondere alle accuse dei borbonici più estremisti che una settimana fa hanno organizzato una contro-manifestazione. "Qui non si viene per affari personali né per propaganda politica - ha detto Scafetta - il nostro convegno è nato per mettere a disposizione di tutti, anche delle istituzioni, il nostro patrimonio storico". È intervenuto, parlando al megafono, anche il sindaco Raimondi ribadendo lo slogan scelto dal Comune, "la verità rafforza l'unità".
Boom di presenze. Il sindaco anticipa nuove iniziative
A fronte delle polemiche, sia a livello cittadino che nazionale, il weekend del 150° gaetano all'insegna dei Borbone si è rivelato un successo. Un vero boom di presenze alle iniziative, con dati positivi registrati anche da alberghi e ristoranti. Molto visitata anche la mostra, inaugurata venerdì al Centro Storico Culturale, sui soldati borbonici. Risonanza anche sui media, presente oggi anche una troupe del tg di La 7. Il sindaco Raimondi gongola: "Lo vedete? Questa è la Gaeta che funziona, non le chiacchiere che so già mi verranno rivolte domani in consiglio comunale. Abbiamo unito la ricerca storica col successo turistico".
E annuncia altre iniziative: "Il 19 giugno vogliamo organizzare un weekend per rievocare il matrimonio di Carlo di Borbone del 1738, quando Gaeta conquistò ufficialmente il titolo di Fedelissima". E il discusso 17 marzo 2011, per l'Unità d'Italia? "Ci stiamo pensando, per quel giorno ci inventeremo qualcosa". Unica nota dolente i fischi di ieri mattina a Porta Carlo III sulle parole di Corbo: "Avevamo scelto di leggere sia le parti del discorso più unitarie sia quelle più di denuncia, ma non è stato capito. Probabilmente alcuni volevano contestarci a prescindere. Quelle parole nel 1961 davanti alle massime autorità furono un atto di coraggio che meritava di essere ricordato, dov'erano loro, i contestatori fanatici, nel 1961?".
Fonte : NON MI ARRENDO
sabato 12 febbraio 2011
Beppe de Santis 20° comunicato PSUD 2011 - 11 febbraio 2011 parte prima
http://www.youtube.com/watch?v=-WJExYj0PvU
Etichette : Beppe De Santis, Comunicati De Santis, De Santis, politica
Il vicesindaco di Gaeta Di Ciaccio: "Orgogliosi di festeggiare la nostra storia". Forse arrivano gli eredi Borbone
Oggi, domani e domenica Gaeta ospiterà il tradizionale convegno nazionale «Gaeta e il sud a 150 anni dal Regno delle due Sicilie», organizzato dalla Confcommercio di Latina e patrocinata da Confcommercio di Napoli, Regione Lazio, Provincia di Latina, Comune di Gaeta, Camera di Commercio di Latina, Unione nazionale delle Pro Loco e Pro Loco Città di Gaeta, ordine Costantiniano di San Giorgio, Arcidiocesi di Gaeta, centro storico culturale «Gaeta» e raggruppamenti storico-militari delle due Sicilie.«Tale iniziativa mira - ha dichiarato il presidente di Confcommercio Latina Vincenzo Zottola - alla valorizzazione delle reali vocazioni economiche del Mezzogiorno attraverso il recupero del suo patrimonio culturale. Solo con una reale valorizzazione delle risorse e peculiarità del territorio è possibile giungere ad un suo rilancio».«Siamo molto orgogliosi - ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Gaeta Salvatore Di Ciaccio - di partecipare attivamente alle commemorazioni dei 150 anni. Riteniamo di aver dato un contributo importante con l'allestimento della mostra 'Uomini d'arme dell'esercito napoletano che verrà inaugurata venerdì alle 17 presso il museo del centro storico culturale Gaeta». «Scoprire, ascoltare la storia della propria gente - ha sottolineato l'avvocato Sevi Scafetta, tra gli organizzatori del convegno - dei luoghi in cui si è nati, significa valorizzare il pensiero, nobilitare l'azione quotidiana in ogni campo». Altro protagonista del convegno è sicuramente il Sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio. «Fin dalle prime edizioni - ha commentato il vice-delegato del Lazio Franco Ciufo - l'Ordine ha sempre dato il suo patrocinio e non è mancata la presenza degli eredi della Real casa di Borbone delle due Sicilie. Il Convegno si rinnova ancora oggi ed è motivo di riflessione per i nostri giovani che in tal modo possono conoscere la verità storica del buon governo dell'epopea Borbonica».Fonte : Latina Oggi del 11 febbraio 2011
venerdì 11 febbraio 2011
APERITIVO COL BRIGANTE A PALAZZO VENEZIA NAPOLI
Sabato 12 febbraio 2011 alle ore 12:00 presso Palazzo Venezia in Napoli si terrà il primo di una serie di appuntamenti pubblici a cura de Il Brigante tesi ad una rivisitazione critica del risorgimento.Si apre con la scrittrice barese Chiara Curione ed il suo libro “Un eroe dalla parte sbagliata” .
A fare da motivo scatenante alla discussione che sarà animata dallo scrittore Vincenzo Martongelli, da Andrea Balìa (”Partito del Sud”) e da Antonio Salvia (”Insieme per la Rinascita”).
A moderare l’evento sarà il direttore Gino Giammarino.
Seguirà aperitivo.
Fonte : www.ilbrigante.it
UNA CLASSE DIRIGENTE FALLITA, EVERSIVA E PERICOLOSA.
Comunicato n. 20 di Beppe De Santis, Segretario nazionale del Partito del Sud,fondato da Antonio CianoFratelli e sorelle meridionali,
in questo inquieto inizio del 2011, vorrei segnalarvi 10 punti , sui quali pensare, organizzarsi e combattere.
UNA CLASSE DIRIGENTE FALLITA, EVERSIVA E PERICOLOSA
1) La classe dirigente di governo d’Italia è miseramente fallita, e, quella di opposizione gira a vuoto.
Non ci sono più parole per descriverne il degrado morale e civile.
Eppure, tutto continua ad andare alla deriva.
L’immagine dell’Italia nel mondo è umiliata.
Certo, una parte del popolo italiano è succube e complice, omologata ai modelli di mercificazione, di rapacità, di ladrocinio, di irresponsabilità che imperano nei Palazzi del potere.
Un’altra parte,minoritaria, seppure non trascurabile, del popolo italiano si indigna, prova a ribellarsi, si ribella, come ha dimostrata la recente e clamorosa nobilitazione del mondo della scuola, dell’università e della ricerca,trainata valorosamente dai giovani. Ma, dov’è lo sbocco politico, serio e strutturale, di tale mobilitazione? Non c’è ancora.
Una terza parte del popolo italiano, forse la maggioranza, è confusa, frastornata, oscilla tra astratti furori e ripiegamento individualistico frustrante. La voglia di fuga, alla ricerca di qualche via di fuga che non c’è. Il fatto è che non si può fuggire dalla realtà,devastante,inaccettabile.
Tutto ciò a Nord come a Sud, soprattutto nel Sud.
Il punto è che per l’intero Paese, ma soprattutto per il Sud- e per i meridionali,ovunque essi siano-manca una proposta politica-o non è sufficientemente matura o ancora non percepita- all’altezza della sfida e delle aspettative.
L’intera-o quasi- classe politica al comando deve andarsene a casa:questo è il punto.
Si deve procedere – e presto -ad una vera e propria rigenerazione dell’intera classe politica del Paese.
Si tratta, è bene saperlo, di una rivoluzione politica e morale.
Eppure, tutto continua ad andare alla deriva.
L’immagine dell’Italia nel mondo è umiliata.
Certo, una parte del popolo italiano è succube e complice, omologata ai modelli di mercificazione, di rapacità, di ladrocinio, di irresponsabilità che imperano nei Palazzi del potere.
Un’altra parte,minoritaria, seppure non trascurabile, del popolo italiano si indigna, prova a ribellarsi, si ribella, come ha dimostrata la recente e clamorosa nobilitazione del mondo della scuola, dell’università e della ricerca,trainata valorosamente dai giovani. Ma, dov’è lo sbocco politico, serio e strutturale, di tale mobilitazione? Non c’è ancora.
Una terza parte del popolo italiano, forse la maggioranza, è confusa, frastornata, oscilla tra astratti furori e ripiegamento individualistico frustrante. La voglia di fuga, alla ricerca di qualche via di fuga che non c’è. Il fatto è che non si può fuggire dalla realtà,devastante,inaccettabile.
Tutto ciò a Nord come a Sud, soprattutto nel Sud.
Il punto è che per l’intero Paese, ma soprattutto per il Sud- e per i meridionali,ovunque essi siano-manca una proposta politica-o non è sufficientemente matura o ancora non percepita- all’altezza della sfida e delle aspettative.
L’intera-o quasi- classe politica al comando deve andarsene a casa:questo è il punto.
Si deve procedere – e presto -ad una vera e propria rigenerazione dell’intera classe politica del Paese.
Si tratta, è bene saperlo, di una rivoluzione politica e morale.
PER UNA REPUBBLICA FEDERALISTA, UNO STATO FEDERALE DEL MEZZOGIORNO E UN PARLAMENTO DEL SUD.
2) Bisogna indignarsi e di brutto.
Ma, l’indignazione va accompagnata dalla PROPOSTA, dal progetto,dalla comunicazione del nuovo progetto, dalla mobilitazione per affermarlo, dall’organizzazione tenace e capillare per radicarlo, dalla fatica e dalla pazienza dei seminatori e dei maratoneti perché l’impegno sia all’altezza della partita.
Dobbiamo costruire , presto e bene, una vera REPUBBLICA FEDERALISTA. Il centralismo ha fallito, né è riproponibile. Una repubblica federalista unitaria e cooperativa, secondo la storica lezione tedesca. Un federalismo cooperativo , efficiente e democratico, che è l’esatto contrario del falso federalismo nordista, leghista, divisionista e razzista.
La costruzione urgente, urgentissima ,di tale Repubblica federalista non può che avere un grande cuore meridionalista, un propulsore neomeridionalista, un MOTORE NEOMERIDIONALISTA, UNA SOGGETTIVITA’ autonoma NEOMERIDIONALISTA. Altrimenti tale Repubblica, non soltanto non è fattibile, è addirittura impensabile.
A fondamento della nuova Repubblica federalista d’Italia vi deve essere la costruzione dello STATO FEDERALE DEL MEZZOGIORNO, con- intera-la sua autonomia, attraverso un Parlamento dello Stato federale del Mezzogiorno, che selezioni la nuova classe dirigente del Sud, anche sotto il profilo generazionale. Secondo la lucida e audace proposta formulata, di recente, da Giorgio Ruffolo , nel volume “Un paese troppo lungo”.
Dobbiamo costruire , presto e bene, una vera REPUBBLICA FEDERALISTA. Il centralismo ha fallito, né è riproponibile. Una repubblica federalista unitaria e cooperativa, secondo la storica lezione tedesca. Un federalismo cooperativo , efficiente e democratico, che è l’esatto contrario del falso federalismo nordista, leghista, divisionista e razzista.
La costruzione urgente, urgentissima ,di tale Repubblica federalista non può che avere un grande cuore meridionalista, un propulsore neomeridionalista, un MOTORE NEOMERIDIONALISTA, UNA SOGGETTIVITA’ autonoma NEOMERIDIONALISTA. Altrimenti tale Repubblica, non soltanto non è fattibile, è addirittura impensabile.
A fondamento della nuova Repubblica federalista d’Italia vi deve essere la costruzione dello STATO FEDERALE DEL MEZZOGIORNO, con- intera-la sua autonomia, attraverso un Parlamento dello Stato federale del Mezzogiorno, che selezioni la nuova classe dirigente del Sud, anche sotto il profilo generazionale. Secondo la lucida e audace proposta formulata, di recente, da Giorgio Ruffolo , nel volume “Un paese troppo lungo”.
IL PARTITO DEL SUD COME PARTITO MEDITERRANEO
3) Il partito neomeridionalista d’azione , che stiamo costruendo, il Partito del Sud, è anche il PARTITO DEL MEDITERRANEO. Senza una grande politica euro-mediterranea per l’Italia non c’è futuro, per il Sud non c’è futuro, nel quadro della feroce competizione globale in atto. La clamorosa rivolta – la rivoluzione-dei popoli arabi –trainata eroicamente dalle nuove generazioni-rappresenta una svolta storica nello scenario mediterraneo, quasi pari alla caduta del Muro di Berlino del 1989. Un grande Partito del Sud è il nuovo soggetto di una poderosa e innovativa politica euro-mediterranea, dopo la crisi, per esaurimento, del partenariato euro-mediterraneo di Barcellona 1985. La tutela dei prodotti agricoli mediterranei, la logistica, una politica energetica sostenibile e all’altezza dei tempi,un partenariato tra le piccole e medie imprese e di enti locali e regioni delle due sponde del Mediterraneo, una politica ambientale mediterranea globale,una governance seria e onesta dei flussi immigratori, un dialogo interculturale e interreligioso rispettoso delle reciproche identità e dei diversi statuti di cittadinanza costituzionale,il rilancio di una politica di sicurezza e di pace fondata sulla giustizia: sono questi gli assi portati del nuovo ciclo di politica euro-mediterranea che ispirano il Partito del Sud, sul versante mediterraneo.
CONTINUA, SFRENATO, LO SCIPPO DELLE RISORSE DESTINATE AL SUD
4) Continua , frattanto, l’IMPOSTURA DEL FALSO “PIANO PER IL SUD” della maggioranza berlusconiana e del governo delle cricche e delle puttane. i 50 miliardi della programmazione comunitaria 2007-2013 e i 50 miliardi del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) restano bloccati, da parte dell’ingordo e sciagurato sistema nordista leghista-tremontiano.Tra menzogneri annunci di spesa, mai realizzata,scippi continui della spesa per investimenti destinati al Sud,e,irreversibile degrado della crisi economica , sociale e occupazionale del Sud.
LA TRUFFA DEL COSIDDETTO FEDERALISMO FISCALE
5) Continua ad imperversare l’offensiva di quella cosa oscena ingannevolmente denominata “Federalismo fiscale”. Ancora e tutta sulla pelle del Sud e di meridionali. Primo:questa operazione obbrobriosa e pericolosa non c’entra nulla con il federalismo, quello vero. Secondo:è una truffa, ed ennesima rapina, ai danni del Sud. Dopo lo scippo della spesa pubblica per investimenti, i nordisti e leghisti vanno all’attacco della spesa pubblica corrente destinata al Sud, con l’intento di scippargli altri 50 miliardi annui di spesa corrente ( scuola, università, servizi sociali e sanità, enti locali), secondo- tanto per fare un esempio- le capziose argomentazioni del prof. Luca Ricolfi, sintetizzate nell’inquietante libello “Il sacco del Nord”,argomentazione scientificamente infondate e politicamente devastanti.Terzo:aumentano le tasse per tutti. A favore delle fameliche caste e castine. Altro che “non metteremo mai le mani nelle tasche dei contribuenti”. ”Tasse per tutti”, “Pilu per tutti”, secondo il mitico Cetto Laqualunque.
LE MAFIE, QUESTIONE NAZIONALE
6) Spesso la verità, specie in Italia, fa fatica ad affermarsi. Eppure, i fatti hanno la testa dura. Anche le imposture, falsificazioni di sistema, sono dure a morire. Finalmente, nelle ultime settimane, in modo lento ma implacabile,si va consolidando la verità che QUELLA DELLA MAFIA- delle mafie- E’ UNA QUESTIONE NAZIONALE. Inchieste giudiziarie severe e incalzanti,una attenzione via via più vasta e consapevole da parte dei mass-media- in particolari, seppur non numerose, trasmissioni- e di una nuova generazione di giornalisti, l’irruzione sulla scena pubblica di nuovi giovani protagonisti come Roberto Saviano, la pubblicazione-sempre più qualificata e numerosa-di saggi e libri, tutto questo va imponendo una delle verità tra le più rimosse della tremenda storia unitaria d’Italia:LE MAFIE, PUR NATE E RADICATE NEL SUD,FANNO AFFARI SOPRATTUTTO AL NORD. A partire dalla ‘Nrangheta. Retrovie al Sud e business al Nord. Genesi al Sud e nuovo radicamento territoriale diffuso al Nord. Retrovie al Sud e alleanze fitte e inestricabili con i vecchi e nuovi potentati affaristici e politici del Nord, compresa la Lega Nord. La svolta mediale di massa e definitiva è avvenuta in una delle recenti puntate di “Vieni via con me”, con Fazio e Saviano, presente – eccome presente-anche il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Una parte di questa verità sta a significare che , certo, parti del popolo meridionale e delle sue classi dirigenti hanno gravi responsabilità nella genesi e nell’espansione delle mafie. Ma,il punto è che le mafie sono state , da sempre, al servizio di tutti i sistemi politico-criminali nazionali e del Nord e delle sezioni criminali delle classi dirigenti nazionali e del Nord . La stragrande maggioranza del popolo meridionale è stata la prima e generalizzata vittima delle mafie e della borghesia mafiosa meridionale, nazionale e nordista. E sono stati – e sono, finora – prevalentemente meridionali gli eroi della lotta antimafia, a partire da Falcone e Borsellino e dalla sterminata schiera di più umili- ma, non meno nobili- servitori della legalità costituzionale e dello Stato di diritto. Sull’argomento mi limito a richiamare alcuni libri straordinari, di recente o recentissima pubblicazione: Enzo Ciconte, “ Ndrangheta padana”, Rubettino, 2010; Francesco Forgione, “Mafia export”, Castaldi e Dalai, 2009; Roberto Galullo, “Economia criminale”, Il Sole 24 Ore,2010; Raffaele Cantone e Gianluca Di Feo, “I gattopardi”, Mondadori, 2010; Gianluigi Nuzzi, “Metastasi”, chiarelettere, 2010; Francesco Renda e Antonio Riolo, “Liberare l’Italia dalla mafie”, Ediesse, 1998.
Anche per consolidare definitivamente la reale e indispensabile dimensione nazionale della resistenza e della lotta per debellare tutte le mafie, e non continuare a scaricarla, in modo vigliacco e bugiardo, soltanto sul groppone dei meridionali e del Sud, abbiamo fatto nascere e stiamo sviluppando il PSUD.
Presto, proprio come PSUD, lanceremo-a partire dal ragusano e da Vittoria- una vigorosa offensiva contro una dimensione essenziale,e ancora in ombra , dei sistemi politico-economico- criminali,quella delle AGRO-MAFIE, contro il devastante insediamento delle mafie nell’intera filiera agricola e agroalimentare, dalla produzione ai trasporti alla grande distribuzione. Un tassello essenziale della odierna questione agricola.
Presto, proprio come PSUD, lanceremo-a partire dal ragusano e da Vittoria- una vigorosa offensiva contro una dimensione essenziale,e ancora in ombra , dei sistemi politico-economico- criminali,quella delle AGRO-MAFIE, contro il devastante insediamento delle mafie nell’intera filiera agricola e agroalimentare, dalla produzione ai trasporti alla grande distribuzione. Un tassello essenziale della odierna questione agricola.
“PADANIA LADRONA, LEGA LADRONISSIMA”
7) E’ tempo di aprire uno scontro frontale contro la Lega Nord, le varie vomitevoli forme di leghismo razzista e di nordismo cialtrone.
Per LEGITTIMA DIFESA. Perciò, siamo stati costretti a metter in campo il PSUD.
Il tempo degli imbrogli leghisti, delle imposture fascistoidi e delle violenze razziste della Lega Nord deve finire.
Bisogna attaccarli frontalmente, e noi del PSUD lo facciamo e lo faremo sempre di più e sempre meglio, questi pericolosissimi cialtroni. Che hanno fondato la loro sub-casta di politicanti della peggiore risma, sull’odio razzista antimeridionale. Si legga, si rilegga e si tenga sul comodino “Terroni” di Pino Aprile.
Basta. Sono 25 anni che tengono bottega. A nome di un finto federalismo, che è, in realtà, razzismo, divisionismo, antimeridionalismo becero e bavoso, spirito e pratica sistematica di rapina ai danni del Sud. Sono da 10 anni al potere e al governo centrale, nel ruolo dei peggiori lacchè e guardaspalle del berlusconismo, delle sue cricche, delle sue infinite imposture,delle sue vomitevoli impudenze, di una scena pubblica ridotta alla peggiore versione – da incubo-di Drive In. In questo periodo- di predominio leghista e nordista- l’Italia è declinata ed è stata definitivamente sfasciata. Il Sud umiliato e offeso definitivamente. Tutte le autonomie locali sono state vulnerate e svuotate. Altro che federalismo. Hanno occupato- con inquietante voracità, scaltrezza e rudezza- tutti i gangli di potere possibili e immaginabili: comuni , province, regioni, Parlamento e governo,municipalizzate e aziende pubbliche e parapubbliche, ospedali, IACP, enti di assistenza, banche, giornali e tv, insomma tutto. HANNO OCCUPATO E LOTTIZZATO TUTTO. Da fare rimpiangere i peggiori lottizzatori e ladri della prima Repubblica.
A chi fosse distratto, consiglio vivamente di dare un’occhiata ai seguenti volumi, freschi freschi di stampa, sulle malefatte leghiste, sulla “Padania ladrona e la Lega ladronissima”, tanto per rinfrescare la memoria: Fabio Buonasera e Davide Romano, “Inganno padano”, La Zisa, 2010; Eleonora Bianchini, “Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere”, Newton Compton, 2010; Andrea Marzocchi, “Svastica verde”, Editori Riuniti, 2011; Sebastiano Canetta e Ernesto Milanesi, “Lega Land”, manifestolibri, 2010.
Per LEGITTIMA DIFESA. Perciò, siamo stati costretti a metter in campo il PSUD.
Il tempo degli imbrogli leghisti, delle imposture fascistoidi e delle violenze razziste della Lega Nord deve finire.
Bisogna attaccarli frontalmente, e noi del PSUD lo facciamo e lo faremo sempre di più e sempre meglio, questi pericolosissimi cialtroni. Che hanno fondato la loro sub-casta di politicanti della peggiore risma, sull’odio razzista antimeridionale. Si legga, si rilegga e si tenga sul comodino “Terroni” di Pino Aprile.
Basta. Sono 25 anni che tengono bottega. A nome di un finto federalismo, che è, in realtà, razzismo, divisionismo, antimeridionalismo becero e bavoso, spirito e pratica sistematica di rapina ai danni del Sud. Sono da 10 anni al potere e al governo centrale, nel ruolo dei peggiori lacchè e guardaspalle del berlusconismo, delle sue cricche, delle sue infinite imposture,delle sue vomitevoli impudenze, di una scena pubblica ridotta alla peggiore versione – da incubo-di Drive In. In questo periodo- di predominio leghista e nordista- l’Italia è declinata ed è stata definitivamente sfasciata. Il Sud umiliato e offeso definitivamente. Tutte le autonomie locali sono state vulnerate e svuotate. Altro che federalismo. Hanno occupato- con inquietante voracità, scaltrezza e rudezza- tutti i gangli di potere possibili e immaginabili: comuni , province, regioni, Parlamento e governo,municipalizzate e aziende pubbliche e parapubbliche, ospedali, IACP, enti di assistenza, banche, giornali e tv, insomma tutto. HANNO OCCUPATO E LOTTIZZATO TUTTO. Da fare rimpiangere i peggiori lottizzatori e ladri della prima Repubblica.
A chi fosse distratto, consiglio vivamente di dare un’occhiata ai seguenti volumi, freschi freschi di stampa, sulle malefatte leghiste, sulla “Padania ladrona e la Lega ladronissima”, tanto per rinfrescare la memoria: Fabio Buonasera e Davide Romano, “Inganno padano”, La Zisa, 2010; Eleonora Bianchini, “Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere”, Newton Compton, 2010; Andrea Marzocchi, “Svastica verde”, Editori Riuniti, 2011; Sebastiano Canetta e Ernesto Milanesi, “Lega Land”, manifestolibri, 2010.
CELEBRAZIONI FONDATE SULLA MENZOGNA E MANIFESTAZIONI DELLA VERITA’
8) Veniamo, ora, al tema clou: l’Italia/la questione italiana, la questione dell’identità italiana, la crisi-mutazione dello Stato-Nazione, la crisi del vecchio centralismo, la disunità d’Italia, la frattura Nord-Sud. La bagarre e il polverone per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Partiamo dal programma di celebrazioni del 150°, e, dal suo svolgimento, in corso:di una banalità, se non stupidità, inaudita. Basti visitare il funereo sito web del 150°:www.italiaunita150.it, quello del comitato nazionale. E l’altro sito web del comitato torinese, di taglio simpaticamente strapaesano:www.italia150.it. Si tratta di una mala-assortita accozzaglia di interventini a pioggia ( restauri, rifacimenti e simili), che con l’unità/disunità d’Italia possono non entrarci niente. Poi, di una seconda congerie di convegni e convegnetti ispirati alla più vieta e ridicola retorica vetero- patriottarda, di taglio grottescamente apologetico. Infine, di una somma di festicciole da mega-sagra strapaesana. I testi e i libri, proposti come base bibliografica delle celebrazione, al 50% riguardano Garibaldi e il garibaldinismo e paraggi,propinati- con inaudita coglioneria- come se fossimo nel 1870.Cfr. Allegato n. 1.
Di cosa è stato veramente il processo di unità d’Italia, a partire dalla CONQUISTA SABAUDA DEL SUD, a 150 anni dagli eventi, neppure un cenno. Ciò, mentre il Paese è più rispaccato che mai e impazzano la violenza e l’arroganza leghista. Mentre il libro di Pino Aprile ,“ Terroni” , che offre un agghiacciante e veritiero spaccato sulla verità del processo unitario italiano, al contrario di codeste ufficiali e menzognere ricostruzioni ( quelle del 150° ufficiale), spopola nei dibattiti e nelle vendite in Italia e all’estero.
A nostra volta,e per intanto, noialtri neomeridionalisti,ci sforziamo di ribattere colpo su colpo, con le nostre modeste risorse, fondate sulla buona volontà, contro un intero apparato di sepolcri imbiancati e di tromboni mistificatori: dalla controcelebrazione di Gaeta ( 11-12-13/febbraio/2011) alla protesta contro l’omaggio ufficiale ai Savoia da parte del Presidente della Repubblica ( il 17 marzo, al Pantheon, a Roma). Gli daremo filo da torcere fino al 31 dicembre 2011, statene certi. E poi, ricominceremo il primo gennaio 2012.
Ma, a parte le celebrazioni ufficiali,lo scenario retorico pseudo-patriottardo , fondato sulla mistificazione,con cambia se andiamo a considerare le performances sul 150° di giornali, riviste, televisioni, partiti ,fondazioni: la musica è la stessa, pur con suonatori in parte diversi, ma pur sempre appartenenti alle stesse macro- parrocchie dominanti.
Se andiamo a verificare, poi, la produzione saggistica libera o para-romanzesca, finalizzata a carpire qualche nicchia del mercato editoriale del 2011,con la scusa del 150°,in particolare quella di ambito storiografico, purtroppo la musica è ancora una volta la stessa,con qualche stridore in più. Vi propongo alcuni esempi, tutti – a vario grado- indigesti: Aldo Cazzullo, “Viva l’Italia”, Mondadori, 2010;Antonio Caprarica, “C’era una volta in Italia”, Sperling & Kupfer, 2010;Lucio Villari, “Bella e perduta”,Laterza,2009;Claudio Fracassi, “Il romanzo dei mille”,Mursia, 2010;Domenico Fisichella “Il miracolo del risorgimento”, Carocci editore,2010;Bruno Vespa, “Il cuore e la spada”, Mondatori, 2010; Carlo Fruttero e Massimo Gramellini, “La patria bene o male”, Mondatori, 2010.
Per fortuna, di taglio un po’ diversi risultano alcuni altri prodotti editoriali, tra saggi e romanzi storici, che -pur all’interno dei paradigmi interpretativi dominanti della storia dell’unità d’Italia-si differenziano per qualche buona dose di onestà critica e di maggior senso della verità. Qualche esempio interessante:a cura di Alberto Maria Banti, “Nel nome dell’Italia”, Laterza,2010; Silvana Patriarca, “Italianità”, Laterza, 2010; Giancarlo De Cataldo, “I traditori”, Einaudi, 2010.
Infine, possiamo registrare, con una certa soddisfazione morale, una sezione di produzioni culturali, che, seppure ancora minoritarie,possiamo annoverare- almeno parzialmente- nell’ambito del revisionismo storiografico coraggioso e nobile: Arrigo Petacco, “ Il regno del Nord”, Mondadori, 2009, e, “O Roma o morte”, Mondadori, 2010; Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, “1861. La storia del Risorgimento che non c’è sui libri di scuola”, Sperling & Kupfer, 2010.
Il volume di Giordano Bruno Guerri- “ Il sangue del Sud. Antistoria del risorgimento e del brigantaggio”, Mondadori, 2010-pur contenendo, a nostro parere, alcune contraddizioni più o meno vistose,alcune incertezze interpretative,qualche fumisteria e qualche funambolismo mediatorio, si può annoverare ,in pieno, nel revisionismo storico che noi stessi, come neomeridionalisti, apprezziamo e sosteniamo.
Un cenno al cinema: ottimo il film di Mario Martone, “Noi credevamo”, sul Risorgimento, narrato in un’ottica genuinamente revisionista. Dopo tanta nuvolaglia, un po’ di luce.
Partiamo dal programma di celebrazioni del 150°, e, dal suo svolgimento, in corso:di una banalità, se non stupidità, inaudita. Basti visitare il funereo sito web del 150°:www.italiaunita150.it, quello del comitato nazionale. E l’altro sito web del comitato torinese, di taglio simpaticamente strapaesano:www.italia150.it. Si tratta di una mala-assortita accozzaglia di interventini a pioggia ( restauri, rifacimenti e simili), che con l’unità/disunità d’Italia possono non entrarci niente. Poi, di una seconda congerie di convegni e convegnetti ispirati alla più vieta e ridicola retorica vetero- patriottarda, di taglio grottescamente apologetico. Infine, di una somma di festicciole da mega-sagra strapaesana. I testi e i libri, proposti come base bibliografica delle celebrazione, al 50% riguardano Garibaldi e il garibaldinismo e paraggi,propinati- con inaudita coglioneria- come se fossimo nel 1870.Cfr. Allegato n. 1.
Di cosa è stato veramente il processo di unità d’Italia, a partire dalla CONQUISTA SABAUDA DEL SUD, a 150 anni dagli eventi, neppure un cenno. Ciò, mentre il Paese è più rispaccato che mai e impazzano la violenza e l’arroganza leghista. Mentre il libro di Pino Aprile ,“ Terroni” , che offre un agghiacciante e veritiero spaccato sulla verità del processo unitario italiano, al contrario di codeste ufficiali e menzognere ricostruzioni ( quelle del 150° ufficiale), spopola nei dibattiti e nelle vendite in Italia e all’estero.
A nostra volta,e per intanto, noialtri neomeridionalisti,ci sforziamo di ribattere colpo su colpo, con le nostre modeste risorse, fondate sulla buona volontà, contro un intero apparato di sepolcri imbiancati e di tromboni mistificatori: dalla controcelebrazione di Gaeta ( 11-12-13/febbraio/2011) alla protesta contro l’omaggio ufficiale ai Savoia da parte del Presidente della Repubblica ( il 17 marzo, al Pantheon, a Roma). Gli daremo filo da torcere fino al 31 dicembre 2011, statene certi. E poi, ricominceremo il primo gennaio 2012.
Ma, a parte le celebrazioni ufficiali,lo scenario retorico pseudo-patriottardo , fondato sulla mistificazione,con cambia se andiamo a considerare le performances sul 150° di giornali, riviste, televisioni, partiti ,fondazioni: la musica è la stessa, pur con suonatori in parte diversi, ma pur sempre appartenenti alle stesse macro- parrocchie dominanti.
Se andiamo a verificare, poi, la produzione saggistica libera o para-romanzesca, finalizzata a carpire qualche nicchia del mercato editoriale del 2011,con la scusa del 150°,in particolare quella di ambito storiografico, purtroppo la musica è ancora una volta la stessa,con qualche stridore in più. Vi propongo alcuni esempi, tutti – a vario grado- indigesti: Aldo Cazzullo, “Viva l’Italia”, Mondadori, 2010;Antonio Caprarica, “C’era una volta in Italia”, Sperling & Kupfer, 2010;Lucio Villari, “Bella e perduta”,Laterza,2009;Claudio Fracassi, “Il romanzo dei mille”,Mursia, 2010;Domenico Fisichella “Il miracolo del risorgimento”, Carocci editore,2010;Bruno Vespa, “Il cuore e la spada”, Mondatori, 2010; Carlo Fruttero e Massimo Gramellini, “La patria bene o male”, Mondatori, 2010.
Per fortuna, di taglio un po’ diversi risultano alcuni altri prodotti editoriali, tra saggi e romanzi storici, che -pur all’interno dei paradigmi interpretativi dominanti della storia dell’unità d’Italia-si differenziano per qualche buona dose di onestà critica e di maggior senso della verità. Qualche esempio interessante:a cura di Alberto Maria Banti, “Nel nome dell’Italia”, Laterza,2010; Silvana Patriarca, “Italianità”, Laterza, 2010; Giancarlo De Cataldo, “I traditori”, Einaudi, 2010.
Infine, possiamo registrare, con una certa soddisfazione morale, una sezione di produzioni culturali, che, seppure ancora minoritarie,possiamo annoverare- almeno parzialmente- nell’ambito del revisionismo storiografico coraggioso e nobile: Arrigo Petacco, “ Il regno del Nord”, Mondadori, 2009, e, “O Roma o morte”, Mondadori, 2010; Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, “1861. La storia del Risorgimento che non c’è sui libri di scuola”, Sperling & Kupfer, 2010.
Il volume di Giordano Bruno Guerri- “ Il sangue del Sud. Antistoria del risorgimento e del brigantaggio”, Mondadori, 2010-pur contenendo, a nostro parere, alcune contraddizioni più o meno vistose,alcune incertezze interpretative,qualche fumisteria e qualche funambolismo mediatorio, si può annoverare ,in pieno, nel revisionismo storico che noi stessi, come neomeridionalisti, apprezziamo e sosteniamo.
Un cenno al cinema: ottimo il film di Mario Martone, “Noi credevamo”, sul Risorgimento, narrato in un’ottica genuinamente revisionista. Dopo tanta nuvolaglia, un po’ di luce.
CONIUGARE LA BATTAGLIA POLITICA CON LA BATTAGLIA CULTURALE
9) Sorelle e fratelli meridionali, occorre tener presente che, senza un robusto bagaglio culturale, teorico, progettuale, non si va da nessuna parte. Nessun vero partito neomeridionalista può veramente radicarsi e vincere.
Senza vigore culturale, senza egemonia culturale, non c’è alcuna vittoria politica all’orizzonte. Nessuno si illuda.
E’ questo il senso profondo di queste note.
Perciò, noi neomeridionalisti consapevoli e responsabili, dobbiamo saper coniugare battaglia culturale e battaglia politica. Sono i due motori, senza i quali l’aereo neppure può decollare.
Vi è l’ambito della cultura direttamente politica da affrontare, dissodare, arare.
Vi sono gli ambiti sterminati e plurimi dell’arte e della scrittura da attraversare, con rispetto e intelligenza.
La musica, per prima. Con la nostra amica , Francesca Amato, di Santo Stefano di Calastra,tra le fondatrici del PSUD e folksinger di classe,si è avviato un lavoro di ricognizione, di relazione e di progettazione per liberare un vero movimento dei musicisti e degli artisti meridionali. Proviamoci.
La scrittura, poi. Con un gruppo di antichi e nuovi amici scrittori – Gaetano Testa, Francesco Gambaro, Luigi Pulvirenti, Alfonso Sciangula- si è delineato un progetto e un percorso di confronto sulla scrittura contemporanea del Sud. Una sorta di movimento? Vedremo. Cos’è la narrativa del nuovo Sud? Chi sono i narratori del nuovo Sud? Cosa e come narrano? L’idea semplice è quella di svolgere una serie di incontri in tutto il Sud, nei quali gruppi di scrittori propongono e confrontano le loro scritture, a partire da un meeting di lancio, da svolgere a Roma, presso il Teatro Colosseo. Per farsi un’idea della mappa dei narratori del nuovo Sud, si può fare riferimento ad un aureo volumetto della storica e critica letteraria di Daniela Carmosino ( docente all’Università del Molise), dal titolo “Uccidiamo la luna a Marechiaro”, Donzelli Editore, 2009. Alcuni degli autori segnalati dalla Carmosino, giovani o meno che siano, sono di indubbia qualità e sono un ottimo punto di partenza per la ricognizione e la movimentazione da fare: Erri De Luca, Antonio Pascale, Giuseppe Montesano, Roberto Alaymo, Sergio Atzeni, Carmine Abate,Maurizio Braucci, Giosuè Calaciura, Gaetano Cappelli, Antonella Cilento, Sergio De Santis, Francesco Dezio, Marcello Fois, Antonio Franchini, Nicola Lagioia, Davide Morganti, Francesco Piccolo, Livio Romano, Roberto Saviano, Flavio Soriga, Michela Murgia, e, altri.
La comunicazione. Per fortuna e per caso, negli ultimi tempi ho conosciuto un nuovo amico. Si chiama Massimo. E’ musicista. Organizzatore di eventi creativi. Paroliere e narratore di razza. Nel Web e in piazza. Per legittima difesa, qualche anno fa, è stato costretto a trasformarsi in guerriero di strada e di Polis. E’ perbene. Assolutamente. Con un altro suo amico, lunare, ha inventato forme di comunicazione, per cui un video di qualche minuto esplode in poche ore , come una bomba. 100.000 visite su youtube, per ciascun video. In 3-4 giorni, una settimana, al massimo. Video santo e luciferino.Ha deciso di diventare, è già diventato, un promotore del progetto neomeridionalista federalista. Ne vedremo delle belle. A presto.
I colpi. Tramite Massimo, somma fortuna, ho conosciuto una giovane donna meridionale e mediterranea, Vania. Vania, qualche tempo fa, ha scritto, per caso e per necessità ,un libro, di cui ora non vi dirò nulla. Un libro in grado di far deflagrare una delle organizzazioni più potenti e altezzose della storia .Questi potentissimi (mon)signori hanno visto i sorci verdi. Vania ha deciso di confezionare altre democratiche ogive. A presto. Può darsi che avremo bisogno di lei , anche nell’umile movimento neomeridionalista.
Senza vigore culturale, senza egemonia culturale, non c’è alcuna vittoria politica all’orizzonte. Nessuno si illuda.
E’ questo il senso profondo di queste note.
Perciò, noi neomeridionalisti consapevoli e responsabili, dobbiamo saper coniugare battaglia culturale e battaglia politica. Sono i due motori, senza i quali l’aereo neppure può decollare.
Vi è l’ambito della cultura direttamente politica da affrontare, dissodare, arare.
Vi sono gli ambiti sterminati e plurimi dell’arte e della scrittura da attraversare, con rispetto e intelligenza.
La musica, per prima. Con la nostra amica , Francesca Amato, di Santo Stefano di Calastra,tra le fondatrici del PSUD e folksinger di classe,si è avviato un lavoro di ricognizione, di relazione e di progettazione per liberare un vero movimento dei musicisti e degli artisti meridionali. Proviamoci.
La scrittura, poi. Con un gruppo di antichi e nuovi amici scrittori – Gaetano Testa, Francesco Gambaro, Luigi Pulvirenti, Alfonso Sciangula- si è delineato un progetto e un percorso di confronto sulla scrittura contemporanea del Sud. Una sorta di movimento? Vedremo. Cos’è la narrativa del nuovo Sud? Chi sono i narratori del nuovo Sud? Cosa e come narrano? L’idea semplice è quella di svolgere una serie di incontri in tutto il Sud, nei quali gruppi di scrittori propongono e confrontano le loro scritture, a partire da un meeting di lancio, da svolgere a Roma, presso il Teatro Colosseo. Per farsi un’idea della mappa dei narratori del nuovo Sud, si può fare riferimento ad un aureo volumetto della storica e critica letteraria di Daniela Carmosino ( docente all’Università del Molise), dal titolo “Uccidiamo la luna a Marechiaro”, Donzelli Editore, 2009. Alcuni degli autori segnalati dalla Carmosino, giovani o meno che siano, sono di indubbia qualità e sono un ottimo punto di partenza per la ricognizione e la movimentazione da fare: Erri De Luca, Antonio Pascale, Giuseppe Montesano, Roberto Alaymo, Sergio Atzeni, Carmine Abate,Maurizio Braucci, Giosuè Calaciura, Gaetano Cappelli, Antonella Cilento, Sergio De Santis, Francesco Dezio, Marcello Fois, Antonio Franchini, Nicola Lagioia, Davide Morganti, Francesco Piccolo, Livio Romano, Roberto Saviano, Flavio Soriga, Michela Murgia, e, altri.
La comunicazione. Per fortuna e per caso, negli ultimi tempi ho conosciuto un nuovo amico. Si chiama Massimo. E’ musicista. Organizzatore di eventi creativi. Paroliere e narratore di razza. Nel Web e in piazza. Per legittima difesa, qualche anno fa, è stato costretto a trasformarsi in guerriero di strada e di Polis. E’ perbene. Assolutamente. Con un altro suo amico, lunare, ha inventato forme di comunicazione, per cui un video di qualche minuto esplode in poche ore , come una bomba. 100.000 visite su youtube, per ciascun video. In 3-4 giorni, una settimana, al massimo. Video santo e luciferino.Ha deciso di diventare, è già diventato, un promotore del progetto neomeridionalista federalista. Ne vedremo delle belle. A presto.
I colpi. Tramite Massimo, somma fortuna, ho conosciuto una giovane donna meridionale e mediterranea, Vania. Vania, qualche tempo fa, ha scritto, per caso e per necessità ,un libro, di cui ora non vi dirò nulla. Un libro in grado di far deflagrare una delle organizzazioni più potenti e altezzose della storia .Questi potentissimi (mon)signori hanno visto i sorci verdi. Vania ha deciso di confezionare altre democratiche ogive. A presto. Può darsi che avremo bisogno di lei , anche nell’umile movimento neomeridionalista.
LA POLITICA E’ UNA COSA SERIA, ovvero la differenza tra POLIS e MANICOMIO
10) La politica è tutto quello, che , finora , ho evocato. Ma, la politica è anche e preliminarmente militanza umile e spicciola. E’ ORGANIZZAZIONE. Minuta, capillare, tenace. E’ tesseramento, sezioni, federazioni territoriali. E’ iniziativa terra terra, paese per paese, posto di lavoro per posto di lavoro, tema per tema, persona per persona, uno per uno. SENZA ORGANIZZAZIONE, TESSERATI E MILITANTI NON C’E’ POLITICA. Un Partito, senza tutto questo , non esiste e non può esistere. Un Partito non è “quattro amici al bar”. Un circolo Pickwick.Un club di dilettanti allo sbaraglio. Un comitato elettorale virtuale. Un cenacolo di millantatori, che si imbrogliano a vicenda. Di personaggi in cerca d’autore. Di individualisti folli deliranti, mediocri e- sotto sotto- a sconfortante tasso di cialtronaggine. Forse frequento ambienti sbagliati, ultimamente. Ma, recentemente, mi capita sempre più di incontrare, esattamente , personaggi in cerca d’autore. Un primo prototipo:il presunto rappresentante di uno, due,tre, dieci movimenti meridionalisti; che millanta ampia rappresentanza , con migliaia e migliaia di seguaci virtuali al seguito; che propone alleanze complessissime, ardite, e sconfinate e deliranti strategie; che, presto, si propone o Presidente o Segretario di questo mondo della fantasia. Se non viene, seduta stante, nominato ad una di queste stratosferiche cariche,subito s’incazza;se ne va; rientra; se ne va un’altra volta;spara minacce e violenze deliranti, mediante email e attacchi proditori su facebook; fonda, in due ore, o rifonda un altro Partito(?); telefona a tutti i tuoi amici,magari anche a tua moglie, descrivendoti come un mostro,un licantropo, una belva ,un pazzo da liquidare.
Un secondo prototipo: lo stratega fluido e fuso. Un tipo capace di allearsi con tutti e con nessuno, di sfasciare con tutti e tutti quanti. Che è contro il nordismo e ,poi, ti propone l’alleanza con la Lega Nord, senza che la Lega Nord lo sappia. Che è un nemico giurato dei mafiosi e dei paramafiosi e poi ti propone l’alleanza con il clan diretto dal puparo massimo,senatore Marcello Dell’Utri, grande capo della borghesia mafiosa nazionale e non solo.
Un terzo prototipo: l’organizzatore fantasmatico. Che, in premessa, ti informa che lui, o lei, ha fondato un grande partito. E che, di conseguenza, vorrebbe dare una mano a comandare qualcosa. Se gli chiedi quanti iscritti ha nell’organizzazione, ti guarda prima stupito e poi indignato. Subito, ti teorizza che non ha nessun inscritto e non ne vuole avere. Non serve. Allora, tu, paziente, gli chiedi, se, di recente, si è, per caso, candidato, in qualche competizione elettorale rilevante e gli chiedi quanti voti ha preso. Allora, quasi si incazza. Ma possibile che non ho capito- mi rintuzza- che un vero rivoluzionario non si è sporcato e non si va a sporcare le mani ,con queste cazzate delle elezioni. Lui è un vero leader e basta. Per auto-definizione e auto-dimostrazione.
Quarto prototipo: il federatore dei movimenti meridionalisti. La sua argomentazione comincia così: ti risulta che , ad un certo punto, Umberto Bossi, ha afferrato diecine di leghe autonome del Nord e ha fatto, in quattro e quattrotto la grande Lega Nord?Aggiunge, o ti fa capire: e tu, coglione, cosa aspetti a fare la stessa cosa? Constatando il tuo sbigottimento, ti fa capire: non lo sai fare tu il federatore? E, allora, togliti dai piedi, che ci penso io!
E’ tremendo, credetemi, incontrare soltanto UNO dei quattro prototipi suddetti. Ma, questo è niente, rispetto alla realtà reale. La crisi di panico ti coglie,subito, se , per sfiga,ti capita di incontrare INSIEME DUE di tali prototipi, o TRE, o tutti e QUATTRO. Ma, non è finita. Il vero collasso antropologico arriva allorquando UNO dei quattro prototipi, insomma una sola persona, UNA, per genio, li riassume e li rappresenta tutte e quattro. Allora, non ti resta che chiamare il 113.
Ecco, la Politica, la buona Politica, è il contrario del serraglio di questi prototipi manicomiali. E’ serietà, impegno, responsabilità, spirito di servizio. Tessitura, dialogo, ascolto, umiltà, pazienza. Lealtà, soprattutto lealtà. Studio, comunicazione, formazione, spirito di iniziativa, lotta, ORGANIZZAZIONE. Tempi medi e lunghi, affinché, se la seminagione vi è stata, vengano i frutti.
Vedete, mentre i quattro amici al bar giocano alla politica, a litigare tra loro, a perder tempo prezioso, a tendere tranelli a se stessi,a spettegolare, a puttaneggiare, LE ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE SI STANNO PERICOLOSAMENTE AVVICINANDO. Che devono poter fare ,e che faranno,i neomeridionalisti seri? Giocano a fare i Bossi da manicomio?Fra due tre anni ci saranno le elezioni regionali in gran parte delle Regioni italiane. Come si stanno preparando i neomeridionalisti seri?
Un secondo prototipo: lo stratega fluido e fuso. Un tipo capace di allearsi con tutti e con nessuno, di sfasciare con tutti e tutti quanti. Che è contro il nordismo e ,poi, ti propone l’alleanza con la Lega Nord, senza che la Lega Nord lo sappia. Che è un nemico giurato dei mafiosi e dei paramafiosi e poi ti propone l’alleanza con il clan diretto dal puparo massimo,senatore Marcello Dell’Utri, grande capo della borghesia mafiosa nazionale e non solo.
Un terzo prototipo: l’organizzatore fantasmatico. Che, in premessa, ti informa che lui, o lei, ha fondato un grande partito. E che, di conseguenza, vorrebbe dare una mano a comandare qualcosa. Se gli chiedi quanti iscritti ha nell’organizzazione, ti guarda prima stupito e poi indignato. Subito, ti teorizza che non ha nessun inscritto e non ne vuole avere. Non serve. Allora, tu, paziente, gli chiedi, se, di recente, si è, per caso, candidato, in qualche competizione elettorale rilevante e gli chiedi quanti voti ha preso. Allora, quasi si incazza. Ma possibile che non ho capito- mi rintuzza- che un vero rivoluzionario non si è sporcato e non si va a sporcare le mani ,con queste cazzate delle elezioni. Lui è un vero leader e basta. Per auto-definizione e auto-dimostrazione.
Quarto prototipo: il federatore dei movimenti meridionalisti. La sua argomentazione comincia così: ti risulta che , ad un certo punto, Umberto Bossi, ha afferrato diecine di leghe autonome del Nord e ha fatto, in quattro e quattrotto la grande Lega Nord?Aggiunge, o ti fa capire: e tu, coglione, cosa aspetti a fare la stessa cosa? Constatando il tuo sbigottimento, ti fa capire: non lo sai fare tu il federatore? E, allora, togliti dai piedi, che ci penso io!
E’ tremendo, credetemi, incontrare soltanto UNO dei quattro prototipi suddetti. Ma, questo è niente, rispetto alla realtà reale. La crisi di panico ti coglie,subito, se , per sfiga,ti capita di incontrare INSIEME DUE di tali prototipi, o TRE, o tutti e QUATTRO. Ma, non è finita. Il vero collasso antropologico arriva allorquando UNO dei quattro prototipi, insomma una sola persona, UNA, per genio, li riassume e li rappresenta tutte e quattro. Allora, non ti resta che chiamare il 113.
Ecco, la Politica, la buona Politica, è il contrario del serraglio di questi prototipi manicomiali. E’ serietà, impegno, responsabilità, spirito di servizio. Tessitura, dialogo, ascolto, umiltà, pazienza. Lealtà, soprattutto lealtà. Studio, comunicazione, formazione, spirito di iniziativa, lotta, ORGANIZZAZIONE. Tempi medi e lunghi, affinché, se la seminagione vi è stata, vengano i frutti.
Vedete, mentre i quattro amici al bar giocano alla politica, a litigare tra loro, a perder tempo prezioso, a tendere tranelli a se stessi,a spettegolare, a puttaneggiare, LE ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE SI STANNO PERICOLOSAMENTE AVVICINANDO. Che devono poter fare ,e che faranno,i neomeridionalisti seri? Giocano a fare i Bossi da manicomio?Fra due tre anni ci saranno le elezioni regionali in gran parte delle Regioni italiane. Come si stanno preparando i neomeridionalisti seri?
le elezioni comunali di Torino, Bologna, Palermo?
Un partito vero e serio esiste e può esistere sulla base di CINQUE PRECONDIZIONI:
-un vero PROGETTO STRATEGICO E IDENTITARIO;
-un PROGRAMMA vero di governo;
-una LEADERSHIP, forte, autorevole e riconosciuta;
-una ORGANIZZAZIONE robusta e capillare, con un nucleo quasi militare;
-una capacita di COMUNICARE il tutto , di narrare, di EMOZIONARE.
Un partito vero e serio esiste e può esistere sulla base di CINQUE PRECONDIZIONI:
-un vero PROGETTO STRATEGICO E IDENTITARIO;
-un PROGRAMMA vero di governo;
-una LEADERSHIP, forte, autorevole e riconosciuta;
-una ORGANIZZAZIONE robusta e capillare, con un nucleo quasi militare;
-una capacita di COMUNICARE il tutto , di narrare, di EMOZIONARE.
Allora, ciascuno cerchi di capire se tali pre-condizioni ci sono, come possono esserci, quali sono le risorse dalle quali muovere, da valorizzare.
Per il resto, per quanto umilmente mi riguarda, rinvio ai 19 comunicati che ho avuto l’onore di proporre recentemente.
Per il resto, per quanto umilmente mi riguarda, rinvio ai 19 comunicati che ho avuto l’onore di proporre recentemente.
Dentro questa mappa progettuale, c’è la soluzione del problema.
Beppe De Santis, Segretario nazionale del Partito del Sud.
Palermo 11 febbraio 2011.
Palermo 11 febbraio 2011.
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